La triste notizia della morte di Charlie Whiting ha colpito profondamente il paddock della Formula Uno, che si appresta a vivere l’inizio di quella che sarà una stagione entusiasmante. Lo storico Race Director del Circus è venuto a mancare nella nottata australiana a causa di un’embolia polmonare, lasciando un importante vuoto nella struttura dirigenziale della F1.




Whiting era nato in Inghilterra nel 1952 e ha trascorso praticamente tutta la sua vita adulta nel mondo del motorsport e della Formula Uno in particolare. Nel 1977 venne assunto dalla Hesketh, dove restò fino al 1980, anno in cui il team chiuse i battenti. A questo punto, Charlie entrò nell’organico della Brabham di Bernie Ecclestone, con il ruolo di capo-meccanico. Durante la sua permanenza nella scuderia inglese, visse in prima persona i due Titoli Mondiali conquistati da Nelson Piquet nel 1981 e 1983, con le vetture disegnate da Gordon Murray.

Nel 1988, dopo otto anni in Brabham, Whiting entrò a far parte della FIA, occupandosi in particolare della logistica e dell’organizzazione dei Gran Premi in tutto il mondo. Nel 1997 assunse poi il ruolo di Direttore di Gara, che ha mantenuto fino alla morte. In qualità di Race Director è stato spesso al centro di episodi controversi in cui è stato anche pesantemente contestato; non si contano, inoltre, i team radio dei vari piloti in cui veniva chiamato in causa dopo un contatto o un’azione particolare. Ha vissuto forse il momento più difficile della carriera a Suzuka nel 2014, quando Jules Bianchi andò a sbattere contro una gru a bordo pista, in un posto dove non doveva essere, e provocandosi lesioni irreversibili che lo porteranno alla morte alcuni mesi dopo. Proprio da questo episodio Whiting ha preso spunto per una delle sue battaglie più importanti, che ha portato a partire dal 2018 all’introduzone dell’halo sulle vetture, nonostante l’opposizione di molti nel mondo del motorsport.

Nonostante le tensioni e le discussioni a volte anche accese (come successo con Vettel dopo il GP del Messico 2016), il grande rispetto nei confronti di Charlie non è mai venuto a mancare da parte di nessun esponente del Circus. Prova ne siano gli attestati di affetto e stima che si sono moltiplicati in queste ore. Il primo a esprimersi è stato il Presidente della FIA Jean Todt con un comunicato ufficiale: “Era una figura centrale e inimitabile. Con lui la Formula Uno perde un amico fedele e un ambasciatore carismatico. I pensieri miei e di tutto il mondo del motorsport vanno alla sua famiglia e ai suoi colleghi”.

Anche i piloti in Conferenza Stampa hanno voluto spendere alcune parole per il loro Race Director. “Sono sconvolto, ieri abbiamo fatto le prime curve della pista insieme a piedi. E’ sempre stato un riferimento per noi, la sua porta era sempre aperta, una bravissima persona. I pensieri di tutta la famiglia della F1 sono con la sua famiglia” ha detto Sebastian Vettel. “E’ stata una pessima notizia con cui svegliarsi stamattina” – ha aggiunto Daniel Ricciardo – “Non lo dimenticheremo, daremo tutto anche per lui”.

Ross Brawn, Managing Director di Liberty Media, ha voluto ricordare così Whiting: “Conoscevo Charlie da quando ho cominciato la mia carriera qui. Abbiamo lavorato insieme, siamo diventati amici e abbiamo passato tanto tempo insieme a gareggiare in tutto il mondo. Sono devastato, un pensiero alla sua famiglia”. Tutti i team, inoltre, hanno espresso le proprie condoglianze e la propria tristezza per una perdita così importante. “Era un vero professionista, ma soprattutto una bellissima persona che trattava tutti con enorme rispetto”– ha dichiarato Mattia Binotto, Team Principal della Ferrari- “Un grande esperto di motorsport, che ha cercato di rendere la Formula Uno migliore e più sicura. Il nostro sport è impoverito dalla sua perdita e noi abbiamo perso un amico. Ci mancherà”.

Nicola Saglia

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