F1 | Hungaroring, Test Day 2: Russell e Mercedes rispondono alla Ferrari

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Se Ferrari chiama, Mercedes risponde: è finita con il record, non ufficiale, dell’Hungaroring la seconda ed ultima giornata dei test post GP di Budapest. George Russell, con l’utilizzo delle Pirelli Hypersoft, ha infatti battuto il crono fatto registrare ieri da Giovinazzi con 1’15”575; subito dietro, a soli settantaquattro millesimi, si è piazzato Raikkonen con il record odierno (insieme a Dennis) di giri percorsi, con ben 131 tornate all'attivo. Ora il Circus della Formula 1 si prende una pausa prima di riaccendere i motori tra poco più di tre settimane sullo storico tracciato di Spa.

Mattina
Cambiano i piloti, ma la musica...no: al termine della mattinata al primo posto c’è sempre una Ferrari, ovvero quella di Kimi Raikkonen con un crono di 1’16”171 ottenuto con gomme Soft; il tempo è scaturito nel corso degli stint effettuati per cercare di simulare il passo gara, complice anche i quarantacinque gradi sull’asfalto. Dietro, anche se a più di due secondi, l’idolo di "casa" Robert Kubica: sono tantissimi i polacchi rimasti o giunti appositamente in autodromo per vedere il loro beniamino, e che a ogni suo passaggio si scatenano in cori da stadio. Il pilota Williams ha testato ulteriormente l’alettone in specifica 2019 facendo prove aerodinamiche ad andatura limitata per poi confrontarla con l’alettone attualmente utilizzato; solamente nell’ultima ora ha iniziato ad inanellare giri veloci montando le Ultrasoft.

Subito alle sue spalle Lando Norris: il pilota McLaren, come ieri, si è dimostrato subito in grado di ben figurare sul circuito magiaro, oltre a mantenere la tabella di marcia impostagli dal team segnando un buon tempo con le Soft. Sean Gelael è stato il primo a non scendere sotto il muro del 1’19, nonostante l’utilizzo delle Hypersoft, ma ha svolto una prima sessione costante stando lontano dagli errori, visto ciò che è successo ieri, lavorando direttamente con il team; è toccato infatti ad Hartley oggi portare avanti il lavoro della Pirelli e, ancora una volta, ha impressionato per la sua costanza nell’inanellare giri, essendo secondo solo a Raikkonen.

Russell ha continuato il programma di sviluppo del nuovo alettone anteriore che vedremo sulle Mercedes (con ogni probabilità) già da Spa, fermandosi a quasi tre secondi dal leader, considerando che il miglior crono è stato ottenuto con le SuperSoft. Giovinazzi, che ieri ha positivamente impressionato, oggi si è calato nell’abitacolo della Sauber inanellando stint da dieci giri con gomme Soft, rimanendo a due decimi e mezzo dal pilota Mercedes.
A causare la bandiera rossa oggi ci ha pensato Mazepin andando a parcheggiare la sua Force India in curva 11 a causa di un guasto: di tutto rispetto il suo rilievo cronometrico di 1’20”016, considerando che è stato ottenuto con le Pirelli Medium. Buon lavoro svolto da Dennis, pilota del simulatore con Red Bull, che ha compiuto 56 tornate con il miglior tempo in 1’20”177.

Pomeriggio
Si è dato fuoco alle polveri con l’ampio utilizzo di mescole Hypersoft ed i tempi che sono scesi, inesorabilmente, sotto il muro del 1’16” ma solamente per Mercedes e Ferrari: Russell ha fatto registrare 1’15”575 come nuovo record, non ufficiale, della pista. Ma stupisce il tempo di Raikkonen, più alto di soli settantaquattro millesimi, ottenuto sempre con Hypersoft, a rimarcare la potenzialità della Ferrari sul circuito magiaro rimasta inespressa in gara. Terzo tempo, ottenuto con le Hypersoft, per il pilota di sviluppo Red Bull Jake Dennis in 1’17”012, ma l’obiettivo principale è stato quello di interfacciare i dati scaturiti dal simulatore con quelli della pista utilizzando anche la nuova ala in specifica 2019. Giovinazzi, dopo una mattina incentrata sulle Soft, ha girato con regolarità ottenendo come miglior crono un 1’17”588 fatto segnare con le Hypersoft.

Anche nel pomeriggio Mazepin ha dovuto parcheggiare la sua Force India a bordo pista (questa volta nella penultima curva) per poi rifarsi segnando un 1’17”748 al suo rientro in azione. Kubica ha continuato con i test aerodinamici: i tecnici di Grove hanno sfruttato la sua esperienza per cercare di capire le differenze fra i due alettoni provati. Scesi, inesorabilmente, nella classifica dei tempi Norris e Markelov, impegnati ad effettuare dei test aerodinamici con l’utilizzo del flow-viz: nello specifico in McLaren spalmata sul fondo piatto nella zona coca cola, mentre sul diffusore per la Renault.

Fanalino di coda Gelael che, però, ha compiuto 122 giri portando la strumentazione per studiare i flussi della vettura. Gasly, nel pomeriggio, ha preso il posto di Hartley nel portare avanti lo sviluppo degli pneumatici Pirelli inanellando 75 tornate. Terminano così i test qui a Budapest: ora la massima serie dell’automobilismo si prende una pausa per poi ritornare in pista per le due ultime gare del calendario europeo, con due grandi classiche come Spa e Monza.

Da Budapest – Michele Montesano

test 2 budapest

 

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