L'INTERVISTA | Luca Ghiotto: "Il test in Williams? Esperienza incredibile, queste macchine sono dei mostri"

Interviste

E' stato uno degli esordienti più attesi in pista nel corso della due giorni di test post-gara andati in scena sul circuito di Budapest. Un risultato arrivato dopo anni di sacrifici e gavetta, accompagnati da risultati di rilievo in tutte le categorie in cui ha militato. Ma se per Luca Ghiotto il fatto di essere salito a bordo della Williams rappresenta da un lato un punto d'arrivo, dall'altro rappresenta, per forza di cose, un trampolino di lancio verso nuovi sogni ed obiettivi.

 

I 161 giri percorsi al volante della FW40, insieme alle giornate di lavoro vissute al fianco della scuderia inglese, gli hanno regalato un'esperienza che definire preziosa sarebbe riduttivo. Dalla visita alla sede di Grove alle prove al simulatore, per poi passare al lavoro in pista con i tecnici ed al cospicuo numero di chilometri inanellati sul tracciato ungherese: Budapest d'ora in poi per il giovane pilota vicentino rappresenterà di certo un suono capace di evocare un passaggio fondamentale nella sua ancor breve carriera.

Ma quali sono state le tappe che hanno portato alla realizzazione di questo piccolo, grande sogno? 

L'ufficialità l'ho avuta soltanto qualche giorno dopo il weekend di Silverstone, anche se devo svelare che già dopo Baku ero stato in fabbrica per provare il simulatore. Ovviamente quando ho ricevuto la notizia dal mio manager mi sono sentito davvero felice, in quanto si trattava della realizzazione di un sogno, peraltro con una scuderia gloriosa che ha scritto pagine importanti nella storia della Formula 1. Ho capito subito che avevo di fronte a me una grande opportunità, giunta dopo tanti sacrifici e che mi ha reso ancora più convinto del fatto che non si debba mollare mai nell'inseguire i propri obiettivi.

Anche perchè il recente passato ti aveva riservato qualche speranza poi finita in un nulla di fatto...

Sicuramente. Quanto accaduto con l'interessamento della Red Bull mi ha fatto aprire gli occhi sulla necessità che non si debba davvero mai dare nulla per scontato, anche quando le cose sembrano essere davvero ad un passo. Quella è stata un'esperienza che mi ha convinto a tenere duro e andare avanti con ancora maggiore determinazione, e alla fine è arrivata questa opportunità importante.

Ma torniamo all'esperienza in Williams. Cosa hai provato nel venire a contatto con questa nuova realtà? La visita in fabbrica, le riunioni con gli ingegneri, la tuta con il tuo nome... 

Beh, sicuramente è stato un mix di emozioni che farò fatica a dimenticare. La prima visita in fabbrica è stata molto veloce, essendosi limitata soltanto alla prova al simulatore, ma quando è arrivata l'ufficialità del test sono tornato per fare un lavoro specifico, avendo al contempo anche il modo di fare il sedile e visitare i vari reparti della fabbrica ed il museo della scuderia. Vedere la macchina di Senna e tutte le altre vetture storiche che vedevo in tv da bambino è stato incredibile...dopodiché a Budapest ho iniziato a lavorare con il team sin da domenica sera, e sono state giornate davvero intense!

Quali sono stati i momenti in assoluto più emozionanti?

Mah, sicuramente quando sono salito in macchina per la prima volta la sera prima del test, poi naturalmente quando ho affrontato la pit-lane per entrare in pista...ed ovviamente quando ho iniziato a prendere un po' più di confidenza con la macchina, iniziando a spingere. Queste vetture sono davvero dei mostri, ti regalano delle sensazioni incredibili. A livello di stile di guida non cambia molto dalle vetture che sono abituato a guidare in Formula 2, è solo tutto molto più estremizzato. Credo che la maggiore differenza venga fatta dalle gomme posteriori, molto più grandi e capaci di garantire una trazione incredibile. Si va così forte che non è semplice rendersi subito conto di quale sia il limite tuo e della vettura, per questo è necessario un po' di adattamento.

Sei soddisfatto del lavoro che hai svolto? Che tipo di feedback hai ricevuto dalla squadra?

Il bilancio è molto positivo, sia per quanto mi riguarda sia per i riscontri che la squadra ha ricevuto dal mio lavoro. Al mattino abbiamo utilizzato solo le gomme soft, ovvero quelle più dure della gamma a disposizione, per effettuare dei run piuttosto corti da 6-7 giri con tanta benzina a bordo. Quindi al pomeriggio abbiamo svolto 3-4 long run da 25 giri l'uno, naturalmente senza concentrarci sulla prestazione assoluta. A fine giornata ho poi montato l'unico set di gomme nuove a mia disposizione per cercare di abbassare il tempo, ma sfortunatamente proprio mentre ero in pista è stata esposta la bandiera rossa causata da Russell, quindi niente da fare. Ma rimane comunque la sensazione che sia stata una giornata molto produttiva per entrambi.

Cosa ne pensi dell'attenzione mediatica riservata nel corso di questi test a Robert Kubica? Ti saresti magari aspettato una considerazione diversa nei tuoi confronti da parte di stampa e tv di casa nostra?

Mah, devo dire che è stato anche inevitabile il fatto che Robert abbia catalizzato gran parte dell'attenzione in quella giornata. Per quanto mi riguarda, il maggior numero di telefonate le ho ricevute nei giorni immediatamente successivi, però penso sia normale."

E adesso? Cosa ti aspetti dal futuro dopo questo test?

Guarda, sinceramente cerco di non farmi troppe illusioni. Mi sono abituato a vivere alla giornata, prendere le cose per come vengono, senza crearmi eccessive aspettative. Vedremo cosa potrà succedere...di sicuro sono molto contento del lavoro svolto, così come la squadra, ma per ora preferisco tornare a focalizzarmi sul campionato di Formula 2. Vista la situazione di classifica, l'obiettivo è quello di centrare il secondo posto in campionato, anche se siamo in molti piloti a giocarcela. Adesso mi rilasserò in vacanza per qualche giorno e poi sarà subito il momento di pensare a Spa e Monza...

Marco Privitera

 

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