I circuiti storici del Motomondiale | Capitolo 5: da San Carlos a Zeltweg

Miti a due ruote

Quinta ed ultima parte di questo nostro viaggio a ritroso nel tempo attraverso i vari tracciati che hanno ospitato almeno una edizione di un Gran Premio valido per il Motomondiale entrando nell’elenco dei circuiti storici. In questa puntata Sentul, Shanghai, Suzuka e tanto altro…

Il ping pong fa parte della nostra vita come passatempo per divertirsi in compagnia degli amici. E allora perché non continuare con questo trend rimbalzando come la pallina da una parte all’altra del Mondo? Quale migliore occasione se non passare dall’Europa al Sud America?

Brasile, Argentina e…Venezuela. Ebbene sì, il Venezuela. Anche il paese sudamericano ha posto la sua bandiera sul Motomondiale grazie a piloti del calibro di Ivan Palazzese, Johnny Cecotto ma soprattutto Carlos Lavado, primo venezuelano campione del mondo, due titoli per lui in 250. Tre le edizioni del Gran Premio del Venezuela disputate sul tracciato di San Carlos: 1977-78-79. In quella del 1978 vinsero Angel Nieto in 125, Walter Villa in 250, Johnny Cecotto in 350 e Barry Sheene in 500 mentre nell’edizione finale del 79 a vincere furono: Angel Nieto in 125, Walter Villa in 250, Carlos Lavado in 350 e Barry Sheene in 500.

Ping pong-style e torniamo in Germania per affrontare il capitolo Solitude, un tracciato situato nel Land del Baden-Wurttemberg. Inaugurato nel 1935 e lungo ben 11,417 km, il tracciato è stato sede del Gran Premio di Germania in 6 occasioni, 52-54-56-60-62-64. Nel 1952, prima edizione valida per il Mondiale, a vincere furono: Werner Haas in 125, Rudi Felgenheier in 250, Reg Armstrong in 350 e 500.

Sempre in Germania, lo Schottenring. Situato nel Land dell’Assia ed inaugurato nel 1925 è uno dei circuiti più antichi della Germania. Il Motomondiale ci passò one shot only nel 1953 ma solo con 125 e 250. Il tracciato infatti era troppo pericoloso per le potenti 350 e 500. Risultati di quell’edizione: vittoria di Carlo Ubbiali in 125 e Werner Haas in 250, per la classe 350 vittoria di Carlo Bandirola e vittoria di Walter Zeller in 500 con la BMW ma le due vittorie non vennero conteggiate ai fini delle classifiche finali.

Sud-Est asiatico protagonista nel Motomondiale non solo grazie alla Malesia ma anche l’Indonesia ha visto la sua bandiera nel calendario mondiale grazie al tracciato di Sentul. Situato nella città di Bongor ed in una zona molto calda ed estremamente umida, era veramente stressante per i piloti correre su quel tracciato. Completato ed inaugurato nel 1994, è stato sede del Gran Premio dell’Indonesia nel 1996 e 1997. L’edizione del 96 venne conquistata da Masaki Tokudome in 125, Tetsuya Harada in 250 e Mick Doohan in 500 mentre nel 97 a portarsi a casa la vittoria furono Valentino Rossi in 125, Max Biaggi in 250 e Tadayuki Okada in 500.

Eh sì, anche la grande Cina ha avuto un circuito nel calendario del Motomondiale. Il tracciato è quello di Shanghai, inaugurato nel 2004 per farci correre la Formula 1. Il Motomondiale ci è arrivato l’anno seguente, il 2005, per poi andarsene definitivamente nel 2008 dopo sole 4 edizioni. Nel 2005 vinsero Mattia Pasini in 125, Casey Stoner in 250 e Valentino Rossi in MotoGP mentre nel 2008, anno dell’ultima apparizione della Cina in MotoGP, vinsero Andrea Iannone in 125, Mika Kallio in 250 e nuovamente Valentino Rossi in MotoGP.

