MotoGP | GP Argentina, caos al via: ecco che cosa non ha funzionato

MotoGP

Quello andato in scena ieri sul circuito di Termas de Rio Hondo è destinato a lasciare il segno. Non entreremo nel merito di quanto accaduto dopo lo spegnimento del semaforo, bensì parleremo del caos generato dalla direzione gara con la decisione di posticipare la partenza per permettere a tutti i piloti di partire con le slick. Per analizzare al meglio quanto accaduto sulla pista argentina partiremo col descrivere quello che è accaduto minuto per minuto, prenderemo poi in esame quello che il regolamento prevede e infine andremo a vedere se ci sono stati errori da parte della Race Direction.

COSA È SUCCESSO?
Gli orari di seguito riportati sono quelli dell’ora locale (-5h rispetto all’orario italiano).
14:40 Si accende il semaforo verde in pit lane e i piloti della MotoGP entrano in pista per schierarsi sullo schieramento: ad aspettarli c’è un asfalto che si presenta ancora con ampie zone bagnate. Qualcuno azzarda le slick (tra questi anche Rossi) per compiere il giro di formazione, ma una volta arrivati in griglia optano tutti per le rain. O meglio, quasi tutti: infatti Jack Miller, proprio come sabato, ha deciso di correre con le slick.
14:44 La direzione gara dichiara “wet race”, quindi ogni pilota è libero di scegliere con che gomma prendere il via della gara e potrà cambiarla rientrando nei box rispettando la procedura di cambio moto.
14:45 Il semaforo in pit lane diventa rosso.
14:51 Dalle telecamere della regia internazionale si inizia a vedere Andrea Iannone e Alvaro Bautista prendere la via dei box a piedi coi tecnici che spingono le moto dalla griglia di partenza verso la pit lane. Pochi secondi e tutti i piloti della griglia fanno rientro in corsia box con le moto spinte dai tecnici. Tutti tranne “Jackass”, che aveva già deciso di prendersi questo rischio.
14:53 La direzione gara dichiara lo “Start delayed”. La situazione è molto strana e confusa: sono tutti ai box tranne Miller che resta con Francesco Guidotti e i suoi meccanici in quella che è la sua prima pole position e al tempo stesso la più…strana della sua carriera.
15:09 Viene comunicato ai team che la pit lane verrà riaperta alle 15:15 e si partirà con la procedura di “quick restart”.
15:15 I piloti fanno rientro in pista, questa volta tutti con le gomme slick. La procedura di “quick restart” prevede la presenza di un solo meccanico in griglia ad attendere il pilota: nulla di strano, se non fosse che i meccanici di tutti i piloti siano slittati di 5 file indietro, tranne Jack che resta saldamente in pole.
15:18 La bandiera verde fa partire tutti i piloti per il warm up lap.
15:20 Si parte? No, Marc Marquez fa spegnere la moto in griglia…miracolosamente riesce ad accenderla al volo, Mike Trimby (AD di IRTA) interviene come sempre per liberare la pista dalla moto, ma Marquez invece gira la moto e la rimette in griglia. Il semaforo si spegne e si parte per 24 giri (uno in meno del previsto) che faranno parlare a lungo di questo GP.

COSA DICE IL REGOLAMENTO?
Il “Règlements du championnat du monde FIM des Grand Prix FIM des Grands Prix” è molto chiaro:
1.18.3 Questo punto prevede che il semaforo della pit lane diventi rosso a 15 minuti dall’inizio della gara della MotoGP.
1.18.13 È un paragrafo molto lungo che riporta tutte le circostanze che possono accadere da quando viene data la bandiera verde per far partire il warm up lap fino a quando si spengono i semafori per il via della gara; per il nostro caso sono utili due parti che citiamo testualmente: “Qualsiasi pilota che mette in stallo la propria moto sulla griglia o che ha altre difficoltà deve rimanere sulla moto e alzare un braccio. Non è permesso tentare di ritardare l’inizio della gara con qualsiasi mezzo.”
Sempre lo stesso paragrafo descrive anche un secondo caso a noi utile: nel caso in cui due o più piloti si uniscano alla griglia partendo dalla pit lane dovranno posizionarsi in fondo allo schieramento mantenendo l’ordine con cui si sono qualificati.
1.18.17 Prevede che un pilota possa cambiare moto solo fino a che non abbia attraversato la linea di partenza, che non abbia ancora terminato il primo giro (quello che fece Marquez lo scorso anno a Brno) oppure a gara in corso solo se la gara è stata dichiarata bagnata e la direzione gara abbia dato l’ok ai marshall di sventolare le bandiere bianche. Ogni cambio moto deve essere eseguito nella corsia box e devono essere rispettate le procedure di sicurezza (modificate dopo l’incidente di Brno dello scorso anno che ha coinvolto Iannone).
1.18.18 Anche questo paragrafo è particolarmente lungo ma comprende quello che regolamenta lo “start delayed”: infatti vi è scritto chiaramente che le moto che causano la procedura di avvio ritardato saranno rimosse e portate in pit lane dove sarà possibile intervenire su di esse o essere sostituite dalla seconda moto ed i piloti potranno rientrare in pista durante il warm up lap per poi posizionarsi in fondo alla griglia.

