I circuiti storici del Motomondiale, capitolo 3: dall'Hungaroring a Kristianstad

Miti a due ruote

La terza parte del nostro viaggio a ritroso nel tempo va oggi alla scoperta di altri tracciati storici o anche dimenticati che hanno ospitato almeno una gara del Motomondiale. In questa puntata ripercorreremo le vicende e le principali statistiche di tracciati storici come Imola, Istanbul, Indianapolis, Jarama e Johor. Preparate i fazzoletti, perché ci saranno da rivivere gustose pillole storiche…

Ci lasciamo la Germania alle spalle e proseguiamo verso Est, più precisamente in Ungheria. Un Paese che non ha una grande tradizione motoristica a due ruote. Nei dintorni della capitale Budapest si trova il tortuoso Hungaroring, tracciato costruito principalmente per ospitare il Mondiale di Formula 1 ma che è stato utilizzato anche per gare di moto. Il Mondiale Superbike transitò dall’Hungaroring per tre anni di fila dal 1988 al 1990, mentre il Motomondiale solo in due occasioni, nel 1990 e nel 1992. L’edizione del 1990 vide questi risultati: Loris Capirossi vincitore in 125, John Kocinski in 250 e Mick Doohan in 500 mentre quella del 1992, l’ultima svoltasi sul tracciato ungherese, registrò il successo di Alessandro Gramigni in 125, di Luca Cadalora in 250 e di Eddie Lawson con la Cagiva in 500.

Anche la Finlandia, alla pari della Svezia, non se la passa male quanto a piste di moto, pur essendo quelli finlandesi stati finora dei tracciati stradali. Tampere ed Imatra sono l’esempio calzante di quello che abbiamo appena detto. Il Motomondiale passò dal circuito di Tampere solo in due occasioni, nel 1963 e 1964, per poi spostarsi nel cittadino di Imatra dal 1964 fino al 1982, disputando quindi ben 19 edizioni del Gran Premio di Finlandia. Nel 1964 ad imporsi nella prima edizione furono Hugh Anderson in classe 50, Luigi Taveri in 125, Jim Redman in 350 e Jack Ahearn in 500. L’ultima, quella del 1982, vide invece questi risultati: vittoria di Ivan Palazzese in 125, di Christian Sarron in 250 e di Anton Mang in 350. In seguito alla morte del sidecarista scozzese Jock Taylor, il Gran Premio non venne più disputato.

Ah, l’Italia. Troppo facile citare Mugello e Misano, gli attuali circuiti nel calendario della MotoGP: ma perché non parlare invece di Imola? L’Italia, in quanto tradizione motoristica, non è seconda a nessuno ed ha alcuni dei tracciati più belli del mondo. Imola è famosa per la Formula 1 e per il Mondiale Superbike, ma il tracciato sulle rive del Santerno è stato nel calendario del Motomondiale sia come GP d’Italia (7 edizioni dal '69 all’88), che come GP di San Marino ('81-'83) ma anche come GP città di Imola (dal 1996 al 1999). Nel 1969, in occasione della prima edizione del GP d’Italia sul tracciato di Imola, ad imporsi furono Paul Lodewijkx in classe 50, Dave Simmonds in 125, Phil Read in 250 e 350, Alberto Pagani in 500. L’ultima come GP d’Italia risale al 1988 e registrò questi risultati: vittoria di Jorge Martinez nelle classi 80 e 125, Dominique Sarron in 250 ed Eddie Lawson in 500. Nel 1981 il tracciato di Imola diventò sede del primo GP di San Marino. Questi i vincitori: Ricardo Tormo in classe 50, Loris Reggiani in 125, Anton Mang in 250 e Marco Lucchinelli in 500, mentre nel 1983 i risultati furono i seguenti: Ricardo Tormo ancora vittorioso in classe 80, Maurizio Vitali in 125 e Kenny Roberts in 500. Last but not least, Imola diventò sede del GP omonimo dal 1996 fino al 1999. La prima edizione del 1996 vide questi risultati: vittoria di Masaki Tokudome in 125, Ralf Waldmann in 250 e Mick Doohan in 500. L’ultima edizione, quella del 1999, registrò il trionfo di Marco Melandri in 125, di Loris Capirossi in 250 e di Alex Crivillè in 500.

Born in the Usa, leggende americane. Il Motomondiale, tra il 2008 ed il 2015, ha messo piede anche nello stato dell’Indiana e sul mitico tracciato di Indianapolis, tracciato ricavato all’interno del famoso ovale usato per la 500 miglia, ma con percorrenza inversa rispetto a quanto faceva la Formula 1. La prima edizione del Gran Premio di Indianapolis si corse nel 2008: in quell’anno piovve così tanto e così forte che la gara della 250 venne cancellata, corsero solo MotoGP (vittoria di Valentino Rossi) e 125 (vittoria di Nico Terol). Nel 2015 furono invece Livio Loi (Moto3), Alex Rins (Moto2) e Marc Marquez (MotoGP) ad imporsi nell’ultima edizione disputata. Curiosamente le tappe americane in MotoGP dal 2013 in poi sono sempre andate a Marc Marquez.

