MotoGP | KTM ti toglie le ali...

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KTM, con una lettera indirizzata all'associazione costruttori MSMA, ha chiesto e ottenuto di inserire l'argomento delle appendici aerodinamiche nel programma delle discussioni. "Ti mette le ali" è lo slogan del main sponsor della casa austriaca, ma a quanto pare questo non vale per la MotoGP dove la squadra di Mattighofen ha deciso di schierarsi contro l'utilizzo delle "ali" raccogliendo l'appoggio di Honda e Suzuki, Yamaha e Aprilia prendono tempo mentre Ducati è contro. Come si è arrivati a questo punto e cosa succederà?

DUCATI IN PRIMA FILA. Era il GP del Qatar del 2015 quando Ducati mette per la prima volta (in epoca Dall'Igna) le ali sulla sua Desmosedici: due piccoli baffi nei, uno per lato a metà carena. Durante il GP inglese di Silverstone la prima evoluzione: le ali sul lato si sdoppiano e prima della fine della stagione compaiono anche i baffi sul cupolino. Nel 2016 le ali iniziano a diventare sempre più grandi e ad avere appendici sempre più lavorate; anche Honda che nel 2015 e durante tutto l'inverno le aveva etichettate come inutile spreco di tempo inizia a mettere dei baffetti tra cupolino e carena. Così come la Yamaha non resta con le mani in mano e porta la sua versione dei baffi aerodinamici sul cupolino delle M1 di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. 

DORNA DICE BASTA. E' il giugno 2016, ormai la discussione sulle ali va avanti da mesi, e a questo punto Dorna dice basta: "La Grand Prix Commission, composta da Carmelo Ezpeleta (Dorna, Chairman), Ignacio Verneda (CEO FIM), Herve Poncharal (IRTA) e Takanao Tsubouchi (MSMA), alla presenza di Javier Alonso (Dorna) e Mike Trimby (IRTA, Segretario della riunione), in una riunione tenutasi il 25 Giugno alle Assen, ha preso le seguenti decisioni: a partire dal 2017, l'uso di ali aerodinamiche nella classe MotoGP sarà vietato. Il regolamento attuale replicherà quelli per le classi Moto3 e Moto2 dove l'uso di ali è già vietata; ali conformi alle norme tecniche vigenti possono continuare ad essere utilizzate per il resto della stagione 2016". Tutti pensarono che la corsa allo sviluppo aerodinamico fosse finita... si sbagliavano!

ESCAMOTAGE DUCATI. Nonostante durante i test di Valencia e Sepang Ducati continuasse a testare le ali proibite dal regolamento 2017 tutti davano per certo l'abbandono dello sviluppo futuro. Invece Gigi Dall'Igna, che ne sa una più del diavolo, durante l'ultimo test prima del GP in Qatar fa esordire sulla carena di Dovizioso un cupolino molto discusso, con due grosse feritoie laterali, facendo scatenare il web e non solo. Nonostante questa carena non verrà mai omologata, tutti intuiscono che nonostante il divieto Ducati ha continuato a lavorare sull'aerodinamica, per vedere il frutto del lavoro del "barbetta" bisognerà aspettare Brno dove sulla carena di Jorge Lorenzo compare un triplano che farà discutere a lungo tecnici e team manager. Da li in poi anche Yamaha, Honda, Suzuki e Aprilia iniziano a presentare loro versioni di cupolini con ali integrate nella carenatura. Quest'anno Ducati non ha ancora omologato carene "alate" contrariamente a Honda, Yamaha, Aprilia e Suzuki, si era vista una prima carena laboratorio in Thailandia ma durante i primi due GP le moto sono state portate alle verifiche con carene aventi un profilo molto più snello rispetto a quello degli ultimi anni, ma senza appendici.

KTM NON CI STA. Secondo il sito tedesco speedweek.com durante la riunione KTM ha dichiarato di aver interpellato degli esperti di aerodinamica (viene facile pensare che la chiamata sia stata fatta a Christian Horner e che i tecnici siano quelli agli ordini di Adrian Newey colonne portanti del Team Red Bull Racing in F1, ndr) i quali li hanno consigliati di abbandonare lo sviluppo dell'aerodinamica definendolo "un campo di lavoro infinito" rendendo il lavoro troppo dispendioso in termini economici per il reale vantaggio ottenuto. Un altro degli osservati speciali è stato il direttore tecnico Danny Aldrige: è solo a lui infatti che spetta la decisione di concedere o meno l'utilizzo di una determinata appendice aerodinamica. Pare infatti che abbia bocciato il progetto di una casa per poi far omologare una proposta molto simile qualche mese dopo ad un'altra casa. Al fine di evitare questi tipo tipo di discussione la MSMA vuole introdurre un comitato che andrà a valutare quelle che sono le proposte delle case.

SENZA MAGGIORANZA NON SI CAMBIA. KTM non ha semplicemente chiesto il congelamento delle attuali evoluzioni aerodinamiche ma che tutti tornino alle carene "ripulite" da tutte le ali. Honda e Suzuki sono d'accordo con KTM e sono favorevoli all'abolizione, sostenendo che le competizioni servano per favorire lo sviluppo tecnologico dei prodotti di serie e i soldi utilizzati nello sviluppo aerodinamico andrebbero meglio utilizzati. Romano Albesiano (Aprilia) ha detto che, da ingegnere, gli piacerebbe poter continuare a lavorare sull'aerodinamica ma che se la maggioranza dei costruttori opterà per l'abolizione allora anche loro saranno favorevoli alle "carene pulite". Yamaha per ora non ha preso una posizione, restando fuori dalla discussione. Chi si è schierato contro è ovviamente Ducati, che negli ultimi anni è quella che ha speso sicuramente più tempo e denaro di tutti per le ricerche in questo settore: anche se ad oggi è l'unica casa che nel 2018 non ha usato le ali in gara (con le moto ufficiali, discorso diverso per i team privati che utilizzano le GP17 e le GP16).

Il weekend americano si avvicina e per quel fine settimana è fissata una nuova riunione della commissione MSMA. Difficilmente si arriverà subito a una decisione perché per apportare una modifica al regolamento tutte le case dovranno essere d'accordo, la battaglia in Texas sta per scaldarsi... e non solo in pista!

Mathias Cantarini

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