Se la stagione 2015 si era chiusa in maniera trionfale per lo squadrone Porsche, il 2016 promette di essere ancora ricco di soddisfazioni per la casa di Stoccarda. Nella due giorni del "prologo" WEC, andato in scena sul tracciato francese del Paul Ricard, la nuova 919 Hybrid si è infatti subito confermata come la vettura da battere. Un dato deducibile dal fatto che nessuno dei rivali, nel corso delle cinque sessioni svoltesi, è riuscito a scalzare dal vertice della classifica l'auto campione del mondo, con Brendon Hartley che nel finale è anche riuscito a mettere la ciliegina sulla torta con il tempo di 1'37"886, siglando così il miglior crono complessivo dei test.

Se la stagione 2015 si era chiusa in maniera trionfale per lo squadrone Porsche, il 2016 promette di essere ancora ricco di soddisfazioni per la casa di Stoccarda. Nella due giorni del “prologo” WEC, andato in scena sul tracciato francese del Paul Ricard, la nuova 919 Hybrid si è infatti subito confermata come la vettura da battere. Un dato deducibile dal fatto che nessuno dei rivali, nel corso delle cinque sessioni svoltesi, è riuscito a scalzare dal vertice della classifica l’auto campione del mondo, con Brendon Hartley che nel finale è anche riuscito a mettere la ciliegina sulla torta con il tempo di 1’37″886, siglando così il miglior crono complessivo dei test.

Nel corso delle 17 ore di prova disputate sul circuito transalpino, la Porsche ha confermato di avere un ottimo passo, facendo registrare un consumo medio di carburante dell’8% inferiore rispetto allo scorso anno: un dato assai eloquente, se si pensa che nel Mondiale Endurance esso costituisce un aspetto quanto mai fondamentale.

Ma se la Porsche può sorridere, i rivali non sono di certo rimasti a guardare. A partire dalla Toyota, apparsa in crescita dopo un 2015 tutto sommato non all’altezza delle aspettative. La nuova TS050 Hybrid sembra una vettura nata bene, tanto da riuscire a far segnare in svariate occasione il miglior riscontro cronometrico nei diversi settori della pista, pur scegliendo di non completare mai un giro al top delle proprie possibilità. Alla fine è arrivato un secondo tempo assoluto, siglato da Stephane Sarrazin nel 4° turno in 1’38″273: ma la sensazione è che la vettura nipponica potrà tornare a recitare un ruolo di primo piano nel 2016. La terza forza del Mondiale, almeno per il momento, sembra essere l’Audi: la R18 è rimasta quasi sempre alle spalle dei rivali in tutte le sessioni, girando in versione da basso carico aerodinamico ed accusando anche qualche problema di troppa che ha costretto gli uomini della casa di Ingolstadt a lunghi interventi ai box.

Per quanto riguarda la classe LMP2 promettono di essere diverse le realtà protagoniste, con G-Drive, Signatech Alpine, SMP Racing e RGR Sport che hanno subito dato vita ad una sfida accesa ed equilibrata, mentre per quanto concerne la LMGTE Pro sono state Ferrari e Ford ad alternarsi al comando, con Aston Martin per il momento più defilata. Il tutto in attesa di fare realmente sul serio, a partire dal prossimo 17 aprile quando scatterà con la 6 ore di Silverstone una nuova stagione che si preannuncia quanto mai carica di sfide e significati.

Marco Privitera

 

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