Nessun pilota è immune da incidenti e infortuni nel precampionato, specialmente avventurandosi con altre discipline al di fuori dei normali tracciati di gara. Da oggi lo sa bene anche Marc Marquez, il campione del mondo MotoGP in carica. Il baby fenomeno del Mondiale si è rotto il perone della gamba destra praticando Dirt track, specialità che aiuta i piloti nel controllo della moto in derapata. Marc è stato portato subito in ospedale per accertamenti che non hanno evidenziato danni ai legamenti della gamba destra. Marquez salterà per precauzione la seconda sessione di test di Sepang di settimana prossima ma è in forse la sua presenza in Qatar per la gara inaugurale della stagione 2014. La prognosi infatti parla di almeno 4 settimane di stop per recuperare pienamente dalla frattura del perone destro.

Queste le prime parole del Dottor Mir che sta seguendo Marc Marquez: "Gli esami strumentali ai quali è stato sottoposto Marquez non hanno evidenziato alcuna lesione ai legamenti e quindi non c'è neanche bisogno di intervenire chirurgicamente. La prognosi però per il completo recupero è di 4 settimane".

Ha parlato a caldo anche Marquez dopo l'incidente: "E' stata una sfortuna che poteva capitare a chiunque in qualsiasi momento. Sono stato ricoverato in ospedale e il Dottor Mir mi ha visitato subito, per fortuna non ci sono danni ai legamenti".

Fonti non confermate dicono che Marquez comunque sia già al lavoro per cercare di rimettersi in forma il più in fretta possibile. Salterà comunque i test di Sepang e forse quelli di Phillip Island della settimana dopo. Lo vedremo verosimilmente in Qatar per la prima gara della stagione.

Si sono conclusi ieri i primi test della MotoGP sul circuito malese di Sepang, in vista della stagione 2014 che prenderà il via a marzo dal circuito di Doha in Qatar.

Tra presentazioni e scenette divertenti, con Valentino Rossi che per l'occasione ha sfoggiato un casco inedito, un double face che riporta la sua faccia sotto la visiera nella parte posteriore del casco (quasi a voler avvisare gli avversari che il Fenomeno è tornato e lo possono solo guardare... da dietro) finalmente si è iniziato a fare sul serio cominciando a lavorare sulla messa a punto delle moto. Ma vediamo il resoconto delle tre giornate di test sul circuito malese.

Day 1

Giornata a due facce: mattinata appannaggio di Valentino Rossi, mentre al pomeriggio è toccato a Marc Marquez issarsi davanti a tutti con un tempo di tutto rispetto, per essere soltanto al primo test dopo la pausa invernale. Valentino Rossi è comunque secondo e soddisfatto del lavoro fatto e di nuove motivazioni ritrovate grazie anche al cambio del capo-tecnico: al posto dello storico Jeremy Burgess è arrivato un altro guru della messa a punto delle moto, quel Silvano Galbusera ex capo-tecnico di Spies prima e Melandri poi nei trascorsi in Superbike dei due piloti. Al terzo posto si piazza Daniel Pedrosa mentre è quarto Jorge Lorenzo, non esattamente soddisfatto del lavoro svolto (a detta sua la moto si comporta diversamente da quella di Rossi). Chi non sorprende più è Aleix Espargaro. Lo spagnolo del team Forward in sella alla FTR Yamaha ormai è una realtà e, anche se è solo la prima giornata di test, sta dimostrando una continuità spaventosa chiudendo al 7° posto. E non scherza affatto anche il fratello Pol, 9° davanti al compagno Bradley Smith. E Ducati? La prima Rossa in classifica è quella del team Pramac di Andrea Iannone a circa 1"2, mentre le altre sono posizionate dalla 11^ posizione in giù. Sembrano non perfettamente a punto anche le Honda Open, al contrario delle Yamaha: sia le PR di Aspar che la PR di Gresini sono molto lontane dai primi o comunque dalle posizioni per i punti. Servirà tanto lavoro per limare il gap che le separa dalle Yamaha FTR.

