L'INTERVISTA | Emily Linscott: "I colleghi maschi? Con la visiera abbassata siamo tutti uguali. Un giorno voglio vincere la 24h di Le Mans"

Interviste

Abbiamo avuto l'opportunità di fare due chiacchiere con Emily Linscott, pilota britannica che si sta mettendo in luce nella propria nazione, per parlare della sua carriera, dei progetti futuri e del proprio pensiero a proposito del confronto con i colleghi maschi, un argomento che ha infiammato il web nell'ultimo periodo. L'inglese ha partecipato, nel 2017, a parte della stagione del campionato britannico di Ginetta Junior, oltre ad essere membro dell'Academy del team Arden International (YRDA).

 Emily, come hai cominciato a correre?

Una domenica del 2016 sono andata a vedere una gara di kart con mio padre e mi è piaciuta, quindi ho aderito ad un club di karting. Nel giro di due settimane i risultati sono arrivati, dunque mi hanno suggerito di entrare a fare parte della loro Academy. Ho fatto molto bene anche lì, perciò Dan Lee, manager dell'Academy mi ha suggerito di progredire per migliorarmi. Ho fatto la mia prima gara nell'agosto di quell'anno conquistando il podio. Ho vinto 22 gare, facendo segnare alcuni giri veloci e conquistando il mio primo campionato Junior a novembre, insieme ad altri titoli e premi. Sono stata notata da Arden International Motorsport e sono entrata nella Young Racing Driver Academy (YRDA), con i quali ho firmato il contratto anche per il 2017. Ho fatto 9 gare di kart, prima del passaggio in auto. Nell'agosto 2017 ho debuttato sul circuito di Rockingham Raceway, esattamente un anno dopo la mia prima gara ufficiale in MSA Karting. 

Come hai trovato l'ambiente del Motorsport?

Per quanto poco lo conosca, mi piace. Tutti sembrano molto amichevoli. Una volta dimostrato che sai fare bene, tutti ti accettano per come sei. E' uno sport eccitante ed è pazzesco pensare che ci possiamo permettere di guidare auto da corsa, alla nostra età, su dei circuiti di fronte a milioni di telespettatori in giro per il mondo! Lo amo! Mi sto divertendo e spero che sia tutto ciò che voglio quando sarò più in alto.

Cosa ne pensi del rapporto con i colleghi maschi?

Non ci sono differenze. Una volta allacciato il casco siamo tutti piloti, in genere non significa nulla. Se sei bravo, sei bravo e non conta se sei maschio o femmina. La maggior parte dei piloti non ha alcun problema nei miei confronti in quanto pilota, ma ce ne sono sempre uno o due che danno problemi. Ho sperimentato a volte nel karting questo tipo di problema, ma di solito erano i padri a convincere i figli della differenza di genere.  

I piani per il futuro?

Sarei più orientata a correre nelle vetture GT oppure LMP, ma ho intenzione di provare una vettura di Formula 4 ed avrò sicuramente un grosso problema nel decidere quale percorso prendere successivamente. Vorrei arrivare fin dove le mie capacità mi portano, voglio vincere la 24h di Le Mans un giorno, ma vediamo che succede. 

Giulia Scalerandi 

 

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