F1 | L'INTERVISTA - Charles Leclerc: "Ferrari il sogno, ma vedremo a fine anno"

Interviste

Giovane, talentuoso e destinato ad occupare il sedile della Ferrari in un futuro non lontano: stiamo parlando di Charles Leclerc, al debutto in Formula 1 dopo l'annata trionfale in Formula 2, che abbiamo incontrato per voi nella hospitality dell'Alfa Romeo-Sauber. Una chiacchierata a tutto campo (in un italiano perfetto) sulla sua vita sportiva e privata, sui sogni e le ambizioni alla vigilia del primo anno nella massima categoria.

Charles, come ti sei preparato al grande salto durante l'inverno?

"Mi sono preparato bene a livello fisico, anche se la preparazione non è molto diversa da quella della Formula 2, che è un categoria già molto fisica, visto che per esempio non abbiamo il servosterzo. Ho lavorato più che altro per rinforzare la muscolatura del collo dato che queste F1 sono veramente velocissime in curva. Non amo molto la palestra e  cerco di farne il minimo indispensabile, preferisco l'attività aerobica come corsa, nuoto, bici e giocare a tennis. Poi un po' di vacanza in Val Gardena con la mia famiglia".  

Hai realizzato il sogno di molti, come cambia il lavoro quando scendi dalla macchina tra la F1 e la F2?

"In ogni cosa ci sono molte più persone coinvolte, ognuno ha un lavoro specifico su ogni parte della macchina e devi dare un feedback specifico a tante persone diverse. Quando scendi dalla macchina sei subito circondato da un sacco di gente, è molto diverso da come ero abituato in Formula 2, ma mi sto abituando in fretta, giorno dopo giorno imparo molto, ma quando sei in macchina non  hai tempo di pensare a molto altro. Quando arrivo a casa mi capita di fermarmi e pensare, oh cavolo, sono davvero in F1, è fantastico!

Sono i tuoi primi giorni di test ufficiali in Formula 1, come valuti il lavoro di questi giorni? Sembra che la macchina abbia qualche difficoltà.

"La settimana scorsa è stata molto difficile, le temperature erano troppo basse, difficile raccogliere buoni dati. In questa sessione abbiamo lavorato meglio e messo assieme più km, solo ieri ho fatto 160 giri ed è stato utile per raccogliere dati; dovremo però sfruttarli al meglio, perché la stagione sarà lunga e difficile". 

Pensi che fare una buona stagione sarà sufficiente per l'approdo in Ferrari?

"Per ora sono concentrato solo sul 2018, devo fare bene in questa stagione e fare meglio del mio compagno, poi alla fine dell'anno si potranno valutare le prospettive. Per ora è ancora presto dirlo". 

Quanto è stata importante per te far parte della Ferrari Driver Academy?

"E' stato fondamentale, senza di loro naturalmente non sarei qui. Mi hanno insegnato tanto e preparato sia fisicamente che mentalmente; sono riuscito a completare il programma e mi hanno portato in F1. Il loro supporto è stato fondamentale, mi hanno fatto lavorare tanto anche al simulatore e so che stanno facendo un buon lavoro con tanti altri giovani talenti". 

Parlaci del lavoro al simulatore, come funziona? Se ne parla tanto ma è un aspetto che si conosce poco. 

"A me serve per accumulare esperienza, il simulatore è l'unico strumento rimasto ora che sono aboliti i test privati. Per me è importante imparare tutte le piste che non conosco e soprattutto imparare a svolgere tutte le procedure di ogni fine settimana. Per me che sono un rookie, è un aspetto fondamentale del lavoro da svolgere". 

Sei un pilota giovane e talentuoso, così come lo è il tuo manager, giovane e tra i migliori in circolazione. Qual è il rapporto tra voi?

"E' un amico oltre che un manager. Lo conosco dal 2010 ed è ormai come uno di famiglia. Mi consiglia un po' su tutto, ed è importante che avere una figura del genere nel mio staff".

 Secondo te quali sono i piloti più forti a parità di mezzo? Quale sarebbe il distacco fra i più veloci e i più lenti?

"Beh in questo momento ci sono due piloti nettamente più forti degli altri che sono Seb e Lewis, e credo che il distacco tra il primo e l'ultimo sia comunque inferiore al secondo. 

Ora sei qui, ce l'hai fatta, sei arrivato in F1. Cosa diresti a Charles Leclerc di 10 anni fa e cosa diresti a te stesso fra 10 anni?

"Non saprei cosa dire a me stesso 10 anni fa, ma tra 10 anni dipenderà tutto da come sarà andata la mia carriera; comunque vada saprò di aver fatto il massimo e sarò onesto ripensando alla mia carriera". 

da Barcellona  Vincenzo Buonpane e Stefano De Nicolo' 

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