Day 2

Seconda giornata di test ancora all'insegna della Honda: dietro a Marc Marquez (che piazza il tempone) ci sono le moto di Pedrosa e Bradl, mentre Rossi è ancora il primo delle Yamaha davanti al sempre meno sorprendente Aleix Espargaro, 5°, e a Jorge Lorenzo, apparso più in difficoltà rispetto a ieri nella messa a punto della moto. Iannone si conferma ancora il primo delle Ducati e piccoli segnali di miglioramento da parte dei piloti factory di Borgo Panigale, Dovizioso e Crutchlow, che restano tra l'11^ e la 13^ posizione ma con un distacco dal missile Marquez diminuito (1,2 secondi di oggi contro gli oltre 2 di ieri). 14° è Nicky Hayden con la PR Honda davanti a Colin Edwards, 15° con problemi di motore alla sua FTR Yamaha e comunque non all'altezza di quello che sta facendo il suo compagno Aleix Espargaro. Maluccio Scott Redding con la PR del team Gresini, anche se per lui si tratta solo del primo test contando che è da poco rientrato dall'infortunio al polso subito in Australia. Honda PR che inseguono le Yamaha Open al contrario di quanto succede tra Honda e Yamaha prototipi.

Day 3

Nella giornata conclusiva di questi primi test di Sepang brilla ancora la stella di Marc Marquez, il quale straccia il record della pista che apparteneva a Casey Stoner dal 2012. Il campione del mondo infatti ha girato in 59"5 contro il 59"6 dell'australiano. Dietro Marquez le due Yamaha Factory di Valentino Rossi (59"7 miglior tempo di sempre per lui in Malesia) e Jorge Lorenzo in 59"8. Quarta posizione per la Yamaha FTR di Aleix Espargaro a meno di mezzo secondo da Marquez! Incredibile come la Yamaha Open sia più forte e già pronta rispetto alle RCV1000R dei team privati che faticano non poco a metterle a punto. In definitiva abbiamo lo squadrone Honda Factory (Marquez, Pedrosa, Bradl e Bautista) leggermente superiore allo squadrone Yamaha (Rossi, Lorenzo, Espargaro e Smith) che sta riducendo il gap da Honda, mentre le Yamaha Open di Aleix Espargaro ed Edwards stanno letteralmente asfaltando le Honda PR. Segnali di risveglio da Ducati: Dovizioso si è avvicinato ai primi fermandosi a 867 millesimi di distacco da Marquez mentre Crutchlow paga 1 secondo e mezzo ma è comunque soddisfatto del miglioramento rispetto a ieri.

Appuntamento dunque a fine febbraio per la seconda sessione di test in programma ancora sul circuito malese di Sepang.

E' tempo di presentazioni anche per la MotoGP 2014, ed il primo team a mostrarsi al pubblico è stato quello ufficiale Yamaha. Presentazione avvenuta in grande stile in quel di Jakarta (Indonesia), dove ha sede uno degli sponsor principali del team, al cospetto di tutto lo stato maggiore di Yamaha e di Lin Jarvis di Yamaha Europe. I due piloti Jorge Lorenzo e Valentino Rossi hanno tolto i veli alla nuova arma che li aiuterà nella battaglia contro le Honda HRC del Campione Marquez e di Pedrosa. La novità principale della M1 2014 è data dalla grafica: infatti rispetto all'anno scorso c'è più bianco e meno blu (riproposizione della livrea 2012 che ha portato Lorenzo al Mondiale), mentre rimane presente la parte "a specchio" sull'avantreno della moto. Come la livrea della moto, così anche le tute sono più bianche rispetto all'anno scorso, con i soliti inserti distintivi di ogni pilota (abbondanza di giallo per la tuta di Rossi, mentre in rosso solo la gamba destra della tuta di Lorenzo).

