F1 | Liberty Media mette in stand-by il radicale rinnovamento del calendario

Paddock

La proprietà statunitense della Formula 1, Liberty Media, ha momentaneamente messo in pausa il piano per un radicale cambiamento nel calendario di F1. L'idea di riorganizzare i Gran Premi secondo una pianificazione continentale in sequenza, per ridurre i costi di spostamento ed aumentare l'appeal delle gare, non potrà essere messa in atto e rischia di finire quindi nel dimenticatoio.

Il raggruppamento degli eventi di Formula 1 in un programma continentale, che inizierebbe in Europa, per poi concludersi in Asia, dopo una tappa americana, secondo il chief commercial Sean Bratches potrebbe regalare a tutto il Circus iridato un maggiore appeal sul pubblico, oltre che ridurre notevolmente i costi per i team che non sarebbero più chiamati a continue trasferte transoceaniche.

Le prime indiscrezioni parevano far trapelare che questo piano di Liberty Media potesse essere messo in atto non prima del 2019, ma gli accordi già presi, ad esempio con Australia ed Abu Dhabi, i quali sono fermi sulle proprie posizioni che li vede rispettivamente tappa inaugurale e conclusiva del calendario, rischiano di far finire nel dimenticatoio questa idea, che avrebbe avuto anche diversi lati positivi.

In una recente intervista alla testata britannica, Autosport.com, Bratches si era detto da una parte ottimista, ma anche realista: "Abbiamo degli accordi firmati su dei contratti e non possiamo ignorarli. Inoltre questi accordi sono stati firmati anche tenendo conto delle condizioni meteorologiche nel periodo del Gran Premio. Prima che si possa realizzare un progetto come quello della rivoluzione del calendario credo che dovrà passare ancora molto tempo, sempre che alla fine si riesca a fare."

Mr. Bratches ha poi continuato nelle sue dichiarazioni spiegando come questa idea andrebbe incontro agli interessi dei tifosi: "Correndo più gare in sequenza nello stesso continente, potremo interagire molto di più con il pubblico essendo costantemente nella stessa zona di fuso orario".

L'altro grande elemento di vantaggio, forse il più importante per i team, è quello relativo ai costi: correndo secondo un calendario che preveda poche trasferte intercontinentali, riducendo i costi di spostamento, potrebbe anche permettere ai team di spostare molto più materiale e uomini.

"Non bisogna trascurare nemmeno il punto di vista degli sponsor - Ha aggiunto Sean Bratches - Oggi noi continuiamo a rimbalzare tra un continente e l'altro, impedendo che uno sponsor possa svolgere un lavoro di marketing specifico per un paese. Con il nuovo calendario elimineremmo anche questo problema".

L'altro punto fondamentale nella rivoluzione di calendario voluta da Liberty è quello relativo al numero di eventi, che passerebbero dagli attuali 21 ad un numero di 25. Al momento gli appuntamenti che hanno le maggiori possibilità di essere aggiunti al calendario già nei prossimi anni (se non addirittura dall'anno prossimo), sono l'Argentina, il Vietnam ed una seconda gara negli Stati Uniti sul circuito cittadino di Miami.

Chi è fortemente contro un aumento dei GP sono i team, come ricordato anche da Toto Wolff in occasione della presentazione della W09, il quale ha sottolineato come i continui viaggi rischino di incidere negativamente sul lavoro di piloti, team manager, e tutti gli altri membri della scuderia che, oltre agli impegni del week end in pista, hanno anche un'occupazione  a tempo pieno durante la settimana.

"Non abbiamo un numero minimo o massimo di gare da avere in calendario - Ha recentemente dichiarato Carey - Certamente potremmo aggiungerne, abbiamo molti posti che vorrebbero ospitare i Gran Premi di Formula 1, anche posti che solitamente non accostiamo subito al Motorsport, ma altri credo che potrebbero portare giovamento a tutto il business".

"Credo - Ha continuato il capo di Liberty Media - che il nostro compito sia quello di migliorare la qualità del prodotto. Abbiamo i mezzi e le capacità per aumentare il numerodi appuntamento, fino a 25. Senza dimenticare di valorizzare tutto l'evento, perché non è semplicemente una gara. Ma c'è un paese che si mobilità per ospitarla, con eventi, partnership e quant'altro. Il nostro lavoro deve far sì che il pubblico si senta il più coinvolto possibile".

In conclusione Mr Carey ha tenuto a precisare come alcuni degli appuntamenti attualmente in calendario, facendo l'esempio del GP di Germania, non abbiano un accordo che garantisca la loro presenza per molti anni. 

Alessandro Gazzoni

 

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