F1 | GP Ungheria, il punto di Mattia Binotto: "Abbiamo mancato delle vittorie"

F.1 News Team

Giunti a metà stagione, a parlare è il direttore tecnico della Ferrari per fare il punto sul campionato e ragionare sull'andamento della rincorsa al Mondiale che è minacciata da una Mercedes sempre più forte e agguerrita. Se la scuderia di Brackley ha mostrato problemi al cambio, gli uomini in rosso devono prestare attenzione al turbo: qualunque sostituzione porterebbe a una penalità, che proprio non ci vorrebbe in una stagione tiratissima come questa.

Del bottino di punti che Sebastian Vettel aveva di vantaggio solo qualche gara fa, adesso ne è rimasto soltanto uno e la leadership della Ferrari, che aveva brillantemente preso la testa della classifica mondiale, ora traballa. La rimonta di Hamilton e della Mercedes ha infatti agitato le acque nell'ambiente: per questo la squadra ha deciso di non aspettare la gara di Spa (la prima al rientro dalla pausa estiva) per introdurre il nuovo fondo aggiornato con novità  e i nuovi deflettori che dovrebbero garantire una svolta nelle prestazioni e lanciare nuovamente l'assalto al predominio tedesco, apparso chiaro in questa fase del campionato. L'attenzione allo sviluppo è dimostrata anche dalla presenza in pista di Enrico Cardile, il capo degli aerodinamici; controversa è infatti questa scelta di testare proprio qui una nuova soluzione per piste ad alta velocità, su un tracciato dove conta il carico generato dalle ali che aiuta la trazione più che quello generato dal fondo vettura. 

"E' vero, siamo indietro nei costruttori" ha commentato Mattia Binotto oggi alla conferenza stampa dei team principal, "la Ferrari è competitiva e può giocarsela sempre, questà metà di stagione è stata positiva per la squadra, ma ogni gara fa storia a sè". 

Quello che esce dalle prove libere di questo venerdì da Budapest è un quadro inaspettato, con una Red Bull velocissima in entrambe le sessioni e una Mercedes lì come sempre. Ricciardo dice di aver la macchina per vincere, Hamilton invece sembra essersi nascosto (solo quinto nel pomeriggio), condizione questa che non lascia troppo tranquilli gli uomini in rosso. L'inglese punta con decisione alla pole numero 68 per eguagliare il record di Schumacher, e su questa pista ne ha all'attivo già 5 con altrettante vittorie. L'Hungaroring è stretto e tortuoso, e contano bilanciamento e carico più dei sorpassi. Domani saranno più chiari i veri valori tra i top team, che oggi sono rimasti tutti racchiusi in meno di mezzo secondo. 

Due sono i temi tecnici che accomunano Ferrari e Mercedes: la prima che deve gestire con sapienza i turbo per evitare di incappare in penalità, la seconda alle prese con i soliti problemi al cambio. Bottas sostituisce nuovamente l'elemento, ma non avrà penalità in quanto già scontata a Silverstone: una bizzarra norma consente infatti questa operazione. I turbo a disposizione della Ferrari sono invece finiti, e non manca molto prima che si renda necessario l'utilizzo della quinta componente. La penalità è dunque quasi scontata, ma per quanto utilizzata con sapienza essa causerà inevitabilmente qualche problema, specie in un campionato come questo giocato punto a punto. "Abbiamo avuto delle difficoltà a inizio stagione che ci hanno costretto ad utilizzare molto presto le unità numero 3 e 4. Ora stiamo andando bene, e procediamo ad una rotazione delle parti, ed è nostra intenzione concludere la stagione senza usare parti extra" ha specificato Binotto.

Punti di forza e debolezza sono comuni a entrambe le squadre, ognuna che trae vantaggio dalle debacle dell'altra. "La Ferrari è una squadra fatta di gente con passione, per loro più che lavorare vivono in Ferrari. Non è corretto parlare di affanno, più che altro abbiamo mancato delle vittorie". Lo stesso pensiero espresso da Vettel, che tentenna nel rinnovo; ma la Ferrari lo aspetta. Per la vittoria, per il titolo e per la firma. 

Da Budapest - Stefano De Nicolo'   

 

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