F1 | GP Stati Uniti, Hamilton: gara strepitosa ma festa rimandata

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La vittoria di Raikkonen spariglia le carte e le aspettative, così Lewis Hamilton vede rinviata la festa per la conquista del titolo mondiale alla settimana prossima, quando, con ogni probabilità, potrà festeggiare la vittoria del campionato proprio a Città del Messico, come un anno fa. Gestione della gara incerta da parte della Mercedes, che costringe Hamilton a una sosta in più e a spingere come un forsennato ingaggiando duelli da cineteca prima con Raikkonen e poi con Verstappen.

 

Un'America indigesta. Di solito non capita a Lewis Hamilton, proprio lui che in America ha trovato una patria d'adozione, lui abituato ad ammazzare gare ed avversari. In gara ad Austin c'è tutto quello che un pilota deve saper fare: spingere, scappare, lottare, rimontare, sorpassare. La meraviglia del Gran Premio degli Stati Uniti trova la sua piena realizzazione tanto nella vittoria di Kimi Raikkonen dopo 5 anni, quanto nelle lotte serrate ma leali dello stesso Hamilton con entrambi gli eroi di giornata: Kimi Raikkonen riesce a tenerlo dietro nella parte centrale di gara, ostacolandolo in maniera magistrale con gomme finite, mentre il duello con l'olandese è da saltare sul divano: confronto negli ultimi giri con tentativo di sorpasso finale da parte di Lewis. Il secondo posto gli varrebbe il titolo, ma oggi è costretto ad accontentarsi del gradino basso del podio rimediando alla strategia bizzarra della squadra: "Oggi non perfetta, come invece è di solito" - punzecchia l'inglese. Una sosta in più e un doppio stint con gomma soft dopo l'avvio con supersoft per lui. Anche Bottas non l'aiuta: superato da Vettel nel finale deve cedere il quarto posto.

Spinge come un ossesso Hamilton dopo il primo cambio gomme per riprendere Raikkonen e riguadagnare la prima posizione persa in partenza, un ritmo eccessivo che porterà blistering evidente sulle gomme posteriori che, completamente finite, vanno sostituite a pochi giri dalla fine. La difesa del finlandese è roba da manuali di guida, un duello ravvicinato e leale tra campioni del mondo. Ma la rimonta non si ferma e a tre giri dalla fine il campione inglese ingaggia anche con Max Verstappen, secondo dopo aver rimontato dalla 18^ posizione di partenza. Questo confronto è ancora più serrato e spettacolare, e il ruota a ruota tra i due è da cardiopalma con un tentativo di sorpasso  impossibile all'esterno che non riesce e segna la fine delle emozioni per oggi. Terzo posto e festa mondiale rinviata di soli 7 giorni a Città del Messico, che ora, con 70 punti di vantaggio attende solo l'ufficialità. Un meraviglioso spettacolo per la Formula 1, un perfetto biglietto da visita con i tre personaggi eroi di giornata che sono i veri protagonisti di tutta la categoria. 

Una gara, quella di oggi, che ancora una volta ha dimostrato perché Hamilton è il pilota più forte del momento e merita di vincere questo mondiale: aggressivo ma attentissimo in ogni situazione potenzialmente pericolosa: reattivo in partenza per duellare con Raikkonen ma senza esagerare, aggressivo ma saggio in occasione del confronto con un avversario pericoloso come Max Verstappen. Un campione Hamilton che riesce a vincere in solitaria quanto la macchina è perfetta, così come quando tira fuori il massimo da una vettura che invece non lo è, come oggi. Il tutto senza errori, sbavature, incertezze: quello che più lo differenzia dal Sebastian Vettel di questa stagione, anche oggi di nuovo in crisi e in testacoda. Gli basterà terminare la gara in Messico con 50 punti di vantaggio per laurearsi ancora campione... ed entrare di diritto nella leggenda. 

Stefano De Nicolo'

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