Mentre la Federazione Internazionale valuta la possibilità di ricorrere alla monfornitura per alcune componenti delle vetture di Formula 1, nell’ottica di ridurre gap eccessivi inerenti a prestazioni e costi, Brembo rimane una delle più note eccellenze italiane in Formula 1, da oltre quaranta anni caratterizzata da ricerca e sviluppo come spina dorsale delle attività.

Al Gran Premio numero 1002 nella storia della Formula 1 l’azienda bergamasca si presenta con 407 vittorie in tasca. La media è straordinaria e la gara di Barcellona, tracciato di casa per tutta la F1, lo è anche per Brembo. Sulla pista più conosciuta del calendario dati e rilievi telemetrici non mancano, ogni curva si conosce alla perfezione, ogni sobbalzo della pista è mappato e conosciuto. In quel di Barcellona a febbraio si sono svolti i primi test con le nuove vetture, accreditate di minor carico aerodinamico ed ancora più veloci.

Frenate più lunghe ed energia cinetica che cresce, ma l’imperativo rimane sempre uno: controllare le temperature e mantenerle all’interno di quel delicato equilibrio dove il carbonio riesce a dare il meglio, perché al di sotto le pastiglie non fanno presa, poco di più e il disco vetrifica.

Il delicato equilibrio è alla base di tutto il lavoro del gruppo in pista che l’azienda porta ad ogni gara, collaborando con gli ingegneri dei team, nonché il lavoro di ricerca e sviluppo portato avanti a Curno, in provincia di Bergamo, dentro al Kilometro rosso, dove la tecnologia vive al servizio del motorsport.

Gli ingegneri di pista ci confidano che i team hanno già recuperato il gap aerodinamico di inizio anno e la curva di apprendimento sale rapidamente. Ma quei dieci km/h in più di velocità in rettilineo si sentono eccome: c’è tanta energia da dissipare. Il rettilineo di Barcellona è uno dei migliori banchi di prova durante la stagione ed è anche perfetto per un confronto tra due e quattro ruote: qui una F1 passa da 325 km/h a 145 km/h in 120 metri e due secondi, le MotoGp da 340 km/h a 100 km/h in 285 metri e 5 secondi circa. Dati straordinari per mezzi così diversi, ma così vicini nel raggiungere il limite.

Ai sette team (su 10) che si affidano ai prodotti dell’azienda italiana, Brembo offre la possibilità di scegliere il materiale per il weekend tra tre tipologie di dischi, consigliati a seconda del circuito, che presentano da 900 a 1400 fori di raffreddamento. Si chiamano medium, high e very high cooling disks, e fanno parte dei 150/300 dischi forniti mediamente ad ogni singola scuderia per tutto il campionato, insieme a 10/15 set di pinze e circa 600 pastiglie.

Tale materiale va revisionato ad intervalli regolari e deve essere sostituito una volta consunto, dato che il carbonio non si può riciclare. In ogni caso, le emozioni che questa tecnologia riesce a regalare vengono trasformate, passando dall’impegno in pista verso l’applicazione in strada.

Stefano De Nicolo’

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