F1 | Un Marchionne a 360 gradi sul futuro Ferrari: lontano dalla Formula 1?

F1 News Team

Il presidente Marchionne è intervenuto ieri durante il consueto pranzo di Natale a Maranello, nel corso del quale è stata, tra le altre cose, annunciata la data di presentazione della prossima figlia di Maranello, che sarà svelata via web il 22 febbraio. Un Sergio Marchionne a ruota libera, che ha parlato anche della prossima stagione, nella quale sono previste nuove rivoluzioni per riuscire a riportare la Ferrari al vertice del campionato di Formula 1. 

Dopo un 2017 fatto di alti, ma anche tanti, troppi bassi, la Ferrari ed il suo Presidente pensano al 2018 come alla stagione della definitiva ri-consacrazione, quella che può riportare l'iride a Maranello dopo ormai 11 anni. di digiuno-

Sergio Marchionne è intervenuto a ruota libera sul tema Ferrari, durante il pranzo di Natale della Scuderia, andando anche a parlare del futuro che lo storico marchio potrà, o non potrà, avere nel futuro Circus a stelle e strisce. Tra le tante cose il presidente, nonché CEO di FCA, ha parlato anche del sogno di riportare un altro marchio storico nel mondo delle corse: dopo il lavoro svolto per avere di nuovo Alfa Romeo, in un futuro non troppo lontano potremmo avere anche quello di Maserati. 

Non sono mancate le stoccate, nemmeno troppo velate, a Liberty Media, ed anche a qualche ex membro del team: l'ex motorista Lorenzo Sassi, ora in procinto di stringere un accordo con i rivali della Mercedes.

Ma andiamo con ordine, e partiamo analizzando quella che potrebbe essere una notizia molto importante, anche se va detto, ancora senza alcun tipo di fondamento: Ferrari e Mercedes sarebbero disposte a creare un nuovo campionato alternativo alla Formula 1. 

Molte volte si è parlato di creare campionati paralleli alla Formula 1 per colpa di divergenze tra le scuderie e la proprietà. Tutto finora si è sempre materializzato in un nulla di fatto. Ora, dopo il passaggio di testimone tra Bernie Ecclestone e gli statunitensi di Liberty Media, la storia parrebbe ripetersi. Ferrari e Mercedes, primi su tutti, avrebbero minacciato di abbandonare il maggior campionato automobilistico per crearne uno indipendente. Il motivo, secondo il presidente della scuderia di Maranello, è che un eccessivo livellamento delle prestazioni, standardizzando i componenti (come sembrerebbe nelle intenzioni di Liberty) sarebbe uno snaturamento troppo grande per un campionato estremo quale è la F1.

Chi vi scrive non teme di schierarsi dalla parte di Ferrari e Mercedes: immaginarsi il campionato di F1 come una sorta di "monomarca", dove la maggiorate dei pezzi sono standardizzati per tutti,è imbarazzante; ho sempre visto e pensato alla Formula 1 come un laboratorio dove le aziende sperimentano, investono, e mettono in pratica soluzioni rivoluzionarie.

La riduzione dei costi, vero motivo per cui si vuole intraprendere questa strada, ritengo sia una baggianata. Il motorsport, signore e signori, è uno sport pericoloso, ma soprattutto è uno sport da ricchi, che ci piaccia o no. Per correre con le macchine, le moto, i motoscafi, o qualsiasi cosa abbia un motore ci vogliono tanti soldi: se lo si provasse a fare a basso costo ne verrebbe fuori un prodotto falso, e senza quell'alone di fascino che ha fatto innamorare tutti gli appassionati.

Una standardizzazione, quella che potrebbe subire la Formula 1, che secondo Marchionne nega ai team la possibilità di creare vetture uniche, come accadeva anni fa. Un regolamento tecnico, quello attualmente in vigore, che andrebbe "buttato dalla finestra", ha dichiarato il Presidente di Ferrari. "Se oggi facciamo un profilo più lungo di 1 millimetro, prendiamo delle sberle. È impossibile progettare una macchina creativa. Fosse per me butterei queste regole dalla finestra, e darei libertà assoluta a chi deve progettare. Poi vedremmo che cosa saprebbero fare questi ragazzi: la vera sfida sarebbe questa".

Sono ormai lontani i tempi in cui il regolamento permetteva alla Tyrrell di mettere su strada la leggendaria "6 ruote", o alla Brabham, la BT46B, rinominata dagli addetti ai lavori "Fan car": auto turbina, per via di un ventilatore piazzato sul retrotreno.

La BT46 fu realizzata dalla scuderia inglese in collaborazione con Alfa Romeo. Il marchio milanese, come promesso da Sergio Marchionne nel 2015, è effettivamente riapparso nel circus iridato, seppur come semplice title sponsor della Sauber. Ma un altro marchio che il chairman di FCA ha dichiarato vorrebbe riportare in F1 è Maserati. Al momento sarebbe un operazione troppo rischiosa: prima bisogna studiare l'esperimento Alfa, capire come reagirà il mercato, e di conseguenza gli appassionati. Sapere, ed essere certi, che l'investimento possa ripagare i suoi promotori. Tutte cose che solo il tempo potrà dirci. Importante sapere che quello detto Marchionne non va frainteso. Il ritorno del tridente, per ora, è un suo pallino, senza alcuna garanzia tecnica.

A chi domanda se ci sia una possibilità di vedere un marchio come Maserati in Formula E, il Presidente ha dichiarato che al momento vede la serie elettrica come un giocattolo a parte, ancora troppo mal gestito. E che la vera avanguardia nei motori, attualmente, è l'ibrido portato in pista dalle Formula 1.

Per concludere, veniamo al tema che ha fatto discutere molto negli scorsi giorni centinaia di tifosi sui social: la notizia dell'allontanamento di Lorenzo Sassi da Maranello. L'ormai ex motorista del Cavallino è in procinto di firmare un contratto con la Mercedes, mentre a Maranello il suo posto verrà preso da Corrado Iotti, proveniente dal reparto corse GT. Il reparto motori è stato rivoluzionato circa un mese fa, così come capitò a quello aerodinamico nell'estate 2016.

Una delle probabili cause del allontamento di Sassi (ma siamo nel campo delle ipotesi) è stata l'elevata inaffidabilità al banco del motore Ferrari. "Confermo che qui abbiamo avuto un motore che ha avuto problemi al banco - ha affermato Sergio Marchionne - e che non siamo riusciti a chiudere nel 2017. Ma questo è un problema che non era soltanto di Sassi, ma di tutta la squadra, visto che non si può dimenticare che Binotto veniva da quel reparto”.

“Quando abbiamo analizzato il problema delle rotture, ci siamo resi conto che dovevamo fare un cambiamento nella struttura per evitare che si potesse ripetere il lancio di un progetto che andava avanti da tanto tempo senza portare i risultati attesi”.

La tensione per il prossimo campionato sembrerebbe già molto alta, nell'attesa di vedere svelata la futura figlia di Maranello.

Alessandro Gazzoni

 

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