La 42esima edizione della 24 ore di Le Mans ha premiato la Kawasaki SRC grazie ad un formidabile Jeremy Guarnoni. Il francese a sette minuti dalla fine ha superato la Honda #111 guidata da Yonny Hernandez, che era passata al comando grazie a Randy DePuniet nel run precedente. Sul podio con loro la Suzuki SERT che è stata guidata per l’ultima volta in una 24 ore da Dominique Meliand. Out nella notte Yamaha YART del nostro Niccolò Canepa.


(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});

Tanta Italia al via di questa 42esima edizione della 24 ore di Le Mans. Non solo Niccolò Canepa al via per la vittoria assoluta con la Yamaha del team YART: nella classe EWC è infatti schierata anche la Suzuki GSX-R 1000R del team GSM Racing con i fratelli Christian e Federico Napoli ed Andrea Tucci. Nella classe STK invece l’ormai storico team NoLimits di Moreno Codeluppi con Luca Scassa, Christian Gamarino e Cedric Tangre. Presente anche il team Aviobike con Giovanni Baggi, Stefano Fugardi e Michael Mazzina ed il team SC Project Paton Reparto Corse con la CBR 1000 RR SP ed una squadra composta da Matteo Baiocco, Nico Terol e Simone Saltarelli. In pista anche Kevin Manfredi con la Kawasaki #33 del team Louis Moto e Roberto Rolfo con la Yamaha #96 del team MotoAin.

La gara. Il più rapido al via è Vincent Philippe con la Suzuki #2 seguito da Randy DePuniet e dalla Yamaha #333. Mike di Meglio scivola dopo solo mezz’ora alla Dunlop Chicane mettendo in salita la gara del team FCC TSR Honda. La gara procede nelle prime ore con Honda Endurance Racing che guida la classifica davanti alla Kawasaki SRC fino alla terza ora, quando un problema elettrico ferma ai box la #111 che rientrerà in undicesima posizione. Randy DePuniet si lancia in una disperata rimonta facendo registrare il giro veloce di gara in 1’36”848. Purtroppo per i nostri colori nelle prime ore, dopo un ottimo avvio, è costretto al ritiro il team No Limits con la gialla Suzuki #44. Stesso destino infausto per la Honda del SC Project Paton Reparto Corse, costretta al ritiro a metà gara.

Nel corso della notte Randy De Puniet, a caccia della vittoria, scivola al “Raccordement”. Fortunatamente per lui e per il suo team un intoppo che non costa troppo caro in quel momento, ma che diventerà determinante a fine gara. Ben più grave è il guasto tecnico che ferma Marvin Fritz e la sua Yamaha #7. Alla staccata della “Chemin aux Bœfs” il motore della sua R1 cede, ponendo fine alla gara del team YART e del nostro Niccolò Canepa.

La gara procede fino alle ultime due ore senza grossi colpi di scena, con la Kawasaki del team SRC che amministra il vantaggio di un giro sulla Honda Endurance Racing e la Suzuki SERT. La Honda #111, grazie a un miglior consumo del carburante e ad un velocissimo Randy DePuniet, riesce a portarsi a ridosso della Kawasaki #11, quando Randy riesce a superare David Checa e prendere vantaggio prima di cedere la moto a Yonny Hernandez.

Quando manca solo mezz’ora dal termine Yonny Hernandez comanda la gara con circa quindici secondi di vantaggio su Jeremy Guarnoni. Il francese, che nel frattempo ha rilevato David Checa alla guida della Kawasaki #11, si lancia alla caccia della vittoria. Probabilmente queste sarebbero state anche le posizioni finali, se non fosse che a 15 minuti dalla bandiera a scacchi il motore della Yamaha #101 del team Aviobike guidata da Michael Mazzina cede, perdendo olio alla Dunlop Curve e facendo cadere Michael.

L’ingresso della Safety Car, obbligatorio per sistemare la pista, getta nello sconforto il team Kawasaki SRC. Il distacco dalla Honda di Yonny Hernandez si riduce a zero, ma il rischio di terminare la gara dietro alla Safety Car è alto. Il mondiale endurance è ricco di colpi di scena e a sette minuti dalla bandiera a scacchi la safety car rientra ai box, lasciando pista libera ai piloti. Jeremy Guarnoni, molto più veloce di Yonny Hernandez, si libera del colombiano e va a vincere sotto la bandiera a scacchi. Secondo posto per Honda Endurance Racing, che nonostante una sosta all’ultimo giro termina tranquillamente davanti alla Suzuki del SERT. Dominique Meliand alla sua ultima 24 ore può tornare sul podio un’ultima volta.

L’Italia che non può sorridere nell’EWC sorride nella classifica STK, con Roberto Rolfo e Kevin Manfredi sul podio. I nostri portabandiera hanno chiuso alle spalle della Suzuki #50 del team Motors Events. In seconda posizione Roberto Rolfo con la Yamaha #96 del team MotoAin, mentre in terza posizione Kevin Manfredi sulla Kawasaki #33 del team 33 Coyote Louit  Moto. Ritiri purtroppo per i tre team italiani schierati in questa categoria.

La classifica iridata. In testa al mondiale ora troviamo il Team SRC Kawasaki France con 102 punti. Sedici lunghezze di vantaggio su Suzuki Endurance Racing Team ferma a 86. Lo squadrone Kawasaki però aveva nei programmi solo la partecipazione alle due 24h: chissà se ora che si trovano in testa al mondiale cambieranno i loro progetti. Terzo posto per Wepol Racing che oggi ha chiuso al quarto posto e si trova a sole sei lunghezze dalla SERT. Incredibile quarto posto dopo le due 24h in programma per il Bolliger Team Switzerland con 68 punti. Il team svizzero che con una Kawasaki privata al momento è davanti a tre superpotenze ufficiali dell’EWC come Honda Endurance Racing (60p.), FCC TSR Honda (54p.) e Yamaha Austria Racing Team (52p.).

L’appuntamento è per sabato 11 maggio in Slovacchia, per la 8 ore dello Slovakia Ring, dove i piloti dell’EWC torneranno a sfidarsi per conquistare il titolo.

Mathias Cantarini

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.