F1 | GP Giappone, Hamilton domina la gara di Suzuka e ipoteca il titolo. Vettel out

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Il Gran Premio del Giappone sorride a Lewis Hamilton. Dopo aver dominato le qualifiche con una straordinaria pole position, l’inglese si ripete in gara centrando la vittoria a Suzuka. Un trionfo dolcissimo per Hamilton che, complice l’ennesimo problema di affidabilità che ha afflitto Sebastian Vettel al via, costringendolo al ritiro, mette una seria ipoteca sul quarto titolo iridato. A podio anche le due Red Bull, con Max Verstappen che precede Daniel Ricciardo.

 

LA GARA. Al via Hamilton mantiene la leadership seguito da Vettel che, successivamente, deve cedere la posizione, come avvenuto per Ricciardo, a Verstappen che avanza al secondo posto. Bene anche Ocon che a sua volta beffa Ricciardo, scivolato al quinto posto. Perdere posizioni anche Raikkonen, sceso dal 10° al 14° posto. Prontamente si iniziano a materializzare i problemi per Vettel che continua a perdere posizioni poco prima dell’ingresso della Safety Car, causata dall’incidente di Carlos Sainz a curva quattro.

La gara di Vettel, afflitto da un guaio a una candela di accensione, termina (e con essa anche i sogni di rimonta iridata) al giro 4 quando il tedesco ritorna ai box per ritirarsi. Tornata la gara nella sua valenza agonistica,  Hamilton – malgrado un problema legato alla temperature delle gomme – riesce a contenere Verstappen, mentre Raikkonen inizia a recuperare le posizioni perse al via salendo al giro 8 in ottava posizione. Giro nel quale viene esposta la prima Virtual Safety Car di giornata per l’incidente che vede protagonista la Sauber di Marcus Ericsson all’altezza della curva Degner.

Poco dopo (giro 10), Ricciardo mette la freccia su Ocon superandolo all’esterno di curva 1, con il francese della Force India che nella tornata successiva viene sopravanzato anche da Bottas.

Raikkonen intanto non intende stoppare la propria rimonta, andando anche all’attacco di Massa (giro 14) e Perez (giro 20) e salendo così in sesta piazza. Nella medesima tornata iniziano anche le soste dei top. Apre le danze Ocon, seguito nei giri successivi da Verstappen, Hamilton e Ricciardo. Gli unici a continuare sono Bottas e Raikkonen, partiti con le soft. Con gomme fresche, Verstappen risulta il più veloce e si porta a ridosso di Hamilton che, approfittando del più classico gioco di squadra, mette la freccia su Bottas (giro 28) riportandosi in testa alla gara. Poco dopo proprio quest’ultimo torna ai box per montare le supersoft, così come Raikkonen.

Senza il “tappo” venutosi a creare da Bottas, Verstappen è libero di tornare a imporre il proprio ritmo andando nuovamente alla caccia di Hamilton, mentre Raikkonen guadagna la quinta posizione avendo la meglio in pista su Hulkenberg non ancora fermatosi per la sosta. Il tedesco della Renault, poco dopo, sarà purtroppo costretto ad alzare bandiera bianca per un problema legato all’ala mobile.

Negli ultimi giri di gara, dove viene esposta la seconda Virtual Safety Car di giornata per il ritiro di Stroll, dovuto al cedimento dell’anteriore destra, impazza il duello tra Hamilton e Verstappen, con quest’ultimo portatosi a pochi decimi dalla Mercedes numero 44 ma costretto a desistere dall’affondo sull’inglese anche  per il doppiaggio complicato su Alonso (messo under investigation per la manovra).

Malgrado gli ultimi palpitanti metri di gara, Hamilton conserva la prima posizione. Un successo importantissimo per l’inglese che incrementa il vantaggio su Vettel, salito ora a 59 punti. Il titolo, il quarto in carriera, è sempre più vicino per Hamilton che chiude la corsa davanti alle Red Bull. Si ferma a ridosso del podio la rimonta di Bottas, al via dalla sesta piazza, mentre Raikkonen chiude 5° dopo essere partito dalla decima posizione. Completano la zona punti le Force India di Ocon e Perez, le Haas di Magnussen e Grosjean e la Williams di Massa che contiene nel finale Alonso. Palmer, il cui sedile verrà eredito da Sainz già dalle prossime gare, si congeda dalla Renault con un 12° posto.

Il prossimo appuntamento è in programma sul tracciato di Austin, sede del Gran Premio degli Stati Uniti, il 22 ottobre. 

Piero Ladisa

 

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