Volkswagen, esseri umani e scimmie come cavie per test sui gas di scarico. E' scandalo in Germania

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Volkswagen travolta da un nuovo scandalo. Dopo il DieselGate spunta l’accusa di utilizzo di esseri umani e scimmie per testare gli effetti causati dai gas di scarico di motori diesel. Il gigante tedesco per il momento ha sospeso il responsabile per le relazioni esterne, Thomas Steg, ma la casa di Wolsfurg non è la sola. Nello scandalo, infatti, ci sarebbero anche BMW, Mercedes e Bosch. La Volkswagen ha spiegato in una nota che la decisione di sospendere Steg è funzionale ad accertare la verità con la sua indagine interna.

La notizia di utilizzo di scimmie nei test risale al 2014 ed a lanciarla fu il New York Times. La tremenda novità giunge, invece, dallo Stuttgarter Zeitung e Süddeutsche Zeitung. Presso l’ospedale di Aquisgrana nel 2013 e 2014, 25 persone avrebbero inalato diossido di azoto con l’indagine che sarebbe stata disposta dallo EUG (European Research Group on Environment), organismo di ricerca che ha nelle case automobilistiche i suoi finanziatori.

Thomas Steg ha rilasciato un’intervista a Bild, durante la quale ha detto: “Ciò che è accaduto non sarebbe mai dovuto accadere, me ne dispiaccio molto”. Il dirigente VW ha dichiarato di essere stato informato dei test sulle scimmie e di aver impedito che venissero svolti sugli esseri umani. Steg ha rivelato che ad Aquisgrana i volontari sono stati sottoposti ad inalazioni di “livelli molto più bassi di quelli che si registrano in molti posti di lavoro” aggiungendo che nessuno di questi ha subito danni nei test.

Nello scandalo è entrato anche il Ministro dell’Ambiente del governo tedesco, Barbara Hendricks, che ha dichiarato che simili pratiche sono “da irresponsabili”. Dopo neanche due anni dal DieselGate un’altra brutta notizia per i produttori tedeschi. La stessa Hendricks si è detta attonita ma ha quasi fornito un alibi ai costruttori definendoli “del tutto inconsapevoli delle responsabilità delle loro pratiche”. Ci sarebbe una dichiarazione di Matthias Mueller, CEO Volkswagen, apparsa on line che definisce i test “non etici e ripugnanti”; ovviamente ha promesso di indagare a fondo.

Questa vicenda è una nuova tegola per le aziende che sono un vanto per l’economia tedesca che rischia di compromettere il lavoro di tanti: a livello mediatico è un KO. In un’era politically correct questa notizia non passerà inosservata e saranno in molti a sentirsi traditi con le funzioni Marketing di BMW, Bosh, Mercedes e Volkswagen che dovranno fare gli straordinari per scongiurare danni economici ingenti. Seguiremo la vicenda e vi aggiorneremo.

Fabrizio Crescenzi 

 




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