F1 | GP Singapore, Raikkonen: "Aiutare Vettel? Sappiamo come comportarci"

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La line-up dei piloti invitati alla conferenza stampa del giovedì prima del Gran Premio di Singapore ha visto la presenza di Kevin Magnussen, Lewis Hamilton, Kimi Raikkonen e Brendon Hartley. I recenti movimenti di mercato hanno fatto sì che i riflettori fossero puntati su Kimi Raikkonen e il suo passaggio in Alfa Romeo Sauber, il quale ha esposto le sue motivazioni dietro il cambio di casacca, la permanenza in Formula 1 e gli obiettivi futuri. Ovviamente il tutto è stato condito dal suo stile comunicativo, tanto che la conferenza stampa è già stata "battezzata" dai social come un momento "classic Kimi".

 

Se il passaggio di Leclerc in Ferrari è chiaro a livello di dinamiche, a partire dalle intenzioni da parte di Sergio Marchionne di promuovere il monegasco sulla Rossa, lo stesso non si può dire sulla fine del rapporto Kimi - Ferrari e il conseguente biennale che legherà il pilota con l'Alfa Romeo Sauber a partire dal 2019: "Com'è stato detto tante volte, la decisione (della Ferrari, NdR) non era nelle mie mani. Quello che è successo dopo è ovviamente una mia decisione e alla fine abbiamo ottenuto qualcosa" . Incalzato sul perché ritornare proprio in Sauber, Kimi risponde spiazzante: "Perché no?" . Successivamente Iceman chiarisce di essere stato informato della decisione Ferrari a Monza e nello stesso fine settimana ha ripreso i contatti con persone che già conosceva in seno all'organico dell'Alfa Romeo Sauber.

A ben vedere il gap attuale di prestazioni tra la Ferrari e l'Alfa Romeo Sauber è sensibile: c'è qualcosa di più rispetto a quello che, dall'esterno, noi sappiamo sulla situazione tecnica nel futuro prossimo? Kimi risponde in maniera sottile: "Ci sono molte differenze tra tutte le vetture in griglia. Se mettiamo insieme le vetture di quest'anno, non ce ne sono molte allo stesso livello, è sempre stato così. Non so di più di quanto voi sappiate relativamente alla vetture future, so solo dove sono finiti. Ovviamente non so come sarà l'anno prossimo e nessuno sa come sarà l'anno prossimo in termini di velocità dalle vetture. Possiamo tirare ad indovinare su cosa sarà, ma vedremo cosa potremo fare". E aggiunge: "Ho le mie ragioni (per ritornare in Sauber, ndr) e per me sono abbastanza. Non mi interessa cosa pensino gli altri e finché sono contento delle mie ragioni a me va bene così."

Alla domanda se sentisse ancora il fuoco della passione per le gare, Kimi risponde sarcasticamente: "No, non lo sento. Ho firmato giusto per un gioco mentale. Ho firmato e passerò i prossimi due anni a non essere contento". Una volta ritornato serio Kimi garantisce che ciò che lo diverte della Formula 1 è proprio la competizione e che si ritirerà quando sentirà che sarà il momento di farlo. Essendo un pilota che, per sua stessa ammissione, punta alla vittoria, c'è spazio per dichiarare i piani futuri con la scuderia elvetica: "Vincere è sempre il mio obiettivo, ma sarà realistico? Chi può dirlo? Punteremo al massimo che potremo fare, alla miglior posizione possibile". Per quanto riguarda le speculazioni di un futuro manageriale in Sauber, Kimi liquida l'argomento così: "Ora ho un contratto di due anni come pilota. Poi vedremo."

Infine, alla domanda se aiuterà Sebastian Vettel nella rincorsa al mondiale Piloti, Kimi risponde: "Ovviamente posso guidare una vettura sola. (...) E' sempre facile dire che in teoria deve accadere questo e questo, ma è difficile realizzarlo nella realtà, quindi vedremo cosa succede. (...) Sappiamo come comportarci, è abbastanza semplice."

Luca Colombo

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