Il mitico tracciato belga di Spa-Francorchamps lo conoscete tutti, vero? 7 km di pista lungo le Ardenne e le curve mitiche come Eau Rouge, Puhon, Stavelot e Blanchimont…ecco, prima di arrivare alla conformazione attuale, nel 1979, dal 1946 al 79 la pista era lunga praticamente il doppio, 14,1 km ed era ricavato unendo le tre strade che collegavano le città di Malmedy, Stavelot e Francorchamps. Il Motomondiale ci corse ininterrottamente dal 1949 al 1978 nella vecchia versione e dal 1981 al 1990 nel nuovo layout di 7 km. La prima edizione del GP del Belgio datata 1949 vide trionfare Freddie Firth in classe 350 e William Doran in classe 500. Nel 1979 si passò alla nuova versione (quella attuale per intenderci) ma le pessime condizioni dell’asfalto costrinsero i piloti ufficiali allo sciopero e dopo la breve parentesi di Zolder del 1980 il Mondiale tornò a Spa con questi risultati: vittoria di Ricardo Tormo in classe 50, Anton Mang in 250 e Marco Lucchinelli in 500. L’ultima edizione, quella del 1990, si chiuse con questi risultati: Hans Spaan vincitore in 125, John Kocinski in 250 e Wayne Rainey in 500.

Fuji, Motegi e…Suzuka. Quando pensi al Gran Premio del Giappone ti viene naturale dire Motegi che ne è l’attuale sede, ma anche Suzuka ha ospitato alcune edizioni di questa gara, 19 per la precisione. Il tracciato di Suzuka è famoso per la caratteristica forma ad 8 del suo layout. La prima edizione, nel 1963, con vittorie di Luigi Taveri in classe 50, Frank Perris in 125 e Jim Redman in 250. Redman vinse anche la 350 ma non venne conteggiata come valevole per il Mondiale. L’ultima edizione disputata a Suzuka risale al 2003 ed è tristemente nota per il terribile incidente di Daijiro Kato nei primi giri della gara. La presenza di Suzuka nel Motomondiale è archiviata dunque con questi risultati: vittoria di Stefano Perugini in 125, Manuel Poggiali in 250 e Valentino Rossi in MotoGP.

Dal Giappone torniamo in Sud Africa per parlare del Phakisa Freeway o semplicemente Welkom. Costruito ed inaugurato nel 1999, ha raccolto il testimone dal tracciato di Kyalami ospitando le ultime 6 edizioni del Gran Premio del Sud Africa, dal 1999 al 2004. Welkom misura 4,242 metri e consta di 11 curve. Si corse per la prima volta a Welkom nel 1999 ed a vincere furono Gianluigi Scalvini in 125, Valentino Rossi in 250 e Max Biaggi in 500. L’ultima, quella del 2004, rimane impressa nella memoria di tutti per il fantastico duello Rossi-Biaggi nella gara di apertura del Mondiale MotoGP 2004, il primo Mondiale di Rossi in Yamaha. Rossi si portò a casa quella incredibile gara della MotoGP mentre Daniel Pedrosa ed Andrea Dovizioso vinsero rispettivamente in 250 e 125.

Il capitolo finale di questo viaggio è dedicato di nuovo all’Austria. Possiamo tranquillamente definire il circuito di Zeltweg come il circuiti dei 1000 nomi e layout. Originariamente era conosciuto come Österreichring con una lunghezza di 5,941 km, 18 curve e venne inaugurato nel 1969 ma ci corse solo la Formula 1 poiché le moto corsero sul Salzburgring il Gran Premio d’Austria. Nel 1995 ci furono lavori di ammodernamento dell’impianto finanziati dalla compagnia telefonica austriaca A1 ed il circuito prese sia il layout che tutti conosciamo sia il title sponsor A1 chiamandosi A1 Ring. Il Motomondiale ci arrivò nel 1996 raccogliendo il testimone dal tracciato del Salzburgring. Nel 1996 vinsero Ivan Goi in 125, Ralf Waldmann in 250 ed Alex Crivillè in 500. 2 sole edizioni disputate sul tracciato prima del rientro in calendario con un nuovo nome, Red Bull Ring dato l’impianto di proprietà del patron di Red Bull Dietrich Mateschitz.

E con il tracciato di Zeltweg si conclude il nostro viaggio a ritroso nel tempo attraverso quei tracciati che hanno fatto parte della Storia del Motomondiale, pur ospitando una sola edizione di quella determinata gara. 

Marco Pezzoni - @marcopezz2387

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