F1 | La FIA e le ragioni sulla scelta dell'Halo: "I tifosi si abitueranno"

Paddock

A seguito della decisione di introdurre il sistema di sicurezza Halo sulle monoposto dal prossimo anno, la FIA ha tenuto una presentazione per spiegare da dove venga la scelta di puntare su questo sistema al fine di incrementare la protezione alla testa del pilota. Si tratta di un'opzione che ha causato non pochi malumori tra gli appassionati, preoccupati che possa venire snaturato il concetto stesso di monoposto.

 

Sarà l'Halo il sistema di sicurezza del futuro, o almeno così ha scelto la FIA. La decisione è stata analizzata oggi nel corso di una presentazione in cui la Federazione ha spiegato le ragioni alla base della propria scelta. Vari episodi negli ultimi anni hanno convinto sulla necessità di una protezione per la testa del pilota: è infatti dal 2011 che si lavora ad un sistema di questo genere. Fra i tre sistemi proposti, l'Halo è risultato quello che offre la protezione maggiore al netto dei minori difetti. Peserà tra gli 8 e i 9 kg (che andranno ad aumentare il peso minimo della vettura), e soddisferà l'obiettivo di garantire la difesa in caso di un impatto di una ruota del peso di 20 kg lanciata a 225 km/h contro l'abitacolo. Lo Shield della Ferrari e l'Aeroscreen della Red Bull, per quanto esteticamente più gradevoli, presentano altri difetti in termini di visibilità e propensione ad accumulare sporco, olio, pioggia ed altre impurità.   

La scelta dell'Halo arriva dopo l'analisi di vari incidenti catalogati secondo tre principali scenari: auto contro auto, auto contro strutture esterne (principalmente barriere) e tra auto e oggetti esterni. Nelle più comuni dinamiche di incidente la nuova protezione garantisce un passo avanti nella sicurezza, ma al pubblico non piace, e probabilmente mai piacerà. "I fans si abitueranno" taglia corto Charlie Withing "anche se la versione definitiva che utilizzeranno i team sarà molto diversa da quella che abbiamo visto finora". 

Effettivamente quello che le varie squadre hanno fin qui testato sono state varie versioni di un unico progetto, ma si è trattato per lo più di appendici per valutare visibilità e l'impatto estetico di questa novità, senza alcuna funzione strutturale. Nessun pilota ha infatti provato a uscire dall'abitacolo rapidamente issandosi da solo, nè si è provato ad estrarlo verificando il tempo minimo per l'operazione, che verrà inevitabilmente incrementato di qualche secondo. "Cosa penso dell'Halo? Bisognerà abituarsi, ma la sicurezza è la cosa più importante" ha dichiarato Sebastian Vettel, "non sono mai stato un gran fan dello Shield, che causava troppi problemi di visibilità; capisco che la gente possa dire che Halo non appartiene alla Formula 1, ma se ce l'avesse avuto Justin Wilson ora saremmo tutti più felici". Altro protagonista della conferenza stampa è stato Fernando Alonso, che gli fa eco: "La sicurezza è la prima preoccupazione, se può aiutarci siamo felici di averlo; l'estetica non mi interessa, le macchine sono cambiate tanto nel corso degli anni, per cui non credo sia un problema". 

Certo sarà difficile ad abituarsi alla F1 del futuro: l'Halo sarà infatti uguale per tutti e fornito da un'azienda esterna, ma i team potranno applicare appendici aerodinamiche fino a 20 mm e sponsor.

"Questa al momento è la soluzione che offre la migliore protezione e minimi difetti. Altri progetti sono forse più integrati ed esteticamente piacevoli, ma non è detto che in futuro le cose non possano cambiare. L'intenzione è comunque quella di estendere l'uso dell'Halo a tutte le categorie minori in cui si corre con le monoposto, non solo sotto l'egida della Fia" ha commentato Laurent Mekies, delegato della Federazione per la sicurezza. 

Da Budapest - Stefano De Nicolo'

 

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