TEST | Yamaha XSR700 vs MT-09: sorelle insospettabili

Novità auto e moto

Siamo andati a Roma durante gli Open Days Yamaha per testare le moto della casa di Iwata. A disposizione la MT-09, con il confermato tre cilindri in linea dall’incredibile tiro ai medi regimi, e la versione in salsa “modern retrò” della sorellina 700 bicilindrica, la ricercatissima e sofisticata XSR. Per il test, ad ospitarci sono state le strade di Roma ed il concessionario Aureli Moto.

MODERNA O RETRÒ? “Dark side of the Japan”: così definiscono in un perfetto ed accattivante slogan la serie su base MT in Yamaha. Rei di aver sempre fatto moto troppo logiche secondo la clientela internazionale, i giapponesi hanno deciso di scrollarsi di dosso questa nomea (peraltro difficilmente giustificabile) con un solo, potente colpo. A rinvigorire la flotta MT, prima composta solo dalla monocilindrica 03 e dalla mostruosa bicilindrica a V 01, ci hanno pensato pochi anni fa la bi e la tri cilindrica, rispettivamente di 700 e 850 cc di cilindrata, prima dell’arrivo della “ammazza naked” MT-10. Come se non bastasse, entrambe hanno subito una trasformazione per andare ad afferrare quella clientela che cerca il collegamento con il passato, gli appassionati di cafè racer, andando a creare ex-novo la serie “Faster Sons”, le XSR. Noi le abbiamo messe a confronto.

XSR700: PERFETTA PER LA CITTÀ. Partiamo dalla sorella minore: la XSR 700 in città si è dimostrata a dir poco eccezionale. Il rovinatissimo pavè romano ha avuto poca presa sulla piccola della casa dei tre diapason, che gode di una ciclistica morbida e rilassante. Le sospensioni, chiaramente tarate per un utilizzo urbano/sportivo e non estremamente rigide, hanno egregiamente passato la prova del “sampietrino”, rispondendo un filo secche solamente nelle buche più profonde. Il motore, un bicilindrico parallelo, sembra anche più grande dei suoi 689 CC, garantendo un’ottima ripresa anche dai regimi più bassi e lavorando silenzioso e senza scosse anche nei maltrattamenti peggiori. 75 cavalli, uniti alla ciclistica agile e allo sterzo (più largo della gemella MT di 80 mm) permettono un’andatura rilassata e dei cambi di direzione decisamente rapidi, soprattutto se aiutati da un piccolo colpo di gas. I freni sono perfettamente modulabili, potenti il giusto per una moto dal look retrò che chiaramente non fa della sportività la sua bandiera: è infatti l’aspetto da replica anni '70 ad essere la parte più caratteristica della moto. Il serbatoio con le pance in alluminio (rigorosamente prodotte in Italia), la sella con la doppia rifinitura, faro e strumentazione dal look vintage: alla XSR non manca davvero nulla. Quindi perché preferirle la MT?

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MT-09: NAKED DA SPARO MADE IN JAPAN. Come al solito, quando si parla di mezzi di questa qualità, è molto importante capire cosa si desideri realmente da una moto. La XSR è calma, paciosa e vi mette a vostro agio, ma i più smaliziati desidereranno rapidamente qualcosa in più. La risposta è la MT-09, è fuor di dubbio. Partiamo dal motore: non ci si aspetta tutta questa grinta da un 847 CC, nonostante la fasatura a 120° e i cilindri sfalsati. La potenza all’inizio sorprende, e le tre mappature aiutano a prendere confidenza con la moto senza rischiare di perdere il controllo. I 115 cavalli sembrano decisamente di più, ma per ottenerli bisogna lavorare a giri più elevati rispetto al 700 – cosa non semplice in città. Altra sorpresa la riservano i freni, che hanno un mordente di tutto rispetto e non disdegnano qualche maltrattamento “teppistico”. Il look, poi, è stato totalmente rinnovato per strizzare l’occhio alla sorella maggiore, la MT-10 motorizzata con il 1000 CC Crossplane della R1. L’unica pecca è un serbatoio a nostro avviso troppo basso frontalmente, che non fornisce appoggio sufficiente nelle staccate più garibaldine. Confermati anche sul modello 2018 il ride by wire YCC-T e il controllo di trazione TCS regolabile su due livelli, oltre alle tre mappature. L’omologazione Euro 4 non ha inoltre scalfito in alcun modo il carattere del motore, rendendolo divertente e appassionante, oltre che estremamente brillante.

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Quindi, quale scegliere? La grinta della tre cilindri non la rende una moto semplice da capire al primo impatto, complice anche la forcella atipica per una naked. I neopatentati sicuramente apprezzeranno maggiormente la piattaforma 700, sia che scelgano la posizione da MT (decisamente più sportiva e caricata in avanti) o quella da XSR (con pedane più avanzate e seduta più comoda). Per chi invece si trovasse a cambiare moto, la 09 è sicuramente la versione da scegliere per assicurarsi quantità di divertimento incredibile a prezzi decisamente contenuti: 8.990 euro franco concessionario contro i 7.590 della XSR 700.

Si ringrazia il concessionario Aureli Moto di Roma per la disponibilità.

Alex Dibisceglia

 

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