MotoGP | GP Australia: Marquez vince e "vede" il mondiale, Dovizioso a picco

MotoGP

Nel Gran Premio d’Australia svoltosi sul tracciato di Phillip Island, nel terzultimo appuntamento della stagione MotoGP, Marc Marquez vince la sesta gara stagionale e mette una seria ipoteca sul sesto titolo mondiale in carriera. Yamaha centra il doppio podio con Rossi e Vinales, bene Miller, le Suzuki e le KTM, a picco Dovizioso e tutta la Ducati. Ora Marquez ha 32 punti di vantaggio su Dovizioso a 2 gare dalla fine.

Resoconto della gara

La gara più pazza ed imprevedibile di tutta la stagione. Evidentemente il tracciato di Phillip Island si presta egregiamente a questo tipo di battaglie. Marquez vince in solitario la sesta prova stagionale, ma che fatica per lo spagnolo! Una sana dose di carenate ed ignoranza sportiva ha fatto sì che venisse fuori una gara spettacolare con tantissimi duelli e sorpassi. Nessuno dei presenti in pista (Marquez, Rossi, Vinales, Zarco, Miller, Iannone, Rins, Crutchlow) ha mollato di un millimetro, continuando a sorpassarsi per la gioia del pubblico presente sugli spalti del tracciato australiano. Vince Marquez davanti alle Yamaha ufficiali (risorte) di Rossi e Vinales, con Zarco quarto. Rientro in grande stile per Miller che ha condotto i primi giri di gara, ottima crescita di Suzuki e KTM, Dovizioso saluta sogno mondiale con la 13^ posizione, bruciato da Redding e Pedrosa.

Che spettacolo!

Riprendendo la scritta presente su una delle tante magliette celebrative dei mondiali di Rossi, oggi si può veramente urlare: che spettacolo! Non che nelle altre gare non ce ne sia stato, ma questa di Phillip Island è stata l’apoteosi dello show. Sorpassi, controsorpassi, carenate date e carenate ricevute in pieno stile Superbike anni 2000 per questa gara della MotoGP. Emozioni a non finire dal primo all’ultimo giro per i tifosi presenti sulle tribune del tracciato australiano e per chi era a casa a godersi questa gara…

Honda: c’è solo Marquez!

E’ sempre Marquez a tenere in piedi la “baracca” Honda in quasi tutte le gare, parlando di piloti direttamente sotto contratto HRC (lui, Pedrosa e Crutchlow). Il Cabroncito ha gestito bene gara e gomme vincendo in solitario e approfittando delle carenate tra Rossi, Vinales, Zarco e Iannone, mettendo una seria ipoteca sul sesto mondiale a soli 24 anni (roba che Rossi ad anni 24 di mondiali ne aveva uno in meno, 5). Il codone, graffiato, della sua moto la dice lunga sulle battaglie che ci sono state. Crutchlow è stato nel gruppo di testa in lotta per vittoria e podio tutta la gara senza però mai graffiare, mentre Pedrosa è affondato chiudendo in 12^ posizione dietro a Redding ma davanti a Dovizioso, aiutando così il suo team mate Marquez.

Yamaha risorta?

La gara australiana ci ha consegnato una Yamaha “risorta” dopo il mezzo disastro di Motegi ed una stagione tutto sommato negativa rispetto alle moto del team clienti. I due alfieri del team ufficiale, Rossi e Vinales, hanno centrato un doppio podio dal valore doppiamente importante ai fini della classifica iridata: Rossi scavalca Pedrosa e torna quarto, mentre Vinales rosicchia punti a Dovizioso per il secondo posto. Non dimentichiamoci di Zarco che ha fatto una gara da leone dando e ricevendo carenate ad ogni giro.

Jack Miller & Valentino Rossi: che leoni!

In comune hanno lo stesso infortunio (frattura di tibia e perone) e lo stesso recupero-lampo saltando una sola gara. Non li accomuna l’età, però: Miller di anni ne ha 22 contro i 38 di Rossi, ma quando c’è da battagliare non si tirano indietro. Sorpresona Miller che è stato capace di condurre la gara in testa per i primi giri, per poi concludere settimo dietro a Iannone. Di Rossi, che dire…a 38 anni ancora lì a darle di santa ragione ai ragazzini. Seconda posizione importantissima ai fini della sua classifica.

Suzuki: che gara!

L’Australia doveva essere la prova della crescita di Suzuki e così è stato. Sia Iannone che Rins hanno fatto gara di testa senza perdere terreno come succedeva ad inizio stagione (soprattutto Iannone). L'italiano poi ha dato spettacolo per tutta la gara con grandi sorpassi e carenate che nessuno si aspettava, mentre Rins dal canto suo è rimasto un po’ “a cuccia” dopo la grande prova sotto l’acqua di Motegi. Con un finale di stagione così, nel 2018 ci sarà soltanto da divertirsi…

KTM: finalmente Smith!

In casa KTM si continua a sorridere per il finale di stagione in crescendo delle due RC16 affidate a Pol Espargarò e Bradley Smith. Se Polyccio è una costante ormai della top 10, dalla parte dell’inglese ci sono sorrisi a 64 denti e bottiglie di champagne che volano per la prima bella gara di Bradley da quando è sulla moto austriaca. P10 finale e primi punti per la sua classifica.

Ducati: che batosta!

Gara completamente da dimenticare sul tracciato australiano per le moto di Borgo Panigale, a cominciare dal team ufficiale. Dovizioso, dopo la caduta nelle FP4, ha perso quel feeling che aveva con la sua moto ed in gara non è andato oltre la 13^ posizione dopo una difficile rimonta causata dal lungo ad inizio gara, Lorenzo, che partiva 16°, ha chiuso in 15^ posizione, addirittura dietro a Karel Abraham. Se il migliore è stato Redding (11°), questo la dice lunga sullo scarso feeling della Ducati con la pista australiana…San Casey da Southport, dove sei?

Marco Pezzoni - @marcopezz2387

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