MotoGP | Suzuki, Schwantz punta nuovamente il dito contro Iannone

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Prosegue la crociata di Kevin Schwantz, ambasciatore della casa di Hamamatsu, nei confronti di Andrea Iannone. Schwantz infatti continua a dirsi scontento delle prestazioni del pilota di Vasto nonostante i risultati maturati nei test. Ma quest'ultimo polverone mediatico serve a qualcosa?

LA STORIA INFINITA. Non è la prima volta che Kevin Schwantz esprime aspre opinioni nei confronti di Andrea Iannone. Visti i risultati ben al di sotto delle aspettative, Kevin durante la passata stagione si era già detto contrariato dallo “scarso impegno” che Andrea sembrava dimostrare in sella alla GSX-RR, complice una fantomatica poca voglia del pilota di portare al limite la moto. Intervistato su Radio LiveGP, Carlo Pernat, manager di Iannone, aveva chiaramente detto che la relazione tra lui e Belen Rodriguez non faceva parte del problema e che l’unica cosa che mancava era il feeling con la moto. Schwantz era addirittura arrivato a dire che Iannone avrebbe dovuto “darsi ai kart”, ma l’ex Ducati aveva tranquillamente glissato (strano, visto il suo carattere esuberante), dicendo che era dispiaciuto di questi commenti e del fatto che il campione della 500 non avesse mai fatto cenno di questo scontento in sua presenza.

RINCARARE LA DOSE. Ma a quanto sembra la storia non termina qui. Recentemente Schwantz ha rilasciato ulteriori dichiarazioni ai colleghi di Motorsport-total.com, affermando che Andrea non sia riuscito a cogliere il momento di debolezza di Honda e Yamaha nel corso dell'ultima stagione, lasciando così spazio alla Ducati per la lotta iridata. L’apice dell’intervista vede Kevin suggerire alla Suzuki addirittura la ricerca di un nuovo pilota in tempi brevi, dando nuovamente ad Andrea l’immagine di colui che non ha dato il 100% in tutta la stagione.

MA A CHE SERVE? Esclusi questi due episodi non si ha memoria di uno Schwantz così critico nei confronti di un pilota Suzuki, quindi ci sarebbe da comprendere le motivazioni di queste invettive. Iannone è andato bene durante i test, con la moto in configurazione 2018 si è dimostrato competitivo e finalmente si scorge a Vasto un raggio di sole. Quindi ha realmente senso proseguire una polemica volta solamente ad inasprire gli animi ancor prima di vedere come la stagione prenderà il via? O c’è altro sotto?

Alex Dibisceglia

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