F1 | GP Messico: Ferrari differenzia le strategie e completa il podio

F1 News Team

Dopo le qualifiche in quel di Città del Messico, con Sebastian Vettel quarto e Kimi Raikkonen sesto in griglia, si pensava che le Rosse di Maranello fossero destinate ad una gara in difesa sia nei confronti di Red Bull e AMG Mercedes, invece l'andamento sul tracciato dell'Autodromo Hermanos Rodriguez la Ferrari porta a casa un secondo e terzo posto, un buon risultato che costituisce un (tardivo) avvicinamento all'AMG Mercedes nel campionato Costruttori.

La chiave di lettura per comprendere la gara ancora una volta è stato il consumo e l'utilizzo delle gomme, soprattutto tenendo in considerazione il limitatissimo numero di supersoft (in questo caso la mescola più dura) portate dalle tre scuderie di vertice. Al via entrambi i piloti della Rossa preferiscono impostare un approccio conservativo con l'approssimarsi della prima curva, tanto che Raikkonen viene passato dalla Renault di Carlos Sainz jr; Vettel, nel frattempo, riesce a scavalcare Valtteri Bottas: tra i due c'è un piccolo contatto laterale, ma entrambi riescono a proseguire senza perdere tempo. Nella prima fase di gara entrambi i piloti della Rossa cercano di estendere quanto più a lungo la durata delle gomme ultrasoft con cui entrambi sono partiti: per entrambi il piano sembra essere quello di rientrare nelle finestre di utilizzo prospettate dalla Pirelli per risolvere la strategia con un solo pit-stop. Questo è vero per Kimi Raikkonen, che riesce a sfruttare bene la gestione di gomma per riprendere ben quindici secondi su Bottas, ma non per Sebastian Vettel, che rientra al giro 47 per montare nuovamente le ultrasoft e tentare di essere più aggressivo nella rimonta su Max Verstappen. Entrambi poi beneficeranno del ritiro di Daniel Ricciardo per conquistare la seconda e terza posizione finali.

Escludendo le Red Bull, accreditate di un passo e bilanciamento stratosferico, entrambe le Rosse si dimostrano le più veloci in pista, risultando mediamente più competitive delle AMG Mercedes, ancora una volta non esattamente efficienti in termini di consumo gomme. Per la scuderia di Maranello si tratta del secondo Gran Premio in cui il muretto box elabora una strategia differenziata per i piloti e il risultato finale paga: certo, sarebbe stata più interessante una vittoria, ma il secondo e terzo posto odierno sono l'ulteriore dimostrazione di un anno molto competitivo per le Rosse, con entrambi i piloti in doppia cifra nel computo degli arrivi a podio. Si tratta di un risultato estremamente positivo, ma che, d'altro canto, deve anche far riflettere sulle occasioni non sfruttate al meglio.

Con il titolo Piloti assegnato, rimane aperta la caccia al Costruttori: con il risultato odierno, gli uomini di Maranello hanno accorciato il gap con l'AMG Mercedes a 55 punti. Matematicamente la sfida rimane ancora aperta, ma, realisticamente, servono due doppiette nei prossimi Gran Premi e la speranza (qualora il risultato delle Rosse fosse un doppio uno-due) che qualcuno si frapponga alla bandiera a scacchi con le Frecce d'Argento. In altre parole serve un mezzo miracolo, ma se la Rossa dovesse confermare il trend in salita sul fine stagione, potrebbe essere un buon supporto psicologico per iniziare con l'inerzia giusta il prossimo campionato. E se poi si riuscisse a consolidare la terza posizione di Kimi Raikkonen nel Piloti, la base di partenza per l'anno prossimo sarebbe ancora più solida. E probabilmente anche i rimpianti per quest'anno, ma qui stiamo andando oltre il risultato di questo Gran Premio.

Luca Colombo

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