Queste le parole di Valentino Rossi subito dopo aver tolto i veli dalla moto: "Le aspettative per questa stagione sono molto alte. Il mio obiettivo per il 2014 è essere più competitivo rispetto allo scorso anno e cercare di salire sul podio ad ogni Gran Premio. Sono sicuro che la nostra moto sarà molto competitiva. Lo era già l'anno scorso e gli ingegneri sono stati bravi a svilupparla durante la stagione, mi aspetto molto dalla mia nuova M1 e sono certo che migliorerà gara dopo gara". Lorenzo ha così commentato: "Anche le mie aspettative per la prossima stagione sono alte. Proverò a partire forte come lo scorso anno ed essere sul podio sempre, sarà importante per prendere punti e guadagnare confidenza da tenere per tutta la stagione. I nostri rivali sono ossi duri ma penso che se miglioreremo in alcuni punti potremo protare a casa i titoli". Dalla Spagna rimbalza però una voce secondo la quale Lorenzo avrebbe siglato un pre-accordo con la Ducati per la stagione 2015. Ricordiamo che a fine stagione tutti i top rider saranno in scadenza di contratto e questo rumor alimenta fantasie di mercato difficilmente verificabili. Da Jakarta il diretto interessato ha risposto così: "Quando sei veloce e vinci le gare è normale che tutte le grandi Case ti cerchino. Ma devo chiarire che non c'è nulla di vero nelle voci di un contratto con un'altra Casa e vorrei iniziare a parlare al più presto del mio futuro con la Yamaha. Il mio sogno è di finire la carriera in Yamaha. Se la nostra moto sarà ancora migliore quest'anno, sarà tutto più facile".

Doveva essere una giornata dedicata a Marco Simoncelli, per celebrare la memoria di un giovane campione scomparso troppo presto. Invece il destino ha colpito inesorabilmente, in maniera quasi beffarda e atroce. Doriano Romboni non ce l'ha fatta: l'ex-pilota del Motomondiale è morto questo pomeriggio in seguito ad una caduta verificatasi sul tracciato "Sagittario" di Latina, dove erano in corso le prove del SicDay, la manifestazione dedicata al pilota romagnolo scomparso due anni fa. Romboni, 44 anni di Lerici, 102 Gran Premi disputati tra 125, 250 e 500 (con 6 vittorie), è stato vittima di un incidente dalle circostanze drammaticamente simili a quello di Simoncelli: dopo aver sbandato alla curva 12, è rimasto aggrappato al manubrio finendo per invadere la pista nei pressi della curva 7, dove sopraggiungeva nel senso opposto la Supermotard guidata da Gianluca Vizziello. Inevitabile e violentissimo l'impatto: Romboni è rimasto esanime sull'asfalto, con i soccorsi che, giunti prontamente sul posto, gli hanno praticato per una decina di minuti un massaggio cardiaco. Da lì è partita la corsa in elicottero verso l'ospedale Santa Maria Goretti di Latina, dove un ultimo, disperato tentativo di salvargli la vita tramite un intervento chirurgico è purtroppo risultato vano. Romboni era conosciutissimo dagli appassionati per le sue battaglie in pista con Cadalora, Biaggi e Capirossi soprattutto nella prima metà degli anni '90, durante i quali si era piazzato al 4° posto sia nel 1990 in 125 che nel 1994 in 250, prima di passare nel '99 al campionato Superbike. Una volta ritiratosi dall'attività agonistica, "Rombo" (come era conosciuto da tutti) si era dedicato dapprima all'attività di direttore sportivo e dopo a quella di consulente tecnico della Federmoto. Il mondo dei motori italiano, dunque, piange un'altra vittima, dopo le recenti tragedie dello stesso Simoncelli e quella di Andrea Antonelli, il pilota scomparso lo scorso luglio dopo essere anch'egli stato investito durante una gara di Supersport. La redazione di LiveF1.it si stringe attorno ai familiari ed agli amici colpiti da questa terribile tragedia.

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