Vijay Mallya, 61 anni, è stato arrestato questa mattina a londra dalla sezione estradizioni della polizia di Scotland Yard. Il proprietario e fondatore del team Force india, sul quale pendeva un mandato di cattura diramato dal governo di Nuova Delhi per una frode fiscale da oltre un miliardo di dollari. Il tutto legato alla vicenda del fallimento della sua ex-compagnia aerea, la Fly Kingfisher, per il quale il magnate indiano era ricercato da oltre un anno.

La giornata della Ferrari è da bicchiere mezzo pieno. E' sfuggita la vittoria, ma il secondo posto di Vettel è figlio di una strategia audace e di un pizzico di sfortuna, che però consente comunque al pilota tedesco di rimanere appaiato a Hamilton in vetta alla classifica piloti. Delude il rendimento di Kimi Raikkonen oggi anonimo quinto e lontano sul traguardo, pungolato anche dal presidente Marchionne.

Dopo l’infruttuosa prima giornata di prove libere, caratterizzata dalle avverse condizioni atmosferiche, il sabato del Gran Premio di Cina non ha certo disdegnato le attese di spettacolo in pista. La battaglia per la pole position ha visto fronteggiarsi nuovamente, come in Australia, Mercedes e Ferrari, con la scuderia della Stella che ha avuto la meglio sul Cavallino grazie all’1’31”678 di Lewis Hamilton che è valso al britannico la seconda partenza al palo stagionale. In prima fila, accanto alla W08 Hybrid numero 44, scatterà la SF70-H di Sebastian Vettel, a meno di due decimi da Hamilton, che ha preceduto la Mercedes di Valtteri Bottas, con quest’ultimo beffato dal tedesco per un solo millesimo nelle fasi finali della terza e ultima manche di qualifiche.

Il primo posto conquistato da Sebastian Vettel in Australia regala alla Ferrari la vittoria che mancava dal 2015 e un meraviglioso risveglio ai tifosi italiani. Una vittoria della squadra, figlia del nuovo approccio fatto di umiltà, scarne dichiarazioni e della nuova struttura orizzontale di tecnici e cervelli italiani. Il successo della filosofia di Maurizio Arrivabene: "Piedi per terra e testa bassa".

In attesa della gara, la qualifica del GP Cina ha confermato le sensazioni positive già viste in Australia per quanto riguarda la Ferrari. Una SF70H competitiva anche su questa pista, sia in termini di prestazione sul giro che di guidabilità da parte dei piloti, rende sempre più convincente il progetto realizzato dagli uomini di Maranello. Una macchina che si candida senza più indugi a lottare ad armi pari con Mercedes per tutto il campionato. 

Dopo l’ottima perfomance messa in mostra nel weekend d'esordio a Melbourne, Antonio Giovinazzi si tiene pronto per salire a bordo della Sauber anche nella prossima gara in Cina. Il pilota pugliese, come noto, ha fatto il suo debutto nel Gran Premio d'Australia quale sostituto del titolare Pascal Wehrlein, ancora sofferente per i postumi dell'incidente patito a Gennaio in occasione della Race of Champions, nel quale ha riportato traumi alla schiena e al collo.

Dopo l'egemonia pressoché incontrastata delle ultime tre stagioni, in casa Mercedes quest'anno la Ferrari sembra apparire come un rivale realmente temibile. A Melbourne la scuderia anglo-tedesca si è dovuta inchinare al successo di Sebastian Vettel, piazzando comunque sul podio sia Lewis Hamilton che Valtteri Bottas. Se ciò costituisca o meno un campanello d'allarme per la W08 è ancora troppo prematuro per essere definito, ma la consapevolezza a Brackley è sicuramente quella di aver trovato pane per i propri denti.

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