Stephane Peterhansel si ripete e vince, dopo il trionfo di domenica, anche la Salta-Belen svoltasi su territorio argentino conquistando anche la seconda piazza nella classifica generale che vede sempre Carlos Sainz in testa. Lo spagnolo prima penalizzato e poi graziato dalla Direzione Gara anche in questa frazione ha preferito non prendere rischi e controllare la situazione. Tra le moto, oltre al ritiro eccellente di Van Beveren, c'è da registrare il cambio al vertice della generale con l'austriaco Matthias Walkner che trionfa scalzando l'ex leader Kevin Benavides, ora terzo.

E' stata una tappa piuttosto interlocutoria quella che ha visto la carovana spostarsi da Uyuni a Tupiza. Tra le auto il francese della Peugeot ha trionfato riscattando la sfortunata giornata di ieri mentre il leader della generale Carlos Sainz si è limitato a controllare la situazione in vista dell'ultima decisiva settimana. Nelle due ruote la gara è stata decisamente più tirata e ha visto prevalere sul traguardo il francese della Ktm che ha prevalso su Brabec conquistando la seconda vittoria di tappa

Una delle tappe più lunghe e impegnative di questa edizione della Dakar ha rispettato in pieno i pronostici della vigilia, riservando diversi colpi di scena e assestando una decisa selezione alle classifiche generali. La maggiore sorpresa della giornata arriva dalle due ruote, con il leader della graduatoria (nonché vincitore dell'edizione 2016) Sam Sunderland fuori dai giochi per una caduta nel finale di tappa. Ma le emozioni non sono mancate nemmeno tra le auto: mentre Peugeot festeggia un'altra tripletta, Nasser Al-Attiyah deve dire addio ai sogni di gloria a causa della rottura di una sospensione. Stessa sorte per Cyril Despres, con il nostro Eugenio Amos che al termine di una straordinaria prova conclude in quinta posizione.

E' stata una giornata a dir poco rocambolesca quella che ha sconvolto le gerarchie nelle classifiche assolute di auto e moto della Dakar. La settima tappa, da La Paz a Uyuni (726 chilometri complessivi) ha infatti emanato verdetti sorprendenti che vedono due nuovi leader in entrambe le principali graduatorie: Carlos Sainz ha approfittato del problema tecnico occorso a Stephane Peterhansel per issarsi al vertice tra le auto, mentre Adrien Van Beveren con il secondo posto di giornata si è ripreso la vetta tra le moto.

E' stata la giornata delle rivincite, quella andata in scena nella terza tappa della Dakar. Lungo il percorso che ha portato la carovana da Pisco a San Juan de Marcona, i 296 chilometri di prova speciale hanno visto il ritorno al successo di Nasser Al-Attiyah tra le auto e di Sam Sunderland tra le moto, entrambi già al top nella prima giornata e poi decisamente attardati in quella successiva. Lo squadrone Peugeot limita i danni, con Peterhansel che mantiene il comando nell'assoluta, mentre nella competizione a due ruote Joan Barreda ha vissuto una giornata da dimenticare, dovendo cedere la leadership. Paura e preoccupazione per Nani Roma, trasportato in ospedale dopo un cappottamento nelle fasi finali della tappa: in grosso dubbio la sua presenza al via della tappa di domani.

Alla kermesse organizzata dalla testata giornalistica britannica Autosport, allestita nella città di Birmingham, sono state svelate le nuove vetture WRC + per la stagione 2018, che partirà il 25 gennaio da Montecarlo. Tutti i protagonisti della prossima stagione erano presenti in Inghilterra, dove sono stati anche svelati gli ultimi dettagli sulle line-up ufficiali. Novità anche per quanto riguarda le coperture televisive dei rally, con il servizio a pagamento fornito dal canale Wrc+ che offrirà agli appassionati la possibilità di seguire integralmente le prove iridate.

La seconda tappa della Dakar ha come da pronostico fatto registrare i primi distacchi importanti insieme ad alcuni colpi di scena. Dopo una prima giornata corsa sulla difensiva, lo squadrone Peugeot ha piazzato subito una tripletta nel percorso ad anello di Pisco, con Cyril Despres che è andato a conquistare il successo di giornata e la leadership nella classifica assoluta. Una tappa che ha visto i vincitori di ieri accusare grosse difficoltà: sia Nasser Al Attiyah che Sam Sunderland hanno infatti accusato pesanti distacchi dalla vetta, con quest'ultimo che nella classifica riservata alle moto ha ceduto lo scettro alla Honda dello spagnolo Joan Barreda.

La sesta tappa ha visto la carovana della Dakar lasciarsi alle spalle i deserti sabbiosi del Perù per approdare in Bolivia, con l'arrivo di giornata nella capitale La Paz, ad oltre 3500 metri di quota. Dopo il ritiro di Sebastien Loeb (al copilota Daniel Elena è stata diagnosticata la frattura del coccige) la Peugeot si è confermata protagonista assoluta, con Carlos Sainz che ha conquistato il suo primo successo davanti al compagno Stephane Peterhansel, quest'ultimo sempre leader nell'assoluta con ampio margine. La verà novità è invece arrivata dalle moto, con il pilota Honda Kevin Benavides che si è portato in vetta alla graduatoria grazie al secondo posto odierno ottenuto alle spalle di Antoine Meo.

La quarantesima edizione della Dakar è finalmente scattata dalla capitale peruviana Lima, con la prima delle quattordici tappe in programma che vedranno la carovana raggiungere la città argentina di Cordoba dopo due settimane che si preannunciano particolarmente intense. I primi 242 km (di cui 31 di prova speciale) hanno visto il successo del qatariota Nasser Al Attiyah tra le auto, mentre tra le moto ad imporsi è stato il campione uscente Sam Sunderland. La prima tappa, composta da un percorso interamente in sabbia, ha registrato anche il successo di Ignacio Casale tra i quad e di Ales Loprais nella graduatoria riservata ai camion.

Una tappa insidiosa, difficile, infima. Il quinto atto di questa Dakar 2018 era visto come il più complicato e, potenzialmente, "letale" di questa edizione del più famoso rally raid del pianeta. E così è stato: un'esclusione clamorosa, quella di Sebastien Loeb, una prestazione solenne (Stephane Peterhansel) e tante difficoltà per tutti gli equipaggi. In attesa di lasciarsi alle spalle definitivamente i sabbiosi percorsi del Perù per scalare le vette boliviane.

Sarà la capitale peruviana Lima ad aprire le danze della 40° edizione della Dakar, il raid più celebre e impegnativo al mondo che anche quest'anno propone un percorso ricco di insidie ed incognite. Saranno ben tre i Paesi che la carovana sarà chiamata ad affrontare nelle due settimane di gara, visto che dopo la prima parte nei terreni sabbiosi del Perù si salirà in quota fino agli oltre 3500 metri di La Paz, capitale boliviana, sino al gran finale con le terribili tappe in terra argentina.

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