L'INTERVISTA | Superstock 1000, Nocco rescinde il contratto con DedoMax

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Dopo il divorzio avvenuto tra Riccardo Russo e il team di Mirco Guandalini, il paddock delle derivate dalla serie rivive, per la seconda volta in poche settimane, nuovamente la stessa identica scena: un altro pilota italiano ha deciso di non continuare la collaborazione con il proprio team. Il pilota salentino della Superstock, Alessandro Nocco, ha rescisso anzitempo il contratto che lo legava perl’intera stagione con il team DDM by BWG e Bike&Motor. 

I motivi che hanno portato l’italiano a questa decisione risiederebbero specialmente nella crescita  tecnica del mezzo che, ricevuto solamente a poche ore dal round aragonese, non avrebbe avuto quegli step necessari a dimostrare il pieno potenziale del numero 8. Abbiamo deciso allora di sentire Alessandro, per capire meglio cosa non ha funzionato.

Ciao Alessandro, aiutaci a fare un po’ di luce su quanto successo...

Certo, molto volentieri. Tutto parte da una situazione nata nell’ultimo periodo all’interno del box. Per fare un po’ di ordine bisogna ricordare che questo team deriva dalla fusione di due squadre già precedentemente esistenti, che quest’anno  gestisce 4 piloti: Schultz nella 300, io, Manfredi e Cecchini nella Superstock. Io, insieme a Schultz, venivo seguito principalmente da BWG, mentre Kevin e Riccardo da Bike&Motor. Come dicevo prima, la mia decisione è figlia di quello che è successo nel team. Le due compagini fondatrici hanno deciso di dividersi, e così ciò che era stato stabilito ad inizio anno non è poi stato mantenuto.

Puoi spiegarti meglio?

Ad inizio anno si era deciso che, qualora nel corso della stagione avessi ritenuto giusto testare componenti presenti sulle moto di Kevin e Riccardo, si sarebbe provveduto a farmeli provare. Col fatto che la moto non la conoscevo perché prima dell’esordio ad Aragon ho potuto provarla solo due ore, mi ci è voluto un po’ di tempo per  individuare quei punti nevralgici in cui la mia moto necessitava di una cura maggiore.

Immagino abbiate provato comunque a cambiare numerosi setup.

Eccome, ma dopo poco ci siamo accorti che sarebbe stato meglio agire direttamente su alcune sostituzioni componentistiche. Ma questo non è mai successo. Non metto in dubbio che la separazione tra BWG e Bike&Motor abbia sicuramente ostacolato queste manovre, ma quando vedi che i risultati tardano ad arrivare e il team non fa tutto quello che è in suo possesso per tentare di recuperare terreno, gli stimoli calano inesorabilmente. Da qui la scelta di non continuare oltre tempo la nostra collaborazione.

Questo si aggiunge anche al fatto che nel corso dell’inverno non hai praticamente provato?

In parte sì: rispetto ai miei compagni di squadra ero già in ritardo a campionato non ancora iniziato. Loro avevano avuto più occasioni per assaggiare la moto prima dell’inizio campionato, mentre io ho provato solamente un lunedì mattina pochi giorni di partire per la Spagna. Se a questo ritardo “logistico” ci aggiungiamo anche un range di manovra limitato nella preparazione della moto, diventa impossibile fare bene e credere nel progetto.

Che moto è la Kawasaki?

La Kawasaki è una buona moto. Ma come tutte le moto necessita di una grande messa a punto, nel suo caso sia a livello elettronico che di gestione dei pesi.  Si parte da un’ottima base, ma lo sviluppo in questo genere di moto è fondamentale.

In questi ultimi sei mesi del 2017 cosa hai intenzione di fare?

Per adesso aiuto il babbo nel suo concessionario! Mi sto comunque allenando molto per essere pronto in attesa di una buona proposta. A volte è meglio fermarsi ed aspettare il treno giusto, più che continuare in un contesto non ottimale.

Dove ti piacerebbe essere invece nel 2018?

In una realtà stabile, dove possa crescere in serenità e poter lottare con gli altri ad armi pari. Se potessi scegliere avrei una gran voglia di rientrare nell’orbita Moto2 dopo averla potuto solamente sognare nel 2014, quando alla fine il contratto con Luca Boscoscuro non si concretizzò. L’anno scorso ho avuto la fortuna finalmente di salirci in Australia e Malesia col team Leopard, un ‘esperienza fantastica. Nel Motomondiale se riuscissi a disputare una stagione completa, avrei la possibilità di fare 20 gare all’anno e numerosi test.

Avresti quindi la fortuna di stare sempre in moto: tuo padre dovrà cercare un altro aiutante.

Eh si! Ma sarebbe contentissimo di sostituirmi!

Salutiamo allora Alessandro, con la speranza di non vederlo fermo per troppo tempo ai box. Il suo posto è la pista, e chiunque voglia dare a questo ragazzo di appena 20 anni una concreta possibilità per tornare, non ne rimarrà deluso: garantiamo noi.

Andrea Rocca   @AndreaRoccaOff

 

 

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