MotoGP | GP Stati Uniti: una Ducati davanti a tutti, ma...

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Ducati e Andrea Dovizioso tornano dall'America con quest'ultimo in testa alla classifica iridata, con un Jorge Lorenzo in difficoltà come già gli era successo e Danilo Petrucci con la terza moto ufficiale che arranca nelle retrovie. La GP17 dei team privati, in questi primi appuntamenti, si è rivelata spesso più veloce della factory guidata dai piloti ufficiali, tanto che sia Jack Miller che Tito Rabat si trovano davanti a Lorenzo e Petrucci nel Mondiale.

DOVI DAVANTI. Probabilmente avessero detto al Dovi che sarebbe stato primo nel Mondiale dopo le prime tre gare si sarebbe fatto una grossa risata questo inverno, perchè esattamente un anno fa era quarto in classifica iridata a soli 30 punti con un distacco di 26 lunghezze da Valentino Rossi, leader iridato, e con 8 punti in meno del futuro campione del mondo Marc Marquez. Questi 46 punti con i quali torna dal GP statunitense sono sicuramente importanti per chi come lui vuole lottare per il mondiale, ma non lasciano i ragazzi di Borgo Panigale tranquilli perchè sono maturati con prestazioni poco brillanti delle loro moto. Tolto il Qatar, dove Dovizioso ha vinto per la prima volta dopo una lunga serie di podi nelle ultime edizioni, i due gran premi successivi sono stati più complicati di quello che in realtà ci si aspettava. In Texas la Ducati ha raccolto tre podi, quando ancora la moto non era così competitiva (2014 e 2015 con Dovizioso e 2016 con Iannone, ndr) quindi non si può dire che sia una pista storicamente ostica per Ducati perchè 3 podi in 5 edizioni sono comunque un bottino importante. Stesso discorso per l'Argentina, dove Dovizioso ha raccolto un secondo posto nel 2015 e nel 2016 e senza la mossa folle di Iannone all'ultima curva le Ducati sul podio sarebbero state ben due. Non sono mai state piste indigeste per la Ducati: Dovizioso negli anni ha raccolto meno di quanto seminato perchè suo malgrado è stato colpito in tre occasioni da altri piloti mentre era in lotta per le posizioni di vertice. Nel 2016 in Texas urtato da Dani Pedrosa e nel 2017 a Termas de Rio Hondo colpito da Aleix Espargaro. Per questo il sesto posto dell'Argentina (senza la "folle" gara di Marquez staremmo parlando di un ottavo posto) e il quinto maturato in questo gran premio sono un bottino importante ma che non possono lasciarlo tranquillo.

DIETRO TUTTI GLI ALTRI! Per una Ducati che è in testa al Mondiale ce ne sono due che navigano in acque molto più tempestose: sono quelle del maiorchino Lorenzo e del ternano Petrucci. Se quest'ultimo limita i danni grazie al quinto posto del Qatar, l'ex Yamaha non aveva mai raccolto così pochi punti dopo tre appuntamenti, solo sei, e per sua stessa ammissione è il momento più difficile da quando è in Ducati. Ma al tempo stesso non ha intenzione di mollare ora, perchè convinto che arriverà anche il suo momento. In questi primi gran premi la GP17 affidata a Miller e Rabat è stata un'arma ben usata dai nuovi arrivati in casa Ducati, che abbandonate le Honda del team MarcVDS hanno rivisto la luce con la moto bolognese. Jack e Tito, contrariamente ai due piloti sopracitati, hanno terminato le prime tre gare sempre in Top10 con il primo che è riuscito ad ottenere anche una fenomenale pole che si è trasformata in un quarto posto in Argentina, dopo quel rocambolesco inizio di gara che tutti ricordiamo. I destini di Petrucci e Lorenzo sono nelle loro mani. Con i contratti in scadenza potrebbe succedere di tutto, certo è che Danilo se vorrà conquistare il posto da ufficiale dovrà far vedere qualcosa di più di quello visto fino ad ora. Jorge, dal suo canto, dovrà sicuramente ridimensionare quello che è stato l'ingaggio di questi due anni, cercando di lavorare ancora più per portare la sua Ducati sul gradino più alto del podio.

Tra due settimane di va a Jerez dove l'anno scorso JL99 ha raccolto il suo primo podio con la Rossa: che sia quella la gara giusta per ricostruire un rapporto andato deteriorandosi in questo inizio di stagione?

Mathias Cantarini

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