Credits: FIA Formula E
Credits: FIA Formula E

Chiuse le feste natalizie e a un mese di distanza dal Season Opener di San Paolo, la Formula E apre il calendario motoristico 2026 (in pista) e torna in azione per il secondo round della Season 12. Un round che offre un’occasione di riscatto per chi è uscito con le ossa rotte dalla gara sul Sambodromo disputata a inizio dicembre e che rappresenta un traguardo importante per la serie.

Dove eravamo rimasti: il ritorno di Dennis, la conferma di Rowland

A San Paolo il Mondiale è stato inaugurato dal successo di Jake Dennis, tornato alla vittoria dopo quasi due anni di attesa e capace di confermare la pole position conquistata in qualifica grazie alla penalità comminata a Pascal Wehrlein. L’inglese di Andretti, autore di una gara praticamente perfetta anche nonostante il caos finale generato prima dalla SC per l’incidente di Mortara e poi per la bandiera rossa dovuta al volo di Pepe Marti (Cupra Kiro), è stato così il primo a vincere in Brasile partendo dalla prima fila, battendo il campione del Mondo in carica Oliver Rowland e Nick Cassidy, che ha portato a podio la Citroen al debutto nella serie e al suo quarto podio consecutivo dopo i tre nel finale della Season 11 che gli avevano permesso di chiudere al secondo posto in campionato. Tra le conferme di Rowland e Cassidy, e la “sorpresa” di Dennis, in Brasile chi è uscito deluso è stato Wehrlein, alla fine quarto anche a causa della pole persa per la già citata penalità; alla lista dei delusi vanno aggiunti Dan Ticktum, che ha lasciato il Sambodromo a mani vuote, così come Mahindra e Jaguar, che già dal Messico vorranno invertire il trend.

Da ricordare come Martì, per il già citato incidente che ha portato a una necessaria bandiera rossa in Brasile, dovrà partire dal fondo dello schieramento dopo essere stato ritenuto responsabile di un episodio francamente evitabile e probabilmente scatenato dall’inesperienza dello spagnolo, unico rookie di questa stagione. 

Il circuito di Città del Messico: invariata la configurazione

Per la decima volta il Messico ospita la Formula E all’interno del circuito Hermanos Rodriguez di Città del Messico. Il layout si basa su una versione modificata dell’ovale presente all’interno della struttura dell’Hermanos Rodriguez. Lungo 2,606 km, presenta 16 curve: la prima, poco dopo il traguardo, immette sull’ovale, dal quale si esce con una curva stretta a sinistra dalla quale si percorre un curvilineo che porta a curva 5-6, una doppia curva stretta a destra, che riporta i piloti sul circuito principale (in corrispondenza di curva 10-11). Da curva 6 c’è un tratto curvilineo che porta direttamente alla sezione dello stadio dove si entra con una curva verso destra: quest’anno è stata tolta la chicane dopo curva 8 e si è tornati così alla configurazione già usata tra il 2020 e il 2022, con i piloti che quindi percorreranno lo stesso tratto in accelerazione che affrontano anche i piloti della Formula 1. Arrivati nel complesso dello stadio, i piloti affrontano una sezione lenta dove è presente anche la zona dell’Attack Mode, in curva 15. Usciti dallo stadio dopo aver affrontato curva 15, si entra poi nella sezione finale della Peraltada che riporta i piloti sul traguardo.

Credits: FIA Formula E
Credits: FIA Formula E

Chi vince in Messico vince il titolo?

Negli ultimi tre anni chi ha vinto a Città del Messico ha poi conquistato il titolo iridato: tradizione aperta da Dennis nella Season 9 – che fu così anche il primo a vincere con la Gen3 – e seguita poi da Wehrlein (Season 10) e Rowland (Season 11). Il tedesco di Porsche è anche colui che ha vinto più gare a Città del Messico (due, vinse anche nel 2022) assieme a Di Grassi (2017 e 2019). Wehrlein detiene anche il maggior numero di pole position (4, una con Mahindra nel 2019 e tre con Porsche nel 2022, 2024 e 2025): per il pilota della Porsche è il terreno di caccia perfetto per andare subito a caccia del riscatto.

