WSBK | Jonathan Rea nella storia: terzo titolo mondiale consecutivo

Superbike

Con il successo colto gara-1 a Magny Cours, Jonathan Rea si porta a casa il terzo alloro consecutivo in Superbike ed entra sempre di più nella storia della categoria. Il prossimo obiettivo per Johnny è il quarto titolo iridato per raggiungere un altro mito come Carl Fogarty, sempre che non si faccia attrarre dalle sirene della MotoGP... Siamo infatti al cospetto, negli ultimi 3 anni, di un pilota che sta riscrivendo le pagine di Storia della Superbike. C’è chi lo scopre solo adesso che guida una moto perfetta come la Kawasaki, costruita secondo le sue indicazioni, ma pochi si ricordano quello che è stato capace di fare con la Honda Ten Kate dal 2008 al 2014, le vittorie portate a casa con una moto più datata di quelle che scendevano regolarmente in pista, ma lui che ci metteva tutto il suo talento per tenersi a contatto e far bagarre con i vari Biaggi, Sykes, Checa, Haga, Melandri, Haslam, Spies, tanto per citarne alcuni.

 

Stiamo parlando ovviamente del Cannibale, il nord irlandese Jonathan Rea, da oggi campione del mondo per tre volte consecutivamente. Mai nessuno nella storia della Superbike aveva vinto tre titoli di fila: Johnny ci è riuscito con una stagione perfetta, macchiata solo dalla caduta di Donington Park, lasciando quasi solo le briciole agli avversari, a cominciare dal suo team mate Tom Sykes, più volte bastonato nel triennio di convivenza nel box verde.

Su Johnny se ne sentono di tutti i colori: “Vince grazie alla moto top”, “Se andasse via dalla Superbike sarebbe meglio”, “In MotoGP ha fatto flop” e così via. La verità è che lui si lascia scivolare tutto addosso, continuando a gas spalancato verso nuovi traguardi e record. Del resto, la soluzione per risolvere i mali della Superbike l’ha data lui stesso: "Più investimenti dalle Case sul progetto Superbike”, una frecciatina velata a Yamaha ed Honda che si impegnano solo nell’Endurance, ma richiesta anche ad Aprilia per un mondiale combattuto.

Con il terzo titolo mondiale consecutivo, Johnny raggiunge un’autentica icona della Superbike come Troy Bayliss, capace di cogliere tre titoli mondiali con tre Ducati diverse, e mette nel mirino un altro grande pilota rimasto nei cuori dei tifosi della Rossa di Borgo Panigale, ovvero Carl Fogarty che ha 4 titoli mondiali. 

Se Johnny è stato capace di arrivare a tanto in questi tre anni, il merito è certamente suo ma soprattutto della squadra che ha intorno, a cominciare dal suo capo tecnico: quel vecchio volpone di Pere Riba, ex pilota Supersport e vero guru nella parte del box di JR65, capace di dare al suo pilota una moto sempre perfetta in ogni situazione. Che sia acqua, freddo, caldo, poco importa: Johnny è sempre veloce in qualsiasi condizione.   

Quali sono i prossimi obiettivi per il neo tricampione del mondo, oltre al poker mondiale nel 2018? Con 50 vittorie in carriera è a -2 dalle vittorie conquistate da Troy Bayliss (52) ed a -9 da quelle di Carl Fogarty (59) giusto per citare due nomi a caso: andando di questo passo e facendo filotto da domani fino a gara-2 in Qatar, potrebbe anche battere il record di punti in una stagione (552) detenuto da Colin Edwards e datato ancora 2002. 

Nuove sfide all’orizzonte per Johnny? Quali nuovi avversari tenteranno di fermare il Cannibale sulla strada verso un quarto titolo iridato? Ci saranno cambiamenti in Superbike che porteranno volti nuovi nella classe regina delle derivate di serie, e qualcosa si farà anche a livello regolamentare per “arginare” lo strapotere di Kawasaki di questi anni. L’unica costante però rimarrà lui, Jonathan Rea, che ha anche spazzato via le voci sulla MotoGP con un sonoro “Il mio cuore è in Superbike”.

La Superbike vuole coccolarselo ancora a lungo, la MotoGP sogna di prenderlo sotto la sua ala dopo quelle due gare con Honda al posto dell’infortunato Stoner nel 2012 e nelle quali non ha per nulla sfigurato, facendo 8° e 7°.  Ma non è togliendo il campione Sbk che si guariscono i mali del campionato…

Marco Pezzoni - @marcopezz2387

 

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