L'INTERVISTA | Max Verstappen: "Mio padre è ancora il mio primo consigliere. La Playstation? Sono bravino..."

Interviste

Talento ormai indiscusso dell'attuale Formula 1, Max Verstappen si concede alle nostre domande per la sua prima intervista a LiveGp.it. Campione o kamikaze? Predestinato o sopravvalutato? Le domande attorno al valore di Max Verstappen si susseguono in continuazione e attorno a lui si sono creati due partiti: chi lo considera il talento più puro della sua generazione, un predestinato ad essere campione del futuro, e chi invece vede in lui un irruento cresciuto a simulatori e playstation che pecca spesso di aggressività eccessiva rovinando le gare altrui.

Come sempre capita in questi  casi è difficile far cambiare idea a ognuna delle parti, ma noi abbiamo incontrato il giovane 'olandese volante' e abbiamo trovato un ragazzo incredibilmente attento, con lo sguardo sveglio e prontissimo a rispondere ad ogni domanda con un guizzo di vitalità e furbizia negli occhi. 

Max, la stagione è stata difficile finora. Come vivi tutti questi ritiri? 

Non ci penso più di tanto. Ogni volta penso che è stato solo un altro ritiro, torno a casa, mi rilasso e penso già alla gara successiva. Però ho avuto veramente un sacco di problemi quest'anno, è frustrante ma non posso farci nulla, i ritiri non sono colpa mia e non ho grosse recriminazioni dal mio punto di vista. Certo, per esempio a Baku avrei potuto andare a podio al 100%, ma andiamo avanti.

Al netto dei tuoi problemi, anche guardando ai risultati di Daniel, ti sembra che la macchina migliori?

Sembra che la direzione sia quella giusta, la macchina migliora, lo chassis è buono e funziona bene, abbiamo trovato maggiore carico; insomma vediamo che i nostri sviluppi funzionano e piano piano ci avviciniamo ai primi. Anche il motore migliora, ma certo ancora ci manca qualcosa. Naturalmente dipende molto dalle piste, circuiti come l'Austria o Baku ovviamente non sono i migliori per noi, ma su tracciati più tortuosi possiamo essere molto vicini ai primi.

Un aspetto poco conosciuto del lavoro pre-gara è quello che si svolge al simulatore. Parlaci un po' di questa attività.

Sono ore di lavoro fondamentale in preparazione del weekend. Provo diversi setup, diversi setting per valutare il comportamento di parti nuove e altre cose che troveremo in pista. Il lavoro della settimana inizia proprio da lì. Solitamente si lavora ad una gara per volta, ma dipende molto dal calendario, ad esempio se ci sono gare back to back; generalmente in Europa è facile lavorare spesso al simulatore perché è molto facile ritornare in fabbrica per provare cose nuove e spendere qualche ora.  

Molti ti accusano di essere solo un pilota aggressivo cresciuto con la Playstation , ma ci giochi davvero?

Sì, ci gioco abbastanza, ma non sono un campione, sono solo bravino... (ride) mi piacciono un po' tutti i giochi, non solo la Formula 1.

Anche con Daniel? Sfide alla morte fra compagni di squadra?

No, con lui non ci gioco perché non è il suo genere di cose, non gli interessa più di tanto. Se chiedete a me, io direi che non è capace!

Come vivi il tuo essere un predestinato? Come gestisci questo grande talento riuscendo ad essere così concentrato su tutto quanto? Hai qualche segreto fuori dalla pista?

No, niente di speciale direi. Nessuna pratica speciale, semplicemente non ci penso; appena salgo in macchina tutto mi viene molto naturale, cerco di solo di divertirmi in ogni cosa che faccio, e spingere al massimo, è tutto molto alla luce del sole per me.  

Come credi che ci si comporti dietro la safety car? 

Chi è in testa tiene il ritmo, perciò non credo che Lewis abbia fatto niente di sbagliato a Baku. Seb ha reagito male a qualcosa che credeva di aver visto e quindi gli è andato addosso, non vedo niente di clamoroso in tutta la faccenda. Ha sbagliato, è stato punito e basta. Ha chiesto scusa e bisogna andare oltre a queste cose, sono le corse e noi siamo piloti. Queste cose ci scivolano addosso.  

E' questo dunque il rapporto che esiste tra i piloti? Quello che accade in pista resta in pista e tutto finisce lì?

Queste sono le corse. E' normale che a volte ci scontriamo l'uno con l'altro, è sempre successo e succederà sempre. Ma alla fine siamo sempre noi, gara dopo gara, le cose devono scivolare via velocemente per forza di cose. Questo è un mondo che si muove così in fretta che non c'è tempo per pensare e ripensare troppo agli episodi.  

Come giudichi i tuoi progressi dall'anno scorso?

Sono soddisfatto perché ho fatto buoni progressi, non commetto più certi errori e sto costantemente accumulando esperienza. Voglio continuare così, anche se purtroppo al momento i miei progressi non si vedono dato che sto avendo costantemente problemi, ma voglio continuare a imparare e a fare passi avanti. Spero che possano arrivare anche i risultati, perchè mi manca solo l'affidabilità in questo momento.

E' ancora tuo padre il tuo primo consigliere?

Sì, lui è sempre stato il principale riferimento durante tutta la mia carriera. Ora devo dire un po' meno, perché sto crescendo e accumulo sempre più esperienza, però per consigli o domande lui è certo il primo a cui mi rivolgo. Naturalmente ci parliamo ancora ogni giorno, adesso siamo appena appena più distanti in termini pratici, ma rimaniamo sempre in stretto contatto. 

Stefano De Nicolo'

 

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