Non è stato un weekend facile per la Ferrari. Dopo essersi piazzati in terza e quinta posizione in qualifica, i piloti della Rossa non sono riusciti a portare le proprie vetture sul podio di Melbourne. Sebastian Vettel ha chiuso al quarto posto, davanti al team mate Charles Leclerc, fermato da un ordine di scuderia quando stava attaccando il tedesco.




La partenza è sembrata essere buona per i due piloti Ferrari, ma in curva uno, per non tamponare Vettel, Charles ha dovuto alzare il piede, facendo così sfilare Max Verstappen. Dopo il primo giro, entrambi hanno mantenuto per tutto il primo stint le proprie posizioni di partenza, tenendo il ritmo delle Mercedes davanti, anche se Bottas aveva già cominciato ad allungare sul resto del gruppo. I problemi per Vettel sono cominciati dopo il primo pit stop, effettuato con molto anticipo sul previsto al quindicesimo giro per montare le gomme medie. La prestazione fornita da questo compound non è stata all’altezza delle aspettative, e quando anche Max Verstappen ha effettuato la sua sosta, l’olandese ha avuto una vettura più competitiva, riuscendo a superare Seb con una bellissima manovra in curva 3 al giro 31.

A questo punto Vettel non aveva più il ritmo per tenere il passo della Red Bull e ha dovuto guardarsi le spalle dall’arrivo del team mate, che è stato fermato da un team order proprio quando sembrava avere il ritmo per passare in quarta posizione. “Non c’era niente da guadagnare o da perdere, capisco la decisione del team” – ha detto il monegasco dopo la gara. Emblematico il team radio del tedesco al giro 43: Perchè siamo così lenti?”; non sembra nemmeno lui capacitarsi della situazione. La risposta del suo ingegnere Adami è, se possibile, ancora più preoccupante: “Al momento non lo sappiamo”.

Detto ciò, bisogna sottolineare alcuni aspetti della gara australiana. Innanzitutto occorre specificare che si tratta di un tracciato particolare e anomalo rispetto agli altri in calendario. La prestazione della Mercedes (e di Bottas soprattutto) è stata certamente impressionante, ma per avere un’idea più precisa dei valori in campo occorrerà attendere almeno la gara del Bahrain, tra due settimane. Certo, il minuto di distacco rimediato dalle Ferrari a Melbourne non è un bel segnale, ma in Australia si corre sempre in condizioni particolari.

Ora a Maranello occorrerà lavorare per capire cosa non ha funzionato: la strategia, una vettura non così facile da guidare, oppure la power unit. Si è parlato molto di una Ferrari conservativa nell’uso del motore, anche se non ci sono state conferme ufficiali, e lo stesso Vettel ha negato ogni problema sotto questo aspetto. “Oggi ho faticato con le gomme ma non so quale sia stato il problema, il motore ha funzionato bene. Nel complesso è stato un fine settimana difficile per noi. Anche se abbiamo preso buoni punti non era questo il risultato che volevamo” – ha dichiarato a fine gara il tedesco. Adesso bisognerà lavorare, e tanto, per capire cosa non ha funzionato sulle gomme e cosa si potrà fare per evitare che situazioni del genere si ripetano in futuro.

Un weekend negativo può capitare, è chiaro, specialmente su una pista anomala come l’Abert Park. Non preoccupa tanto il risultato finale, quanto il distacco rimediato dal vincitore Bottas, oggi peraltro in giornata di grazia. Bisognerà lavorare dunque, e sarà fondamentale l’apporto del simulatore, per togliere i dubbi di Melbourne, e tornare da Sakhir a lottare con una Mercedes che sembra già essere al top della forma.

Nicola Saglia

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