E' stato un bel sogno, quello coltivato per mesi da Robert Kubica. Un sogno inseguito con forza, passione, determinazione. Iniziato da molto lontano, da quel 6 Febbraio 2011 in cui fu protagonista di un gravissimo incidente nel corso del Rally di Andora. Settimane, mesi, anni per un lungo percorso di riabilitazione che lo ha riportato ad un passo dal raggiungere il suo obiettivo finale: quello di tornare ad essere, a tutti gli effetti, un pilota di Formula 1. Un sogno che (almeno per il momento) sarà destinato a rimanere tale, anche se resta intatto il bellissimo percorso compiuto da un pilota con qualità tecniche ed umane sicuramente fuori dal comune.

La battaglia per il secondo sedile Williams rimane aperta. L'ultimo posto disponibile sullo scacchiere al via del Mondiale di Formula 1 2018 tiene sulle spine ormai da diverse settimane il popolo dei Gran Premi, anche se il team britannico ha fatto sapere che una decisione definitiva non verrà presa prima del prossimo mese di Gennaio. Come noto, i due principali candidati risultano essere Robert Kubica e Sergey Sirotkin, con i rispettivi management impegnati nel giocarsi le ultime, disperate carte per spuntarla nella corsa al posto di colui che andrà ad affiancare Lance Stroll.

La scuderia Toro Rosso ha annunciato oggi la conferma del pilota neozelandese Brendon Hartley e del francese Pierre Gasly. Il team di Faenza, satellite della Red Bull, è diventato famoso nelle scorse stagioni per essere una rampa di lancio per i giovani talenti dell'accademia austro-britannica. Con il due volte campione del WEC, Hartley, si ritorna ad avere titolare un pilota non più giovanissimo: l'ultimo fu Sébastien Bourdais nel 2008.

Il colpo di scena delle qualifiche del Gran Premio del Brasile arriva dopo pochi secondi del semaforo verde della Q1, con Lewis Hamilton che finisce inspiegabilmente a muro durante il suo primo tentativo cronometrato. Il britannico, fresco di conquista del suo quarto titolo iridato, partirà dunque dal fondo dello schieramento per una gara tutta d'attacco, in rimonta e speriamo spettacolare. 

Con la gara di Abu Dhabi non si chiuderà solo la stagione 2017 di Formula Uno, ma anche la carriera di Felipe Massa. Un'avventura, quella del pilota brasiliano, piena di alti e bassi. Dal diventare pilota della Ferrari e compagno di squadra di Schumacher al titolo sfiorato nel 2008 davanti al pubblico di casa, passando per il brutto incidente durante le qualifiche del Gran Premio di Ungheria nel 2009 per la molla persa dalla Brawn di Barrichello fino all’episodio dell'ordine di scuderia nel Gran Premio di Germania del 2010. E ancora: dalle sue altalenanti ultime prestazioni in Ferrari negli anni della sua convivenza con Alonso, fino all’addio alla Rossa e all’arrivo alla Williams, dove Felipe ha colto diversi podi e buone prestazioni.

In Brasile è ancora super il neo-campione del mondo, Lewis Hamilton. Dalla pit lane al quarto posto, per una remuntada coi fiocchi dopo la conquista del Titolo. Un weekend partito in salita per il britannico: dopo la disfatta della qualifica e l’incidente al primo giro lanciato del Q1, l’inglese sembrava ormai in pieno clima vacanza. Un errore quasi da principiante che rischiava di danneggiare l’intero weekend brasiliano, una vera e propria passerella dopo aver messo la parola “fine” sul campionato già in Messico.

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