Dakar 2018 | Tappa 7, cambia tutto: Peterhansel rompe, Sainz nuovo leader

Rally

E' stata una giornata a dir poco rocambolesca quella che ha sconvolto le gerarchie nelle classifiche assolute di auto e moto della Dakar. La settima tappa, da La Paz a Uyuni (726 chilometri complessivi) ha infatti emanato verdetti sorprendenti che vedono due nuovi leader in entrambe le principali graduatorie: Carlos Sainz ha approfittato del problema tecnico occorso a Stephane Peterhansel per issarsi al vertice tra le auto, mentre Adrien Van Beveren con il secondo posto di giornata si è ripreso la vetta tra le moto.

 

AUTO. E' arrivata nella giornata successiva a quella di riposo l'ennesima, grande sorpresa di questa edizione della Dakar. Ad essere finito nel mirino della dea bendata stavolta è stato Stephane Peterhansel, finora pressoché esente da guai ed autorevolmente in testa alla classifica con un ampio margine sugli inseguitori. Il francese della Peugeot è rimasto infatti vittima di un guaio tecnico al chilometro 186, quando ha accusato il cedimento di una sospensione sulla sua 3008 Dkr Maxi che lo ha costretto a dare il via libera al compagno di squadra Carlos Sainz, involatosi poi verso il successo di tappa. Peterhansel è stato costretto ad attendere il passaggio dell'altra Peugeot ancora rimasta in gara, ovvero quella di Cyril Despres, il quale (essendo ormai privo di velleità di classifica) ha potuto così prestare assistenza all'ormai ex-leader della gara. Sainz ha quindi concluso sul traguardo precedendo il duo Toyota di De Villiers e Al-Attiyah, mentre assai pesante è stato il gap pagato in classifica da Peterhansel. Anche se, in una Dakar così ricca di colpi di scena, nemmeno per lui può essere detta la parola fine...

Classifica assoluta auto:

1. Sainz-Cruz (Peugeot 3008 DKR) - 21.41’38”
2. Al-Attiyah-Baumel (Toyota Hi-Lux) + 1.11’29”
3. Peterhansel-Cottret (Peugeot 3008 DKR) +1.20'46"
4. De Villiers-Von Zitzewitz (Toyota Hi-Lux) + 1.20’54”
5. Ten Brinke-Perrin (Toyota Hi-Lux) + 1.25’04”
6. Przygonski-Colsoul (Mini Cooper 4WD) + 2.19’02”
7. Prokop-Tomanek (Ford F150 Evo) + 2.22’39”
8. Al Qassimi-Panseri (Peugeot 3008 DKR) + 2.41’26”
9. Van Merksteijn-Marton (Overdrive Toyota) + 4.23’35”
10. Alvarez-Howie (Overdrive Toyota) + 5.14’16”

MOTO. Anche la classifica riservata alle due ruote ha un nuovo leader. Anzi, in realtà si tratta di un ritorno al vertice: perché Adrien Van Beveren è riuscito oggi a riprendersi quella posizione che aveva perso nei giorni scorsi, grazie alla seconda piazza odierna conquistata alle spalle del vincitore di giornata, il portacolori Honda Joan Barreda. Il francese della Yamaha ha pagato un gap di 2'51" da quest'ultimo, ma è riuscito a guadagnare un margine di oltre 5' nei confronti di Kevin Benavides, il quale ha dovuto così cedere lo scettro nell'assoluta. Una graduatoria che si fa sempre più interessante, visto che i primi tre (nell'ordine Van Beveren, Benavides e Barreda) sono racchiusi nello spazio di appena 4'45", anche se lo spagnolo lamenta dolori ad un ginocchio per una caduta e dopo il traguardo si è recato al centro medico per un controllo. Giornata difficile per i portacolori KTM, con Price, Walkner e Meo che hanno visto incrementare i propri distacchi dalla vetta, mentre il migliore dei nostri è stato Alessandro Botturi, giunto 22esimo.

Classifica assoluta moto:

1. Adrien Van Beveren (Yamaha) - 21.49’18”
2. Kevin Benavides (Honda) + 3’14”
3. Joan Barreda Bort (Honda) + 4’45”
4. Matthias Walkner (KTM) + 8’18”
5. Toby Price (KTM) + 13’34”
6. Xavier De Soultrait (Yamaha) + 16’39”
7. Antoine Meo (KTM) + 18’40”
8. Pablo Quintanilla (Husqvarna) + 20’47”
9. Gerard Guell (KTM) + 33’27”
10. Stefan Svitko (Honda) +33’53

TAPPA 8 (UYUNI-TUPIZA). Altro percorso particolarmente impegnativo, visto che si tratta della speciale più lunga della Dakar 2018: ben 498 chilometri di tratto cronometrato, con complessivi 584 da percorrere per auto, moto e quad. Leggermente meno "faticosa" la giornata per i camion, i quali avranno 558 km da portare a termine di cui 380 di speciale. Le vette boliviane domineranno ancora il paesaggio, con tratti ad oltre 3500 metri di altitudine: particolare attenzione alle possibili piogge.

Marco Privitera

 

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