MXGP | Tony Cairoli ed il Motocross definito “sport di serie B”

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Tony Cairoli, pilota e leggenda. Il nove volte campione di Motocross è sempre più nella storia di questo sport, ma il popolo italiano ed i grandi media quasi si disinteressano delle sue imprese in favore di realtà che "tirano" di più come calcio, Formula 1 e MotoGP, soprattutto per le presenze di Ferrari e Valentino Rossi. Storia di un pilota osannato da coloro (una minoranza, purtroppo) che ne conoscono le imprese.

E’ bastato vedere il risultato del Gazzetta Sport Award, il sondaggio indetto dal noto quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport, dove nella categoria “Uomo dell’Anno” si è imposto Gianluigi Buffon. C’era da aspettarselo che l’Italia calcio-centrica preferisse il capitano di una Nazionale fallimentare ad un pilota che sta scrivendo le pagine della storia del motocross italiano con le sue imprese.

Stiamo parlando ovviamente di Tony Cairoli, siciliano di Patti (provincia di Messina) e 9 volte campione del Mondo di Motocross (al pari del più conosciuto Valentino Rossi) e ad un solo titolo dall’eguagliare quel mito di Stefan Everts che lo precede anche come numero di vittorie (101 per il belga contro le 83 dell’italiano). Tony ha lavorato sodo per riprendersi il titolo di campione battendo avversari del calibro di Gajser e Febvre, iridati rispettivamente nel 2016 e 2015.

Basti pensare anche a quanto spazio gli viene riservato dai grandi media ogni volta che vince una gara od un mondiale. Un misero trafiletto, sempre nell’ambito dei motori, trattato come uno sportivo di serie B, magari perché non mediatico al livello di un Valentino Rossi per intenderci. E’ questo lo spazio che merita un grande campione come lui?

“È amato perché viene dal nulla”, spiega la moglie Jill. E lui ribadisce: “È così. La mia non è mai stata una strada facile. Ecco perché soldi e fama non mi interessano”. Queste due semplici righe rispecchiano il mondo di Tony. E’ un pilota conosciuto ed amato da chi ama il Motocross e le discipline sullo sterrato, ma è anche rispettato dai suoi avversari e da chi non lo tifa.

Il Motocross è uno sport di serie B? Certo che no, vista la fatica che fanno i piloti per vincere le gare o addirittura salire sul podio in certe occasioni, quando lo sterrato si fa più impervio causa condizioni atmosferiche non sempre benevole. Uno dei problemi è che in Italia manca un'adeguata copertura televisiva per avvicinare sempre più persone a questa disciplina, dunque risulta praticamente quasi impossibile riuscire a vedere interamente delle gare che a malapena vengono trasmesse sulle pay tv. 

Cambierà qualcosa nel 2018? Il buon Tony lo meiterebbe...

Marco Pezzoni - @marcopezz2387

 

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