Continuano le schermaglie a distanza tra Michael Andretti e alcuni team principal della Formula 1, Toto Wolff su tutti, contrari ad un eventuale ingresso del team americano nel Circus a partire dal 2024. Il figlio del grande "Piedone" ha , infatti, annunciato la costruzione di una nuova factory in Indiana per un investimento da oltre 200 milioni di dollari.

Guarda caso la stessa cifra della cosiddetta entry free che Liberty Media richiede ai team che intendono entrare a far parte del Circus.

PROGETTO IN GRANDE STILE

Un progetto d'investimento in grande stile quello di Michael Andretti,  per una nuova base operativa da 575 mila metri quadrati di sede nell'Indiana a Fishers, una scelta non causale come dichiarato dallo stesso Presidente e Amministratore Delegato di Andretti Global: "L’Indiana occupa un posto importante nella storia delle corse e nella mia carriera di pilota e proprietario; sono lieto di confermare che la capitale mondiale delle corse continuerà a essere la sede delle nostre attività agonistiche globali per molto tempo a venire. La nuova sede creerà 500 posti di lavoro per la comunità locale entro l’inizio del 2026. Siamo entusiasti dei nostri progetti per il nuovo campus e non vediamo l’ora di diventare parte della comunità di Fishers. La nostra attuale struttura ci ha servito bene. Il nostro team si è ampliato sia in ambito agonistico che commerciale e il nostro personale merita il miglior ambiente e le migliori risorse disponibili. Sono entusiasta di avere così tanti team sotto lo stesso tetto, mentre continuiamo a costruire e a crescere. Per noi non si tratta solo di avere un posto dove lavorare sulle auto; si tratta di avere una casa globale del motorismo". 

PROVOCAZIONE O DICHIARAZIONE D'INTENTI?

Ai più attenti osservatori, però, non è sfuggito che la spesa che Andretti si dovrà sobbarcare è praticamente identica a quella da versare alla FIA per l'ingresso nel Mondiale. I dubbi che vengono a galla, quindi, sono principalmente due: Andretti sta accelerando il processo di ingresso nel Circus oppure vi rinuncia principalmente perchè è utopistico che a stretto giro di posta si sobbarchi un ulteriore spesa di 200 milioni di dollari? Senza tralasciare il fatto che nel paddock alcuni autorevoli esponenti, tipo Toto Wolff, non vedrebbero di buon occhio l'ingresso del team americano in Formula 1.

ANDRETTI NON AUMENTA IL VALORE DELLA F1

Andretti non sarebbe un valore aggiunto. Con questa dichiarazione il team principal della Mercedes, a precisa domanda aveva praticamente posto il veto all'ingresso del team americano nel Circus: "Credo che chiunque diventi l’undicesima scuderia, chiunque ottenga l’accesso, debba dimostrare quanto possono essere creativi per il business. Andretti è un gran nome. E penso che abbiano fatto cose eccezionali negli States. Ma questo è lo sport e questo è il business. E dobbiamo comprendere cosa puoi portare allo sport. E se l’organizzazione Andretti o una multinazionale si unisce alla Formula 1 e può dimostrare che spenderanno un certo valore di dollari nell’attivare diversi mercati, questa ovviamente è una proposta completamente diversa per tutti gli altri team. Con 10 posti speri che questi possano aumentare sempre più il valore. Ma certamente non lo aumenterai aggiungendo nuovi marchi che non possono aumentare il valore totale della Formula 1".

Una querelle, dettata ovviamente solamente dal punto di vista del business, che sicuramente porterà ancora discussioni e polemiche in una Formula 1 diventata nel corso degli anni sempre più politica e molto meno sportiva.

Vincenzo Buonpane