Un anno senza Nicky Hayden: correrai per sempre, Kentucky Kid

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Era il 17 maggio 2017 quando Nicky Hayden veniva investito mentre si allenava in bici, in una strada a due passi dal circuito di Misano Adriatico. Cinque giorni dopo la notizia che ancora oggi non ci sembra vera: Kentucky Kid è morto. Si è parlato a lungo, forse troppo, di dinamiche dell'incidente, di colpe di una o dell'altra parte, quando davanti alla morte di un ragazzo di trentasei anni bisognerebbe solo fare silenzio. E' passato un anno da quel pomeriggio di maggio che ha strappato Nicky da questo mondo e oggi di lui non resta che il ricordo di familiari, colleghi, amici e dei semplici appassionati che al ragazzo nativo di Owensboro si erano affezionati col tempo.

Famiglia di piloti gli Hayden: Earl, il padre, Tommy e Roger Lee, i fratelli, sono tutti accomunati dalla medesima passione. Se pensate che sia una bella cosa il fatto che due fratelli come Pol e Aleix Espargaro corrano nel massimo campionato motociclistico, sappiate che gli Hayden ci erano già arrivati molti anni prima, nel 2007, quando Roger Lee prese parte al round americano di Laguna Seca in sella alla Kawasaki e Nicky correva con la moto #1 sulla Honda Repsol. Papà Earl qualche anno fa pubblicò un libro, "The first family of racing", dove raccontò molti aneddoti sulla vita dei piccoli Hayden fino al momento più importante del loro percorso sportivo: la conquista del titolo mondiale MotoGP di Nicky.

Come racconta Earl nel suo libro, Nicky è cresciuto fin da piccolo con la passione per le moto. Mentre noi da piccoli ci addormentavamo con i genitori che ci raccontavano fiabe e racconti, papà Hayden raccontava a Nicky le gesta dei grandi piloti americani che avevano dominato il motomondiale: Wayne Rainey, Freddie Spencer, Kenny Roberts. Ha iniziato a muovere i primi metri in moto a due anni, ovviamente nel flat track, dopodiché ha iniziato a correre nel "Central Motorcycle Roadracing Association" un campionato di corse amatoriali del sud degli Stati Uniti, dove il più delle volte doveva partire dal fondo della griglia perchè era talmente piccolo da non riuscire a tenere il mezzo in posizione verticale e quindi erano il padre o i fratelli a reggergli la moto fino al via.

Nel 1999 il primo titolo: è quello della AMA Supersport con una Honda privata, ma è solo l'inizio di una carriera che lo porterà a vent'anni alla prima stagione completa nell'AMA Superbike a terminare la stagione secondo, alle spalle del re indiscusso della SBK a stelle e strisce Mat Mladin e ad Eric Bestrom fratello del più celebre Ben, che in quegli anni correva già in Europa per Ducati nel mondiale SBK. L'anno successivo Nicky vince la celebre 200 miglia di Daytona e conquista il titolo dell'AMA Superbike in sella alla Honda RC51 diventando il più giovane vincitore di sempre del AMA Superbike. Parteciperà anche come wild card al round americano del WorldSBK, chiudendo quarto in gara-1. Nel 2002, oltre che vederlo trionfare a Daytona e nel campionato nazionale superbike, Nicky corse e vinse quattro round del campionato flat track, su piste che per gli appassionati sono oggi storiche della disciplina: Springfield Short Track (due volte), Springfield TT e Peoria TT; se non avete mai visto una gara del Peoria TT andatela a cercare su YouTube, capirete subito perchè è considerata una delle piste più spettacolari ed uno degli avvenimenti imperdibili della stagione del flat track. "La prima famiglia di corse" nella gara di Springfield si è tolta la soddisfazione di mettere tutti e tre i fratelli Hayden sul podio: con Nicky davanti a Tommy e Roger Lee.

Al termine della stagione trionfale 2002, come da progetto di papà Earl che ha sempre vegliato sui figli, arriva il grande passo: la MotoGP. Nicky entra dalla porta principale nella classe regina, finendo subito nel team ufficiale Honda Repsol con Valentino Rossi come compagno di squadra; finirà la prima stagione con due podii (Motegi e Phillips Island) e al quinto posto della classifica, vincendo il titolo di rookie of the year, mentre per la vittoria bisognerà aspettare il 2005 dove davanti al pubblico di casa Nicky conquista la pole position ed il trionfo nel rientrante in calendario Gran Premio di Laguna Seca.

29 ottobre 2006: dopo essere stato a lungo primo nel mondiale, Nicky Hayden parte dalla quinta casella con uno svantaggio di otto punti su un Valentino Rossi che invece scatta dalla pole position... Sappiamo tutti come è finita e se non lo sapete, forse avete sbagliato a cliccare su questo link. Bandiera a scacchi: Bayliss, Capirossi, Hayden. Terzo posto che basta abbondantemente per vincere il titolo. Dopo sei anni un americano torna sul tetto del mondo, a festeggiare ci sono tutti: papà Earl e mamma Rose, i fratelli Tommy e Roger e le sorelle Jenny e Kathleen. Il pianto sincero di quel giorno è uno dei motivi per cui tanti, anche tra i tifosi di Valentino che quel titolo lo perse, hanno iniziato ad apprezzare ed ammirare Nicky.

Dopo due stagioni in Honda, dove però non riesce più a raccogliere i risultati degli anni precedenti, passa a Ducati, dove come prima guida trova prima Casey Stoner e poi ritrova il suo primo compagno di squadra nel motomondiale: Valentino Rossi. I rapporti tra i due nonostante quel titolo lottato fino all'ultimo sono ottimi, ma la cosa non sorprende: Nicky con quel sorriso e con quel fare di bravo ragazzo ha sempre spento ogni polemica, anche nei momenti più duri, quando la Ducati era lontana dall'essere una moto competitiva e lui con una battuta e una risata te lo faceva dimenticare.

Gli ultimi due anni li ha passati in SBK, dove ha raccolto la sfida della Honda TenKate che, priva di Rea, aveva perso quella stella che riuscisse a far ben figurare una moto che non era al passo delle dirette avversarie: il 2016 partì alla grande, quarto alla seconda manche del primo round in Australia, primo podio in gara 1 ad Assen, vittoria in Malesia (che a Honda mancava dal 2014) e di nuovo a podio a Laguna Seca ed in Germania, terminando la stagione d'esordio in SBK al quinto posto. Il 2017 sembrava poter essere la stagione buona per far davvero vedere quanto di buono c'era in lui e nella nuova Honda CBR 1000 SP2, invece un inizio comunque costante in top10 ma senza veramente mai brillare, ci portano al round di Imola, dove termina in dodicesima posizione gara 2.

Purtroppo la sua stagione terminerà li, sotto quella bandiera a scacchi del circuito italiano. Quell'Italia che lui tanto amava, dove aveva tanti amici, fatti negli anni in Ducati e che aveva scelto anche per fare la sua dichiarazione di amore eterno a Jackie Marin, la sua fidanzata, postando poi su Instagram una foto della sua proposta in ginocchio su una gondola sotto il ponte di Rialto a Venezia, scrivendo: "Can't run forever".

Ti sbagliavi Nicky, correrai per sempre.
#RideOnKentuckyKid

Mathias Cantarini

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