Per l’argomento Interlagos bisogna ricollegarci al discorso del Brasile e del tracciato di Goiania. Dopo il triennio 87-89 sul tracciato di Goiania, il Motomondiale nel 1992 sbarcò sul tracciato di Interlagos, sede anche del Gran Premio di Formula 1. Una sola edizione sul saliscendi brasiliano con questi risultati: vittoria di Dirk Raudies in 125, Luca Cadalora in 250 e Wayne Rainey in 500. Nel 1995 il Mondiale sarebbe tornato in Brasile, ma sul tracciato di Rio de Janeiro.

Anche la Turchia ha avuto il suo momento di gloria nel Motomondiale grazie al bellissimo tracciato di Istanbul Park, situato nella periferia dell'omonima città. Caratteristica del tracciato turco la lunga curva 8, con ben 4 punti di corda. Inaugurato nel 2005, la prima gara del Motomondiale si svolse proprio in quell’anno, penultimo appuntamento delle 17 gare in calendario. Vittorie per Mike Di Meglio (125), Casey Stoner (250) e Marco Melandri (MotoGP). Nel 2007 l’ultima edizione con le vittorie di Simone Corsi in 125, Andrea Dovizioso in 250 e Casey Stoner in MotoGP.

Di tracciati validi per il Motomondiale la Spagna ne ha da vendere, ultimo in ordine di tempo è Aragon. Qui però parliamo di storia e la storia ci porta a riscoprire il tracciato di Jarama, situato nelle vicinanze della capitale spagnola Madrid. Il tracciato, inaugurato nel 1967, ha ospitato per ben 15 volte il Gran Premio di Spagna, dal 1969 al 1988. La prima edizione, quella del 1969, si concluse con questi risultati: vittorie di Aalt Toersen e Cees van Dongen rispettivamente in classe 50 e 125, Santiago Herrero in 250 e Giacomo Agostini sia in 350 che in 500. L’ultima edizione, quella del 1988, ha visto invece questi risultati: vittoria di Stefan Dorflinger in classe 80, Jorge Martinez in 125, Sito Pons in 250 e Kevin Magee in 500.

Prima dell’arrivo di Sepang, in Malesia si è corso sia a Shah Alam che a Johor. Una sola edizione, quella del 1998, disputata sul tracciato aperto nel 1986 per volere del sultano Iskandar di Johor. L’edizione del 1998 andò in archivio con questi risultati: vittoria di Kazuto Sakata in 125, Tetsuya Harada in 250 e Mick Doohan. A ben vedere, l’edizione disputata nel 1998 è stata una edizione di passaggio tra Shah Alam e Sepang, in attesa che quest’ultimo venisse inaugurato. Ben diversa la situazione del tracciato di Shah Alam. Costruito nel 1968, le prime gare motociclistiche si svolsero soltanto nel 1990. Per prima ci arrivò la Superbike nel 1990 e 1991, mentre il Motomondiale ci corse dal 1991 al 1997. L’edizione del 1991 è stata consegnata agli archivi con questi risultati: vittoria di Loris Capirossi in 125, Luca Cadalora in 250 e John Kocinski in 500. L’ultima, quella del 97, vide invece la vittoria di Valentino Rossi in 125, Max Biaggi in 250, Mick Doohan in 500.

I tracciati di Karlskoga e Kristianstad ci ricollegano direttamente ad Anderstorp insieme ad Hedemora, sempre in Svezia. Sia Karlskoga che Kristianstad erano due tracciati cittadini che hanno ospitato due edizioni a testa del Gran Premio di Svezia: il primo nel 1959 e 1961, mentre il secondo nel 1978 e 1979. Nel 1959 a Kristianstad vinsero Tarquinio Provini in 125, Gary Hocking in 250 e John Surtees in 350. Nel 1961 invece a vincere furono Luigi Taveri in 125, Mike Hailwood in 250, Frantisek Stastny in 350 e Gary Hocking in 500. A Karlskoga nel 1978 invece ad imporsi furono Pier Paolo Bianchi in 125, Gregg Hansford in 250 e 350, Barry Sheene in 500, mentre l’anno seguente invece Bianchi vinse ancora in 125, Graziano Rossi conquistò la gara della 250 e Barry Sheene rivinse in 500.

Marco Pezzoni - @marcopezz2387

 

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