Ormai manca solo l’ufficialità. Le strade tra Fernando Alonso e la Ferrari sembrano destinate inevitabilmente a separarsi. Se fino a qualche giorno fa si trattava di semplici rumors, tra Suzuka e Parigi persino i diretti interessati hanno cercato nelle ultime ore di fare i salti mortali, nel tentativo di cavarsela con qualche dichiarazione diplomatica e possibilista. Ma la verità è ormai ben chiara: la storia d’amore tra la scuderia di Maranello ed il pilota spagnolo è destinata ad esaurirsi in fretta, con due anni di anticipo rispetto alla scadenza prevista. E si tratterà di una separazione consensuale, voluta in una certa misura da entrambe le parti: dal pilota, che non ha fatto mistero di voler tornare a vincere quale titolo mondiale che gli sfugge ormai dal lontano 2006, ma anche dal team, il cui rinnovo delle cariche dirigenziali ha di fatto imposto una politica di rinnovamento totale.

Perchè la frattura parte da lontano, dal giorno delle dimissioni forzate di Domenicali, il quale mai e poi mai avrebbe dato il proprio assenso per dare il benservito allo spagnolo. Cosa che, invece, sta riuscendo senza troppe difficoltà al suo successore Mattiacci, chiamato a dare quella svolta in termini di “discontinuità” che serve a Marchionne e soci per imprimere quella ventata di novità e rottura rispetto al passato, in grado di dare un taglio deciso ed evidente rispetto all’era Montezemolo. La consapevolezza, poi, di non essere in grado di mettere da subito a disposizione dell’asturiano una monoposto vincente ha poi fatto il resto: meglio dunque voltare pagina, senza troppi rimpianti da ambo le parti.

A questo punto, salvo clamorosi colpi di scena dell’ultim’ora, Alonso dovrebbe scegliere di accettare la sostanziosa offerta della McLaren-Honda, per quella che potrebbe essere l’ultima grande sfida della sua carriera: un annuncio che potrebbe arrivare molto presto, forse già nella giornata di lunedì, nel momento in cui i team avranno appena abbandonato il circuito, ma con un’attenzione mediatica ancora decisamente focalizzata sull’evento. Resterà da vedere se quella dello spagnolo si rivelerà la scelta più azzeccata, soprattutto considerando che il team di Woking viene da due annate decisamente deludenti e che sarà alle prese con una power unit completamente inedita: ma evidentemente la voglia di cambiare aria ha giocato un ruolo fondamentale.

Nonostante ciò, anche oggi Alonso è apparso sereno e motivato al box Ferrari, come se nulla fosse accaduto o stesse per succedere: ha offerto dell’uva a ospiti e meccanici, prima di calarsi nell’abitacolo della F14T con la consueta determinazione. Deciso a terminare la propria avventura in Ferrari nel migliore dei modi, in una realtà dove in cinque stagioni ha forse dato qualcosa in più di quanto ricevuto. A dimostrazione di ciò, basterebbe sottolineare l’impietoso confronto in termini di punti raccolti con i compagni di squadra: prima Massa, poi Raikkonen, decisamente stritolati dal confronto con il velocissimo pilota spagnolo. Un punto fermo del quale, evidentemente, in Ferrari hanno pensato di poter fare a meno: forse una mossa azzardata, in un clima di restyling come quello attuale, ma probabilmente ritenuta indispensabile per il nuovo corso legato alla presidenza Marchionne.

E naturalmente, la caccia al nome del successore è già apertissima: Sebastian Vettel continua ad essere l’indiziato numero uno, anche se salgono le quotazioni di Jules Bianchi, membro della Ferrari Driver Academy e reduce da una buona gavetta in Marussia. L’eventuale “promozione” del francese rappresenterebbe, tra l’altro, la giusta valorizzazione della politica portata avanti in questi ultimi anni dal Cavallino, volta a crescere giovani piloti nell’intento di “costruirsi” dei talenti in casa. L’operazione-Bianchi andrebbe, in un certo senso, a ricalcare la mossa vincente fatta dalla Red Bull con Ricciardo, magari in attesa di potersi assicurare i servigi del quattro-volte campione del mondo a partire dal 2016. Sempre che l’asse Maranello-Milton Keynes non decida di affrettare i tempi, con il passaggio immediato di Vettel in rosso e la probabile promozione di Kvyat al ruolo di seconda guida al fianco di Ricciardo, con conseguente passaggio di Carlos Sainz jr. in Toro Rosso. A quel punto, tutti i tasselli del mercato piloti andrebbero al proprio posto, o quasi: prepariamoci dunque a vederne delle belle.

Marco Privitera

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