F1| GP Gran Bretagna, Hamilton al comando nelle ultime libere. Paura per Brendon Hartley

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Lewis Hamilton si è preso la testa della classifica nella terza ed ultima sessione di prove libere sul circuito di Silverstone. L'inglese ha preceduto di un soffio la Ferrari di Kimi Raikkonen, mentre è rimasta più staccata la Rossa di Vettel, che però non ha effettuato l'ultimo tentativo cronometrato per un fastidio al collo. Pauroso lo schianto con protagonista Brendon Hartley: il neozelandese sta bene, ma non potrà prendere parte alle qualifiche per i danni rimediati dalla sua vettura.

Prosegue l'alternanza Mercedes-Ferrari al comando della classifica dei tempi a Silverstone: dopo il miglior crono fatto segnare da Vettel ieri pomeriggio, quest'oggi nella terza sessione di libere è di nuovo Lewis Hamilton a far registrare il miglior tempo. Dietro di lui c'è una Rossa, ma non quella del leader iridato Sebastian Vettel, bensì la #7 con Kimi Raikkonen. Oggi Iceman è parso in grande spolvero, chiudendo la sessione a soli 93 millesimi dal tempo fatto registrare dalla Mercedes del campione del mondo inglese.

Al terzo posto troviamo Valtteri Bottas, più staccato dai due al vertice, a poco più di 640 millesimi il gap con la Mercedes del compagno di squadra. Visto l'equilibrio che sembrerebbe regnare fra Ferrari e Mercedes in queste prime battute del week end, il ritardo che paga Valtteri non è affatto un buon auspicio in ottica qualifiche. Probabilmente questo tempo è anche dovuto al fatto di voler mantenere mappature del motore più conservative per evitare eccessivi sforzi alla Power Unit, dopo il disastroso epilogo del week end austriaco.

Solamente quarto è Sebastian Vettel. Il tedesco però non ha voluto provare l'ultimo "time attack" in chiusura di turno per un dolore al collo patito nelle curve ad ampio raggio. Dunque meglio rimanere più prudenti e fare una visita di controllo con il suo fisioterapista. Non sappiamo dunque quale tempo possa avere nel piede il tedesco, ma idealmente non dovrebbe essere molto distante dalle prestazioni di Kimi Raikkonen, il quale ha guidato molto bene durante la terza sessione di libere.

Clamorosamente attardate le Red Bull; le vetture di Milton Keynes, che corrono quella che di fatto è la seconda gara di casa in due settimane, non sembrano in grado di potersi inserire nella lotta per le prime due file nelle qualifiche. Max Verstappen ha preceduto Daniel Ricciardo di appena 6 millesimi, ma entrambi pagano 1.2 secondi dalla coppia di testa, Hamilton-Raikkonen. 

Una prestazione difficilmente descrivibile l'hanno partorita invece le due Sauber Alfa Romeo. Le monoposto del team svizzero si sono piazzate entrambe nella top 10, con Charles Leclerc settimo, staccato di un decimo dalla Red Bull di Ricciardo; decimo tempo, invece, per Marcus Ericsson, che dopo il punto conquistato in Austria, è arrivato a Silverstone carico di entusiasmo. 

Proprio come in Austria nella Top10 troviamo ben 6 vetture motorizzate Ferrari, a dimostrazione che il lavoro svolto a Maranello nello sviluppo della power unit sta portando i suoi frutti. Abbiamo già parlato delle due Rosse e delle due Sauber: mancano all'appello le Haas. Le auto statunitensi si sono piazzate tra le Sauber, all'ottavo e non posto, con Kevin Magnussen che ha preceduto Romain Grosjean.

In chiusura parliamo dello spaventoso incidente occorso a Brendon Hartley. Il neozelandese della Toro Rosso si è ritrovato passeggero di un bolide in rotta di collisione con le barriere ad oltre 250 chilometri orari. Eravamo infatti al punto di staccata di curva 6, quando improvvisamente il mozzo della anteriore sinistra ha patito un cedimento strutturale. A quel punto Hartley non aveva più il minimo controllo della STR13; i cavi di sicurezza hanno impedito alla ruota di staccarsi dalla vettura. L'impatto con le barriere è avvenuto quasi frontalmente, mentre concreto è stato il rischio di cappotamento della vettura, che una volta finita sulla ghiaia ha spiccato il volo per alcune decine di metri. La cella di sicurezza della vettura faentina ha svolto egregiamente il proprio lavoro permettendo al pilota di abbandonare il luogo dell'incidente sulle proprie gambe, per recarsi al centro medico dove è stato dichiarato "adatto alla guida" per le qualifiche. Va detto che le condizioni della monoposto a seguito dell'impatto sembrerebbero difficilmente riparabili in tempo per la qualifica.

A scopo totalmente precauzionale, nel box della scuderia ex-Minardi, si è deciso di non far scendere in pista nemmeno la vettura gemella di Pierre Gasly, per poter effettuare un check completo di tutte le componenti.

 

Alessandro Gazzoni

 

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