L’INTERVISTA | Federico Sandi ospite su Radio LiveGP: “Bello tornare in Ducati”

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Nella prima parte della puntata 138 di Motorbike Circus è stato nostro graditissimo ospite Federico Sandi, new entry del team Motocorsa Ducati per la Stock 1000 2018. Tra speranze e propositi per la stagione 2018, che lo vede di ritorno in Ducati, uno sguardo alla stagione passata e il suo punto di vista da pilota sul pastrocchio della MotoGP in Argentina. Ecco le risposte di Federico alle nostre domande.

D. Buonasera Federico e benvenuto a Motorbike Circus

R. “Ciao Marco e buonasera a tutti, è un piacere essere ospite vostro in questa puntata”.

 

D. New entry del team Motocorsa Ducati (che schiera Zanetti e Perotti nel CIV) per la Stock 1000

R. “Siamo un bello squadrone, quest’anno ci alterniamo tra Campionato Italiano Superbike e Campionato Europeo Stock 1000, un bell’impegno da parte del team ma spero che possiamo dare le giuste soddisfazioni durante la stagione. 

 

D. Hai “dimezzato” i cilindri della moto ma il tuo impegno rimane sempre tanto ed alto…

R. “Sono molto contento di tornare a far parte della famiglia Ducati. Avevo già corso con questa moto ottenendo degli ottimi risultati e per me è un grande onore tornare a correre con questo grande marchio italiano. Per un italiano è il massimo e cercheremo di dare il massimo. Abbiamo fatto un solo test nel pre stagione, siamo andati molto bene, e ci sono tutte le carte in regola per fare un grande campionato. Non è facile riadattarsi tornando ad un bicilindrico dopo un 4 cilindri, all’inizio ho fatto un po’ fatica ma due soli giorni sono bastati per avere ottime sensazioni e fare ottimi tempi. C’è tutto per far bene”.

 

D. Come ti sei trovato con la moto dopo due giorni di test?

R. “Con la Panigale mi sono trovato molto bene, abbiamo un team competitivo. Lorenzo (Mauri, ndr) è un ottimo team manager ed essendo stato pilota sa cosa ci vuole all’interno di un team, cosa ci vuole per vincere per un pilota per essere competitivo. Mi sono ambientato subito molto bene, nonostante due soli giorni di test a confronto di tanti miei avversari che ne hanno potuti fare di più, siamo riusciti a fare tempi di ottimo livello e rilievo, sono già contento. Avrei preferito concludere prima l’accordo per riuscire a girare un po’ di più nei test invernali ma purtroppo le moto sono arrivate all’ultimo ed è già stato buono così. Adesso arriviamo ad Aragon, una pista che mi è sempre piaciuta e credo che possiamo lottare per le posizioni che contano come già abbiamo fatto l’anno scorso e cercare di finalizzare più gare possibili sarebbe bello. Cercheremo di mettercela tutta”

 

D. Dove ti vedrai ad Aragon?

R. “Penso di poter lottare per le prime posizioni. Dalla terza gara in poi della scorsa stagione ero sempre nei primi 5 anche in gara, purtroppo dei problemi tecnici mi hanno fermato spesso e volentieri. Mi vedo bene, tra quelli che possono lottare ed ambire al titolo, ho una maturità tale da poter lottare per il titolo e cercherò di dare il massimo già ad Aragon e non commettere errori.  E’ un campionato di 8 gare ed è importante fare più punti possibili e raccogliere tutto quello che si può. Vado ad Aragon con l’obiettivo di conoscere sempre di più la moto visti i pochi km percorsi e cercare di lottare per il podio”.

 

D. Questo sarà l’ultimo anno della classe Superstock?

R. “Questo sembra essere proprio l’ultimo anno della Superstock e l’ultimo nel quale posso correre in questa categoria e sarà importante cercare di mantenere il titolo in Ducati visto che l’anno scorso ha vinto Rinaldi con questa moto e sarebbe bello vincere nell’ultimo anno di questa categoria. Non si sa ancora se la toglieranno o come si evolverà la cosa però so che Lorenzo Mauri ha una forte ambizione un domani di entrare in Superbike. Ci siamo affacciati quest’anno nel Mondiale Stock per avere già un piede dentro visto che il team ha sempre corso nel Campionato Italiano ma sono sicuro che se faremo le cose bene ed andrà tutto per il meglio si potrà prospettare un futuro roseo per tutti ed avere un posto in Superbike”.