Come è andata lo scorso anno

Come detto in precedenza, a vincere lo scorso anno è stato Oliver Rowland che diede così inizio a una serie positiva di risultati che lo hanno poi portato a vincere il titolo con due gare d’anticipo. L’inglese della Nissan, scattato dalla quarta posizione, vinse grazie ad un’ottima strategia che gli permise di passare i tre motorizzati Porsche davanti a lui – Dennis, Wehrlein e Da Costa – dopo una SC che rischio di fargli vanificare il secondo Attack Mode, sfruttato magistralmente nel finale per balzare al comando in mezzo giro, tenuto poi fino alla fine. Podio completato dalle due Porsche ufficiali di Da Costa e Wehrlein, con Dennis quarto e seguito dalle due DS di Vergne e Gunther. 

La Formula E celebra 150 gare

Per la Formula E sarà un weekend speciale visto che la serie entra nel club delle 150 gare, a poco meno di 12 anni dal debutto di Pechino vinto da Lucas di Grassi. In un decennio di competizioni elettriche, il campionato ha compiuto – e sta continuando a portare avanti – un salto prestazionale eccezionale: partita dalla Season 1 con la necessità di avere un cambio vettura a metà gara e con vetture identiche sotto tutti i punti di vista, oggi la serie ospita diversi costruttori di altissimo livello che hanno abbracciato la rivoluzione elettrica in pista e non solo, arrivando ad avere vetture ad alte prestazioni e, soprattutto sostenibili, con la Gen3 EVO ultimo step in attesa di vedere, dalla fine del 2026, la Gen4, nuovo salto prestazionale ulteriore sotto tutti i punti di vista.

150 gare che hanno visto la Formula E correre in tutto il mondo, in città come Roma, New York, Londra, Parigi, Miami, Monaco e Zurigo, tra le altre. 89 sono i piloti che hanno disputato almeno una gara in Formula E (l’Inghilterra è la nazione ad averne forniti di più, 17, mentre per l’Italia hanno corso Giovinazzi, Filippi, Cerruti, Liuzzi e Trulli), tra cui 24 hanno conquistato almeno una vittoria (Buemi ed Evans sono i più vincenti con 14 successi ciascuno), 38 ad ottenere almeno un podio (Di Grassi con 41 è al comando di questa classifica) e 32 sono invece i pole sitters (Vergne con 17 è il recordman). Di Grassi, con 148 gare disputate e 149 “entries” è l’unico pilota ad aver partecipato a tutti gli eventi: il brasiliano fu costretto a saltare l’EPrix di Cape Town nel 2023 dopo che Mahindra decise di ritirarsi dall’evento dopo le libere per problemi alle sospensioni che causarono un incidente proprio di Di Grassi.

Gli orari

Al solito, saranno Discovery + - disponibile, oltre che sull’omonima OTT, anche su TimVision e su DAZN con i soli canali Eurosport – e Mediaset a fornire copertura e visibilità alla Formula E nell’arco di questa Season 12.

Free Practice 1 – venerdì 9/01 dalle 23.00 alle 23.55 – su Sportmediaset.it, Discovery +, sulla Formula E App e sul canale YouTube della Formula E
Free Practice 2 – sabato 10/01 dalle 14.30 alle 15.25 – su Sportmediaset.it, Discovery +, sulla Formula E App e sul canale YouTube della Formula E
Qualifiche – sabato 10/01 dalle 16.40 alle 17.48 – su Sportmediaset.it e su Discovery +
Gara – sabato 10/01 dalle 21.05-22.00 – su Sportmediaset.it, su Eurosport 1 e Discovery + (con pregara dalle 20.30); differita dalle 23.29 alle 00.24 sul canale 20 di Mediaset

Mattia Fundarò