Con il Gran di Abu Dhabi siamo ufficialmente arrivati all’ultimo atto della stagione di Formula 1. Tutti i top-team, complice i giochi già conclusi, hanno gli occhi puntati al prossimo anno portando alcune soluzioni (alcune ben nascoste e altre meno) che vedremo nel 2020. Il circuito di Yas Marina è un circuito da medio-alto carico che presenta numerose curve ad angolo retto, come nota tradizione dei “Tilkodromi”, quindi è di vitale importanza avere una monoposto reattiva nei cambi di direzione e nelle accelerazioni per ripartire nei tratti lenti.




A complicare le cose ci sono i due lunghi rettilinei nei quali si paga l’assetto da alto carico: la soluzione ovvia sarebbe far generare deportanza dal fondo vettura, cercando così di scaricare le ali. Altre variabili sono il vento e la sabbia che, soffiando sul circuito, vanno a diminuire le performance e la stabilità della monoposto sia in rettilineo che in curva, rendendo scivoloso il tracciato.

Come se non bastasse, qui la Pirelli ha portato le tre mescole più morbide: il GP si svolge all’imbrunire, quindi i tecnici dovranno far fronte anche alla diminuzione di temperatura sia atmosferica che dell’asfalto, che di contro andrà man mano gommandosi. Anche i freni, complice la conformazione del tracciato, sono molto sollecitati sia per le curve che vanno affrontate consecutivamente, innalzando le temperature di esercizio, che per le alte temperature atmosferiche.

Considerando che questo è l’ultimo GP della stagione sono minime le novità portate dai team, la maggior parte di esse improntate sulla prossima stagione; andiamo a vederle nel dettaglio:

Mercedes

Il team campione del mondo si presenta ad Abu Dhabi con i favori del pronostico. Rispetto al fresco campione del mondo Hamilton, Valtteri Bottas sarà più svantaggiato, dovendo partire dietro per la sostituzione della Power Unit. Ormai la Mercedes ha dominato in lungo e largo il campionato: sono state poche le tappe in cui le frecce d’argento hanno sofferto la concorrenza. Qui i tecnici della stella hanno portato due tipologie di alettone anteriore, uno quasi improntato al concetto outwash, ma andiamo a scoprirlo nel dettaglio. Il profilo principale è rimasto pressoché identico, mentre a cambiare sono le parti terminali degli upper flap: nello specifico la nuova versione prevede un andamento discendete con inclinazione (o angolo di attacco) quasi neutro (freccia rossa), con l’obiettivo di velocizzare i flussi in questa zona e ridurre la resistenza aerodinamica.L’altra soluzione è quella “classica” con la parte terminale degli upper flap a medio carico (freccia azzurra) per generare deportanza sull’asse anteriore e meglio direzionare gli pneumatici nei cambi di direzione. I due piloti hanno studiato a fondo queste soluzioni per vedere quale si adatta maggiormente alle caratteristiche del tracciato di Yas Marina strizzando l’occhio alla prossima stagione. (Foto: @AMuS)

Ferrari

Fa discutere ancora il caso flussometro in quel di Maranello, tanto che dall’anno prossimo si correrà ai ripari dotando le monoposto del doppio sensore. E’ notizia recente che la Power Unit Ferrari sia più potente di circa 25 Cv rispetto alla concorrenza, un valore molto più esiguo rispetto ai 70 Cv “proclamati” da Petersen Windsor e altre testate giornalistiche. Tornando all’atto pratico la novità sulla SF90 che balza maggiormente all’occhio nei box di Yas Marina è il nuovo scarico della valvola Wastegate, ora a “Diapason”: il classico tubo nella parte terminale si ramifica in due parti (frecce gialle), inclinate di cinque gradi per rispettare il regolamento, in modo da modificare il soffiaggio del gas caldo verso il dorso dell’ala posteriore.Questa soluzione, quasi sicuramente in ottica 2020, è utile soprattutto in fase di rilascio della farfalla, vale a dire quando la monoposto sta affrontando tratti a bassa velocità come le curve dove serve generare carico aerodinamico.I terminali sono poggiati ai piloncini di sostegno dell’alettone posteriore e per inserirli sulla vettura sono stati modificati sia il cofano motore (freccia verde) che la Deck-Wing. Vedremo se questa soluzione darà i risultati sperati e verrà copiata dagli alti team nella prossima stagione. (Foto: @AMuS)

Red Bull

Si è rivisto l’alettone anteriore provato brevemente in Brasile che “abbraccia” il concetto dell’outwash tanto caro alla Ferrari. Nello specifico la parte più esterna degli upper flap va ad unirsi, verso gli endplate, con un andamento svergolato (freccia verde), cercando di spostare aria verso l’esterno della vettura in modo da non impattare contro gli pneumatici anteriori.A differenza di quanto mostrato da Mercedes in questo caso anche il profilo principale è diverso: presenta un andamento più sinuoso (freccia rossa) e sale man mano che si arriva alle paratie verticali, quasi a cercare di incanalare quanta più aria possibile nel sottovettura. Come da tradizione, gli ultimi Gran Premi servono da raccolta dati e, anche in questo caso, i tecnici di Milton Keynes hanno bardato la RB15 di sensori. Le termocamere sono poste sui flap all’ingresso delle pance laterali (freccia gialla), rivolte verso gli pneumatici anteriori.Nello specifico si cercherà di misurare la temperatura di esercizio degli pneumatici raccogliendo i dati da confrontare con le stesse misurazioni che verranno fatte nei test di fine stagione, sempre ad Abu Dhabi, con le mescole Pirelli in specifica 2020. (Foto: @AMuS)

McLaren

Anche il team di Woking non è sfuggita alla moda della nuova ala anteriore e sulla monoposto inglese si sono viste due tipologie di upper flap, anche se entrambe più vicine al concetto di outwash. Infatti nella zona che va verso gli endplate si è potuto notare un andamento discendente dei profili alari.A farla da padrona due soluzioni: una decisamente più spinta, con l’incidenza alare quasi a zero gradi (freccia rossa) per velocizzare i flussi in questa zona; più tradizionale l’altra versione (freccia verde), che comunque spinge l’aria verso l’esterno del corpo vettura. Diverse anche le derive poste al di sotto del profilo principale, con il chiaro compito di addrizzare i flussi anche al di sotto della monoposto. (Foto: @AlbertFabrega)

Toro Rosso

Il team di Faenza sta effettuando diversi esperimenti aerodinamici in ottica 2020, concentrandosi sull’alettone anteriore. La nuova ala presenta diverse modifiche: si parte da un mainplane più arcuato con sotto due derive (freccia verde), che hanno il chiaro compito di direzionare il flusso: queste presentano una forma più squadrata per evitare il bloccaggio aerodinamico.Modificati anche gli endplate, ora svergolati e con un marciapiede dotato di un rigonfiamento più grande che si strozza a tre quarti della sua lunghezza (ingrandimento e freccia gialla); l’obiettivo è di migliorare l’effetto sigillo con gli pneumatici anteriori. In questa direzione vanno anche gli upper flap, che presentano un andamento discendente (freccia rossa), in stile Alfa Romeo, per cercare di bypassare le turbolenze generate dal rotolamento degli pneumatici anteriori. (Foto: @AMus)

Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

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