F1 | Halo, il dispositivo di sicurezza che divide

Paddock

Nella giornata di mercoledì la Federazione ha ufficializzato l’entrata in vigore dell’Halo, il dispositivo di sicurezza per proteggere il capo dei piloti in caso di incidente, che sarà presente sulle monoposto di Formula Uno a partire dalla prossima stagione. L’Halo dunque, che è apparso nel Circus per la prima volta durante i test invernali del 2016 al Montmelò, è stato preferito dalla FIA ad altri strumenti come il Canopy/Aeroscreen (portato in pista dalla Red Bull) e lo Shield, testato dalla Ferrari numero 5 di Sebastian Vettel la scorsa settimana nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Gran Bretagna.

Come ogni novità apparsa in Formula Uno, anche l’Halo ha diviso l’opinione pubblica. Nella lista dei contrari a questa introduzione si è schierato Niki Lauda, che in un’intervista ad Auto Motor und Sport ha dichiarato: “L’Halo distrugge il dna della Formula Uno, la FIA ha già reso il più possibile sicura la categoria anche se bisognerebbe continuare a migliore la sicurezza. Sono stati provati l’Halo, l’Aeroscreen e lo Shield, ma nessuno di questi ha convinto pienamente. Non bisogna scegliere qualcosa di cui poi ci si può pentire successivamente”.

Oltre a Lauda, anche il connazionale Helmut Marko si è collocato nel partito anti-Halo. Alla Bild, il talent scout della Red Bull ha detto: “Tecnicamente è una soluzione che non è ancora matura. Se una vettura è in fiamme e il pilota in questione è ferito, la zona riguardante l’abitacolo potrebbe diventare una sede ancor più pericolosa”.  

Della fazione dei contrari fa parte anche Toto Wolff: “Sono scettico, ma capisco la decisione presa da Jean Todt per motivi di sicurezza”.

Dal grave incidente di Suzuka occorso a Jules Bianchi nell’ottobre 2004, che poi ha determinato la morte del giovane pilota francese della Marussia, Alexander Wurz (presidente della GDPA) si è prodigato affinchè venisse adottata una soluzione consona per proteggere la testa dei piloti. Sull’introduzione definitiva di Halo, l’ex pilota di Benetton, McLaren e Williams ha così commentato sul proprio profilo Twitter: “Non si tratta della cosa più estetica! Ma le cose positive ci permetteranno di considerare le macchine più sicure e più veloci in futuro”.

Su Twitter si è espresso anche l’ex pilota di Formula Uno Giedo van der Garde, che ha paragonato Halo a un infradito. Un'assonanza che in molti hanno evidenziato fin dai primi istanti in cui questo dispositivo di sicurezza è stato mostrato al pubblico.

Toni Grüner, giornalista di Auto Motor und Sport, ha svelato un importante retroscena riguardante Halo. Secondo le informazioni in possesso dell’autorevole rivista tedesca, l’unico team favorevole all’introduzione sarebbe stato la Ferrari, al contrario di tutte le altre scuderie che invece avrebbero bocciato questa novità. Il tutto anche se altre fonti hanno invece parlato di un accordo pressoché unanime tra i team, mentre oggi la FIA ha tenuto a precisare in un lungo comunicato le ragioni per cui Halo rappresenterebbe la soluzione migliore per la sicurezza: il dibattito continua.

Piero Ladisa 

 

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