WorldSBK | Verso il 2026: a chi giova il nuovo format?
La nuova stagione delle derivate di serie vedrà il debutto del nuovo programma con le due gare posticipate di un'ora e mezza
Non solo il Mondiale femminile e l'introduzione della nuova Sportbike. A caratterizzare il nuovo format dei weekend di gara Superbike 2026 ci sarà anche l'inedito orario di partenza delle due manche nelle giornate di Sabato e Domenica, che d'ora in avanti scatteranno alle ore 15:30 anziché alle tradizionali 14. Una modifica attuata nell'intento di realizzare un programma strutturato secondo un ordine progressivo delle classi, anche se non mancano diverse perplessità.
Il WorldSBK prosegue così il proprio percorso di rinnovamento, nel tentativo di restituire centralità e appeal al campionato delle derivate di serie. L’ultima riunione della SBK Commission ha infatti ratificato una revisione strutturale del weekend di gara, stabilendo che entrambe le manche Superbike chiuderanno le giornate di sabato e domenica, con uno start posticipato di circa un’ora e mezza rispetto al recente passato.
L’idea alla base della scelta
Alla base della decisione c’è la volontà di dare una gerarchia più chiara alle categorie, costruendo un “crescendo” che accompagni il pubblico verso la classe regina. In questo scenario, verrebbe accentuato il ruolo della Superbike come vero e proprio “main event” del fine settimana, con Sportbike, Supersport e altre classi di contorno chiamate a preparare il terreno.
Una filosofia che, almeno sulla carta, guarda anche alle esigenze televisive ed all'opportunità di concentrare l’attenzione del pubblico in una fascia oraria ritenuta più favorevole.

Le perplessità: dal pubblico in TV alla logistica
Se l’intento è chiaro, le criticità non sono poche. La prima riguarda proprio la collocazione all'interno del palinsesto televisivo, visto che il nuovo orario delle 15:30 rischia di non apparire così favorevole per il pubblico europeo e specialmente per quello generalista, “costretto” a rimanere più a lungo incollato ai teleschermi per poter seguire le gare. Al tempo stesso, non sono da trascurare le sovrapposizioni con la Formula 1, il cui orario di inizio dei Gran Premi europei è collocato proprio alle 15: una concomitanza che almeno in un paio di occasioni (Misano e Magny Cours) rischia di sottrarre una buona fetta di pubblico alle gare Superbike.
In secondo luogo, occorre tenere in considerazione anche l'aspetto logistico per i vari team, il cui personale sarà chiamato a trattenersi in circuito almeno fino al tardo pomeriggio per smaltire le operazioni post-gara ed in particolar modo per lo smontaggio delle varie strutture di hospitality.
In tutto questo, rimarrà invariata la collocazione della Superpole Race, che continuerà a svolgersi alle 11 di domenica, aprendo di fatto il programma di gare della giornata che poi proseguirà nell'ordine con WorldWCR, WorldSPB e WorldSSP. Categorie che sperano di poter godere di una visibilità adeguata, e non di fungere da semplice riempitivo destinato solo ad un pubblico di “fedelissimi”.
Una mossa davvero necessaria?
La sensazione è che il WorldSBK stia cercando una nuova identità, ma che questa scelta rischi di essere più cosmetica che strutturale. Spostare l’orario delle gare può aiutare l’ordine del palinsesto, ma difficilmente risolve problemi più profondi come la copertura mediatica discontinua, la percezione del prodotto e il confronto diretto – spesso impietoso – con l'audience della MotoGP.
Il 2026 dirà se questa svolta sarà stata lungimirante o se, al contrario, avrà aggiunto complessità a un format che avrebbe forse avuto bisogno di interventi più mirati. Di certo, la Superbike cambia ancora: resta da capire se lo fa nella direzione giusta.
Marco Privitera