F1 | GP Gran Bretagna, Hamilton vs le due Ferrari. Sarà corsa a tre?

F1 News Team

Per la sesta volta in carriera, Lewis Hamilton ha conquistato la partenza al palo a Silverstone, stabilendo il nuovo record del tracciato e battendo di pochissimo le due Ferrari di Sebastian Vettel, lontano soli 44 millesimi, e Kimi Raikkonen a 99 millesimi. A seguire l'altra Mercedes di Valtteri Bottas, che non è mai sembrato in lotta per la pole position e le Red Bull, decisamente staccate dalla vetta. Completano la top ten le due Haas, con Kevin Magnussen che ha avuto la meglio sul compagno Romain Grosjean e, ancora una volta, lo stupefacente Charles Leclerc in nona ed Esteban Ocon in decima piazza.

Le qualifiche hanno messo in luce quello che era già in parte emerso negli ultimi appuntamenti iridati: la Ferrari dispone di un telaio bilanciato e una PU che, molto probabilmente, ha superato quella Mercedes. Velocissima nei rettilinei, gentile sui pneumatici e affidabile, la Rossa ha decisamente messo in difficoltà la Mercedes, regina indiscussa dell'era ibrida. Oggi, la pole è di un Hamilton caparbio e determinato più che della Mercedes, con Valtteri Bottas che ha accusato un ritardo superiore ai tre decimi. Domani, per la gara, sono previste temperature elevate, vale a dire terreno di caccia per le "rosse", che sembrano maggiormente a loro agio delle frecce d'argento in condizioni estreme. E ciò, vale sia per la difficoltà di raffreddamento delle PU (ricordiamo le difficoltà patite in Austria, la settimana scorsa), che per il consumo degli pneumatici e relativi fenomeni di blistering annessi. Per le due Ferrari, molto si giocherà molto alla partenza, in un circuito in cui i sorpassi sono complicati dalle curve veloci, che richiedono molto carico aerodinamico e ne fanno perdere molto a chi segue, limitando di molto le opportunità di sorpasso nelle tre zone in cui è previsto il DRS. Unico punto interrogativo per Sebastian Vettel è il fastidio al collo che lo ha costretto ad una intensa seduta di fisioterapia al termine delle FP3 e che lo ha fatto apparire decisamente irrigidito a fine qualifica.

Le due RedBull non si sono dimostrate all'altezza della concorrenza, vuoi per gli errori di Max Verstappen in FP2 che hanno complicato le comparazioni tra i compound nelle simulazioni di gara, vuoi per la carenza di cavalli, che lo stesso olandese non manca mai di additare come la colpevole delle performance delle "lattine volanti". Va detto che in un circuito come Silverstone in cui i cavalli contano, la vettura non ha mostrato un passo gara degno di nota e, al netto di complicazioni per i 4 di testa, non potrà che fare gara a sè, con un occhio negli specchietti, perchè le Haas non sono molto lontane.

Proprio queste ultime, come in Austria, si sono rivelata la quarta forza della griglia, nonostante un Romain Grosjean che sembra far di tutto per complicarsi la vita (in FP1 ha schiantato l'ennesima vettura con conseguente cambio di telaio). In qualifica sia il francese che il compagno danese, hanno davvero mostrato i muscoli nei confronti dei più diretti competitors, al punto da mettere, quasi in appressione le due RedBull.

Dietro di loro il vuoto, o meglio, Charles Leclerc, che sembra averci preso gusto. La sua Alfa Romeo Sauber si sta rivelando una vettura nata bene e giusta per il rookie più promettente delle ultime stagioni, perchè sta permettendo al giovane talento monegasco di mettere in luce le proprie doti (anche oggi oltre mezzo secondo rifilato al compagno di squadra Marcus Ericsson) e, grazie al motore Ferrari, sperare di portare a casa qualche altro punticino prezioso per il campionato.

Più in difficoltà le Force India, che in qualifica si stanno rivelando meno performanti di quanto non lo siano in gara.  Ed è quello che succede anche alle Renault, entrambe fuori dalla top ten per la prima volta in questo 2018 e con un Carlos Sainz che parla di mancanza di ritmo della vettura. Non vorremmo dare ragione all'olandese volante, ma qui, a Silverstone, i motorizzati Renault sono parsi decisamente in difficoltà, con addirittura le McLaren sprofondate in un abisso del quale non trovano una via d'uscita. Fernando Alonso tredicesimo e Stoffel Vandoorne diciasettesimo e davanti alle sole due Williams, sulle quali ci sentiamo di stendere un velo pietoso: macchina e piloti inadeguati.

Infine, capitolo penumatici. A Silverstone faranno la loro ultima apparizione i tanto contestati pneumatici a battistrada ribassato di 0,4 millimetri, vale a dire quelli che a Barcellona e al Paul Ricard hanno regalato la vittoria a Lewis Hamilton. Il loro impiego è stato invocato per scongiurare il blistering, ossia il distaccamento di pezzi di battistrada generato dall'anomalo aumento delle temperature di esercizio degli pneumatici. Mario Isola di Pirelli ha dichiarato che si prevede una gara ad una sola sosta, con l'utilizzo di mescole soft (banda gialla) e medium (banda bianca), scartando, di fatto, le hard (banda azzurra). Il beneficio del dubbio è d'obbligo, tenuto conto che tutti i piloti si sono detti curiosi di sapere se gli pneumatici terranno per tutta la gara, date le elevate temperature che sono previste.

La gara di domani, dunque, ci dirà se la Ferrari è davvero in grado di battere le Mercedes nel loro feudo per eccellenza e se, questa volta, i dominatori delle ultime quattro stagioni non diventeranno gli inseguitori di un mondiale mai così avvincente nell'era ibrida.

Michele Bertolini

 

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