Una gara tirata e combattuta fino all’ultimo, su uno dei tracciati più belli ed affascinanti del mondo. Si può sintetizzare cosi’ la 12 Ore di Bathurst, primo appuntamento della nuova stagione dell’Intercontinental Gt Challenge, che in questo weekend ha visto il primo successo in questa corsa della Porsche, grazie all’equipaggio del team EBM composto da Matt Campbell-Dennis Olsen-Dirk Werner. Terzo posto per il nostro Raffaele Marciello, con la Mercedes di GruppeM.

Attendersi una gara che avrebbe tenuto tutti incollati allo schermo fino alla bandiera a scacchi, era cosa più che pronosticabile, ma questa 12 Ore di Bathurst lo è stata perfino oltre le aspettative della vigilia. Grazie al grande equilibrio tra i “big”, ed una serie di safety car che hanno scombussolato le strategie delle varie squadre, gli ultimi venti minuti sono stati infatti caratterizzati da una vera e propria gara sprint, che hanno visto una grande battaglia tra i primi cinque equipaggi.

Dopo essere sempre stata nella top10 per tutta la corsa, la Porsche 911 del team Ebm è riuscita a sfruttare proprio una di queste situazioni, adottando una strategia con una sosta in più per montare pneumatici nuovi, rivelatasi poi fondamentale. Matt Campbell, al volante nell’ultimo stint di guida, si è infatti immolato in una rimonta magistrale passando dapprima Marciello e qualche istante dopo il leader Jake Dennis, con l’Aston Martin della R-Motorsport.

Un sorpasso davvero da manuale quello dell’idolo locale, effettuato alla Elbow Bend quando mancavano poco meno di dieci minuti al termine. Con questa manovra il pilota Porsche si è costruito il successo, che è stato tuttavia ufficializzato solo qualche ora dopo la bandiera a scacchi. Un sorpasso al limite ai danni di Chaz Mostert ha infatti convinto i commissari a mettere sotto investigazione l’azione del driver australiano, che fortunatamente per lui si è risolta con un nulla di fatto.

A Dennis-Vaxiviere-Kirchoefer non è dunque rimasto altro che accontentarsi del secondo posto, dopo aver assaggiato il gusto della vittoria fino a poche tornate dal termine. La lotta per il primato non è stata tuttavia l’unico spunto di interesse in questa 12 Ore. Basta pensare infatti alla serrata bagarre per la terza piazza, tra le due Mercedes di Buhk-Marciello-Goetz e Lowndes-Whincup-van Gisbergen, trovatesi a battagliare sul filo dei decimi dopo l’ultimo regime di safety car. Alla fine è stato il nostro portacolori ad avere la meglio per soli 0″2, grazie ad una difesa eccezionale nei confronti degli assi del V8 supercars, certamente più abituati a questo tipo di tracciati.

Un risultato sicuramente buono per il nostro “Lello”, che per le prime fasi di gara è stato anche al comando delle operazioni, insieme all’altra Amg GT3 #77 di Engel-Stolz-Paffett. La loro gara si è però conclusa anzitempo al giro 185, con la medesima sorte toccata anche ad altri due protagonisti nelle prime posizioni. Stiamo parlando dell’altra Porsche #911 del team Ebm, out per un problema al servosterzo quando era in testa, e le due Audi #2 e #22, estromesse dalla bagarre per vari incidenti prima della metà gara. La Bentley di Suocek-Soulet-Abril si è invece giocata le sue chance di podio rimanendo ferma in uscita dalla pit lane dopo un pit stop.

La top five è stata quindi completata dalla prima Bmw al traguardo, la M6 Gt3 di Farfus-Mostert-Tomczyk, davanti proprio alla Continetal Gt3 #108 ed alla Nissan Gt3 di Imperatori-Jarvis-Liberati. Un risultato che sa di beffa per loro, considerando il drive through che li ha estromessi dalla lotta per il podio.

In classe Pro-Am il successo è andato alla Ferrari 488 Gt3 della Spirit of Race di Lauda-Dalla Lana-Lamy, noni assoluti. Nella classe B a vincere è stata invece la Porsche del team Grove, mentre nella C ha trionfato la Ktm XBow del team M Motorsport.

Prossimo appuntamento dell’Intercontinental Gt Challenge sarà la 8 Ore di Laguna Seca, in programma per il 28-30 marzo.

Alessio Sambruna

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