COSA NON HA FUNZIONATO?
Le moto entrano regolarmente in pista alle 14:40, tutti sanno che l’asfalto è in parte bagnato e che sarà fondamentale la scelta delle gomme, tanto che molti piloti provano ad entrare con le slick, ma dopo essere arrivati in griglia le bocciano e ritengono le rain più adatte all’inizio della gara. Passano quattro minuti e la direzione gara come da programma dichiara la gara bagnata; a questo punto sono i piloti ad avere in mano il loro destino: la scelta corretta può farti vincere la gara, quella sbagliata farti finire fuori dalla zona punti. Quando ormai è troppo tardi per poter intervenire sulle moto, i piloti che avevano scelto di partire con le rain, visto il veloce asciugarsi della pista, portano le moto nel box per uscire dalla pit lane con la seconda moto settata d’asciutto.
A questo punto però il semaforo della pit lane è rosso e tutti e 23 i piloti ad eccezione di Miller (l’unico a credere alle slick fin dal primo momento) sarebbero dovuti partire dalla corsia box per il giro di formazione andandosi a posizionare a scalare dall’ultima posizione in poi, come recitano gli articoli 1.18.13 e il 1.18.18. Qui iniziano i problemi: in griglia ci sono ventiquattro moto, quindi vengono occupate otto file piene; stando al regolamento Pedrosa, che era secondo in griglia, sarebbe dovuto andare a posizionarsi in venticinquesima posizione e a scalare tutti gli altri andando a riempire fino alla sedicesima fila. Peccato che il circuito di Termas de Rio Hondo abbia solamente trentanove caselle disegnate in terra, che bastano per comporre tredici linee. Di conseguenza non potendo comporre la griglia dalla nona fila hanno iniziato a comporla dalla sesta, sfruttando tutte le caselle a disposizione.

Quindi è stato tutto corretto quello che si è visto? Assolutamente no, il tutto mentre il ritardo nella procedura di partenza è stato fondamentale ed inevitabile per poter spiegare ai team e ai piloti cosa prevedesse il regolamento e che tipo di procedura di partenza andasse eseguita. La posizione in griglia dei piloti non era corretta: se per motivi logistici non era possibile posizionare Pedrosa, Zarco e Rabat in nona fila avanzandoli alla sesta fila, lo spagnolo sarebbe comunque dovuto partire dalla sedicesima casella (come riportano i documenti ufficiali visibili sul sito ufficiale della MotoGP) e via via tutti gli altri, modificando quella che era la composizione delle file originale, in quanto Miller non avendo cambiato moto era rimasto nella sua casella. Invece, come si può vedere facilmente dalle foto e dai video della partenza, Pedrosa scatta dalla diciassettesima casella come se Miller avesse occupato due posizioni, la pole e la sedicesima posizione.

Se già fino qui la direzione gara non è stata impeccabile, quello che è successo a pochi secondi dal via con Marquez che spegne la moto e la riaccende a spinta ritardando l’inizio della gara è forse l’errore più grave del week end. Infatti, come recita l’articolo 1.18.13, in caso di problema in griglia lo si deve segnalare alzando le braccia: in questo modo scatta la procedura di “start delayed” che avrebbe ritardato la partenza di un minuto e mezzo e avrebbe consentito ai marshall di portare la moto di Marc in corsia box da dove avrebbe preso via la sua gara; invece Marc riaccende la moto e si rimette in posizione e parte regolarmente, salvo poi essere giustamente sanzionato col ride through.

Errori ce ne sono stati, però la direzione gara è composta da persone che possono sbagliare nello stesso modo in cui un pilota sbaglia una staccata: in questo caso, una serie di circostanze li ha portati a lavorare decisamente più del solito e si sono viste alcune lacune che si spera non si debbano ripetere in futuro.

Mathias Cantarini

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