Completato incredibilmente soltanto due settimane prima della gara inaugurale del 2004, il circuito di Sakhir nel Bahrain è stato progettato per l’occasione dal famoso ingegnere tedesco Hermann Tilke, e sin dalla sua costruzione è sempre stato al centro dei riflettori e delle polemiche sia per essere stato il primo Gran Premio di Formula 1 a svolgersi in Medio Oriente che per l’instabile situazione politica dell’area.




Essendo infatti costruito nel centro del deserto, 40 km a sud est dalla capitale Manama, il circuito è soggetto all’azione della sabbia soffiata dal vento sull’asfalto. Per tentare di arginare il problema viene utilizzato dagli organizzatori uno speciale spray adesivo nell’area circostante al tracciato, limitando in parte i danni. A causa anche delle elevate temperature che vengono registrate durante i weekend di gara (specialmente prima che la gara venisse spostata in notturna) i Team sono costretti ad adottare soluzioni aerodinamiche e tecniche specifiche per questo appuntamento, relative al raffreddamento ed alla protezione non solo delle delicate Power-Unit ma anche dei freni e degli pneumatici, soggetti all’azione della sabbia e delle alte temperature. C’e da dire comunque che soltanto durante il weekend inaugurale del 2004 dominato da Schumacher con pole, vittoria e giro veloce e nel 2005 con vittoria di Alonso su Renault (considerato uno dei gran premi più caldi di sempre con ben 7 ritiri tra cui quello di Schumacher) si sono verificati problemi tecnici degni di nota alle scuderie dovuti proprio a questo problema.

Il Gran Premio del Bahrain ha inaugurato la stagione di Formula 1 nel 2006 (complice anche lo spostamento del Gran Premio di Australia) con una grandissima battaglia Alonso-Schumacher (vinta dallo spagnolo), e nel 2010, anno in cui vennero celebrati i 60 anni della F1. Per l’occasione venne utilizzato un differente layout della pista riservato solitamente alle gare di Endurance che portò la lunghezza del tracciato dagli attuali 5,412 km a ben 6,299 km. Il circuito di Sakhir dispone infatti di sei diverse configurazioni, di cui due soltanto sono state utilizzate per la Formula 1, chiamate “Tracciato Gran Premio” ed “Endurance Circuit”, mentre le altre più brevi (chiamate “Inner Circuit”,Outer Circuit” e “Paddock Circuit” e l’ovale) vengono utilizzate per altre competizioni. Anche quell’anno a vincere fu Alonso che riuscì a conquistare la sua prima vittoria in Ferrari grazie soprattutto ai problemi tecnici allo scarico della Red Bull, che rallentarono un Sebastian Vettel in testa alla gara da ben 34 giri.

Nel 2011 il circuito sarebbe dovuto tornare alla sua configurazione originale, ma a seguito di gravi problemi politici nel Paese venne rinviato prima a fine stagione (si sarebbe dovuto svolgere il 30 Ottobre come 17ma gara, spostando il Gran Premio d’India il 4 Dicembre) e poi successivamente annullato in seguito alle preoccupazioni relative alla sicurezza dei piloti espresse da Rubens Barrichello (presidente della GPDA) e dalla FOTA.

Dal 2014 invece la gara è passata in notturna, favorendo sia il raffreddamento delle monoposto che lo spettacolo televisivo. Impossibile infatti dimenticare la prima vera battaglia tra gli allora amici/rivali Hamilton-Rosberg proprio di quell’anno, con una grandissima vittoria dell’inglese nonostante una safety car sul finale.

Con ben 4 vittorie all’attivo, Sebastian Vettel è stato invece il pilota più prolifico fino ad oggi in Bahrain (due su Red Bull nel 2012, 2013, e due con Ferrari nel 2017, 2018), seguito con 3 vittorie da Fernando Alonso (con Renault 2005, 2006, e Ferrari nel 2010) e da Lewis Hamilton (con Mercedes nel 2014, 2015) e Felipe Massa (su Ferrari nel 2007,2008) con due successi. Con 1 vittoria a testa invece troviamo Michael Schumacher su Ferrari nel 2004, Jenson Button su Brawn Gp nel 2009 e Nico Rosberg su Mercedes nel 2016.

E’ stata la Ferrari la scuderia con più vittorie con ben 6 affermazioni, seguita da Mercedes con 3, Renault e Red Bull con 2 e Brawn GP con 1. Il record della pista in gara invece è ancora in mano a Pedro de la Rosa su McLaren MP4-20 in 1:31:447, stabilito nel 2005 mentre correva come sostituto dell’infortunato Juan Pablo Montoya.

Nessuno di loro ha comunque potuto festeggiare con il tradizionale champagne, in quanto viene utilizzata un tipo di acqua di rose non alcolica chiamata Waard, per rispetto delle tradizioni dei paesi Musulmani.

Julian D’Agata

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