SSP | Kenan Sofuoglu: una vita per le corse

Miti a due ruote

Doveroso omaggio alla carriera del più grande pilota turco di tutti i tempi, questo articolo ripercorre le gesta di Kenan Sofuoglu, i motivi dell'addio e la vita travagliata del pentacampione Supersport, costellata di infortuni e disgrazie familiari. Kenan ha ritagliato per se un posto tra gli appassionati ed ora si occuperà di crescita e sviluppo del suo sport in madrepatria.

SHOW MUST GO ON. Onestamente la chiusura della carriera di un campione come Kenan Sofuoglu ce la aspettavamo diversa. Magari coperta di champagne (analcolico, visto che lui per rispetto alla sua religione non beve), alla festa del suo sesto ed ultimo titolo nella classe di mezzo del mondiale delle derivate dalla serie. Kenan Sofuoglu ha però deciso di dare forfait alla sua ultima gara, quella di Imola, visto il suo stato salutare e soprattutto la promessa che ha fatto alla famiglia e al presidente Erdogan, suo caro amico e sponsor della sua attività giovanile in Turchia. Il #54 continuerà la sua attività in madrepatria, dove insegnerà ai giovani turchi i segreti che lo hanno portato a conquistare i cinque titoli della Supersport di cui si fregia.

UNA SFORTUNA TERRIBILE, UNO SPIRITO INOSSIDABILE. Ma cinque titoli non si vincono solo per il talento, o quantomeno non se si ha una vita travagliata come quella di Sofuoglu. La sfortuna ha sempre avuto un ruolo incredibile nella vita del campione turco, a livelli che molti altri avrebbero (o hanno) mollato prima di ottenere risultati di entità importanti. I due fratelli di Kenan hanno perso la vita in incidenti motoristici, uno nelle auto e uno nelle moto, e nel libro nero di Sofuoglu c'è anche il nome del suo primo figlio, Hamza, morto due anni fa a soli quattro mesi per emorragia celebrale. Chiedersi come abbia fatto Kenan a rimanere concentrato e combattivo come è rimasto fino all'infortunio, che lo ha indirizzato verso il ritiro, è lecito, ma la risposta la sa solamente il turco. Certo è che chiunque voglia apprendere veramente come diventare un campione da una persona di questa entità deve prepararsi ad avere una mente solida e inamovibile a livelli che pochi possono realmente permettersi. Tanto lo ha aiutato la religione, spesso denigrata dai mass media, ma che per Sofuoglu ha avuto un ruolo importantissimo, permettendogli con la sua rigorosità di non cedere nemmeno sotto i colpi impietosi inferti dalla vita.

CINQUE TITOLI IN NOVE ANNI. Parliamo del campione oltre che dell'uomo. Kenan è stato una personalità importantissima nella classe di mezzo, e chiunque abbia voluto oltrepassare lo scoglio della Supersport per approdare in Superbike o in MotoGP è dovuto passare sotto i suoi attacchi. Ne sa qualcosa Cal Crutchlow, come ne sanno qualcosa anche Sam Lowes, Michael VD Mark e Lucas Mahias. Oltre ai cinque titoli iridati, Sofuoglu annovera due secondi posti e un terzo. Senza dimenticare i colpi di sfortuna che ne hanno costellato la carriera, oltre che la  vita: i problemi tecnici non lo hanno mai lasciato in pace a prescindere dalla moto utilizzata. Ma un fuoriclasse resta un fuoriclasse, e nel 2007, 2010, 2012, 2015 e 2016 nessuno è stato in grado di battere il turco su una seicento. Sofuoglu ha provato a varie riprese sia le mille che le Moto2, senza però mai trovare la giusta quadra e preferendo il ritorno alla categoria che lo ha immortalato tra i più grandi campioni del mondo. Lascia le corse con 43 vittorie in Supersport su 126 gare disputate, 85 podi, 34 pole position e 31 giri veloci. Adesso a chi toccherà il compito del "Cerbero", difensore delle porte delle top class mondiali?

Alex Dibisceglia

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