 

D. Si vociferava infatti di un accordo di Motocorsa di un paio d’anni: questo in Stock ed il prossimo in Superbike visto che tra l’altro arriverà la V4

R. “L’ambizione sia mia che del team è quella (la Superbike), abbiamo anche Zanetti che è collaudatore Ducati ed ha provato la V4, è un pilota forte e sarebbe bello un domani avere due piloti italiani sulla Panigale V4 nuova in Superbike. Prima bisogna pensare a quest’anno, a raccogliere il massimo, lottare per le posizioni che contano. Ho voglia di riscatto perché l’anno scorso sono stato fermato per tanti problemi quando lottavo per la vittoria e non sono riuscito a mostrare tutto il mio potenziale. Quest’anno posso ambire a finalizzare un po’ di più. La velocità non mancava perché ho fatto pole position, sempre nei primi in tutti i turni, mancava qualcosina in gara. Quest’anno non mi manca niente rispetto all’anno scorso anzi ho un team che è uno step in più rispetto allo scorso anno. Per un italiano correre su moto italiana in un team italiano è veramente bello”.

 

D. Ricordiamo le tue gare dell’anno scorso e soprattutto la “maledetta” Misano

R. “Ci siamo visti dopo la gara e ne abbiamo parlato… Misano è stata un po’ una gara a sé perché c’è stato tutto quello che c’è stato, i commissari ed il direttore gara che non hanno visto l’olio, ad un giro dalla fine con la moto tutta storta e rattoppata ero in testa e mi si è spenta per un problema elettrico, una svista tecnica dei meccanici, sono cose che fanno male. Nonostante la botta che avevo preso, ho stretto i denti facendo una gran gara ed è andata così, le gare sono fatte anche di quello. Ho fatto una bella stagione anche l’anno scorso, ci voleva forse un po’ più di budget. Oggi nel nostro sport trovare sponsor e persone che ti sostengano è sempre più difficile, soprattutto per i team più piccoli è veramente una impresa. Lorenzo Mauri, essendo stato pilota ed anche piuttosto veloce nel CIV, sa cosa serve e non mi farà mancare nulla”.

 

D. Da pilota, che parere ti sei fatto su tutto il trambusto che è successo domenica in MotoGP?

R. “E’ successo veramente di tutto e di più a cominciare dalla partenza. Per regolamento quando ad un pilota si spegne la moto deve uscire. Io non mi schiero da nessuna parte. A Marquez in quei momenti lì nessuno ha detto cosa fare, anzi non sapeva cosa fare nemmeno il direttore gara come si è visto. Forse io non avrei fatto contromano la griglia di partenza, sarei uscito come regolamento ti impone. Forse era innervosito da quella cosa ma non è giustificabile quello che poi ha fatto durante la gara. Io sono uno che ama le sportellate, in campionati come il nostro Superbike-Stock 1000 ce le diamo di santa ragione però fino ad un certo limite, quando un pilota è così aggressivo vanno tutelati i suoi avversari, però è stata una gara strana per tutti come aveva dichiarato poi Aleix Espargarò, anche Petrucci aveva fatto un ingresso… Le sportellate è bello vederle e non è giusto togliere lo spettacolo, però a tutto c’è un limite. Valentino è stato sportellato, è vero che c’era la riga di bagnato e Marquez ha mollato i freni, però Marquez poteva aspettare 1-2-3 curve e lo avrebbe passato senza problemi e senza creare tutto questo casino. Sono dalla parte di Valentino perché poteva fargli male prendendolo sulla gamba, è stato un po’ troppo esagerato. Se la direzione gara avesse avuto una impronta un po’ più forte non sarebbe successo niente, la direzione gara ha avuto la sua buona dose di colpe”.

 

D. Tu e Savadori avete fatto il passaggio Motomondiale-Superbike mentre Morbidelli ad esempio il passaggio inverso

R. “Da quando sono passato in Superbike dal Motomondiale mi sono innamorato subito dell’ambiente, mi piace il fatto che il pubblico possa avvicinarsi ai piloti, parlarci, fare foto insieme e chiedere autografi. Non solo Morbidelli ma prima di lui Crutchlow ed Edwards sono passati da Superbike a Motomondiale…”.

 

D.L’ultimissimo flash…che idea ti sei fatto del nuovo regolamento Superbike?

R. “Detto sinceramente viene penalizzata Kawasaki per la regola dei giri motore. E’ anche vero che si era arrivati ad un tale livello che i team satellite di Kawasaki ed altri si vedevano troppo lontani dai team ufficiali. Guarda cosa sta facendo Fores con una moto di un team “satellite”… sono sicuro che aiutando i team privati e livellando le prestazioni con gli ufficiali, ne gode anche lo spettacolo ed anche alcuni piloti possono dimostrare il loro valore. Sarebbe meglio livellare ancora di più le differenze tra ufficiali e privati anche sulla possibilità di fare test e tutto quello che ne concerne”.

 

D.Grazie mille Federico, in bocca al lupo per Aragon e ci vedremo presto

 R. “Grazie a te Marco e a tutti gli appassionati, seguiteci!”.

 

Marco Pezzoni - @marcopezz2387

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