Archiviate le prime sette gare del Mondiale 2013, le classifiche dei due campionati Piloti e Costruttori sembrano avere già preso una strada ben definita verso Vettel e Red Bull. Eppure, rispetto a un anno fa, quando Alonso comandava la classifica a questo punto della stagione, in Ferrari si respira un clima molto più sereno e fiducioso. Ma quali sono i motivi? Di certo, a livello di punti, ci sarebbe poco da sorridere. Tra i piloti, Alonso accusa un gap da Vettel di 36 lunghezze, mentre tra i team sono 56 i punti che separano Red Bull e Ferrari. Inoltre, a guardare le ultime due gare, Alonso (inutile nominare Massa…) non è mai apparso in grado di poter lottare seriamente per la vittoria: imprendibile Rosberg a Monaco, troppo forte Vettel a Montreal. Eppure, a dispetto di questi elementi, ce ne sono altri che lasciano trapelare una moderata fiducia sulle possibilità di rimonta del Cavallino, soprattutto per quanto riguarda il Mondiale Piloti. Innanzitutto, la vettura: la F138 ha una base di partenza nettamente superiore rispetto alla progenitrice, la quale si era addirittura ritrovata ad inseguire da metà gruppo ad inizio stagione. Ma mentre lo scorso anno lo spagnolo si era ritrovato leader approfittando di condizioni atmosferiche particolari (vedi Malesia) e di rotture dei diretti avversari (vedi Vettel a Valencia), la monoposto di quest’anno non è riuscita paradossalmente ad esprimere tutto il proprio potenziale. La F138 ben si adatta ad ogni tipo di gomma (fattore non di poco conto) e riesce ad essere la vettura forse in assoluto più performante sul passo gara. Eppure, anche quest’anno, palesa una scarsa competitività sul giro singolo: nelle prime sette gare, la posizione media di Alonso in qualifica è di 4,4, ovvero tra la seconda e la terza fila. Troppo poco, per pensare di non compromettere le gare senza dover compiere la solita rimonta. A differenza dello scorso anno, inoltre, mentre i rivali dello spagnolo avevano “giocato” a togliersi i punti a vicenda (ricordiamo i sette vincitori diversi nelle prime sette gare), quest’anno solo Raikkonen sembra in grado di inserirsi nella lotta al titolo tra Vettel e Alonso. La Red Bull, inoltre, pare abbia risolto i propri problemi di affidabilità, con Vettel che anche quando non è al top riesce sempre (o quasi) ad arrivare sul podio, senza mai commettere errori (vedi l’Alonso malese). Il Cavallino, insomma, ha la necessità di trovare una maggiore costanza di risultati non solo tra gara e gara, ma addirittura all’interno dello stesso week-end. Emblematico, ad esempio, il caso del Canada, dove Alonso ha ottenuto il miglior tempo il venerdì, è sprofondato al sesto posto il sabato in qualifica, salvo poi rimontare fino alla seconda posizione la domenica in gara. Con i nuovi aggiornamenti tecnici previsti per l’estate, la Rossa potrebbe compiere quel definitivo salto di qualità che le consentirebbe di eguagliare (quantomeno) le prestazioni della Red Bull. A parità di macchina, poi, spetterà ad Alonso confermare di essere ancora il pilota più forte e completo in circolazione.

 

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