F1 | GP Ungheria, le pagelle ai protagonisti

Il pagellone

Potrà dormire sonni tranquilli Lewis Hamilton che, dopo aver trionfato anche all'Hungaroring, ha visto aumentare a 24 punti il suo vantaggio nella classifica iridata su Sebastian Vettel, secondo al traguardo. Il terzo posto di Kimi Raikkonen serve alla Ferrari solamente per il Mondiale Costruttori, mentre per la Red Bull è notte fonda : l'ennesimo ritiro causato dalla power unit Renault, ha aperto una crepa tra il team di Milton Keynes ed il costruttore francese che difficilmente si sanerà nel prossimo futuro. Ma vediamo i voti ai protagonisti del Gran Premio d'Ungheria, dodicesima prova del Mondiale di F1.

Lewis Hamilton 10. Conquista un'altra importantissima vittoria, dando un altra picconata alle residue speranze iridate di Vettel e della Ferrari. E' pur vero che in qualifica la pioggia gli da una grande mano, ma in gara una volta conservata la prima posizione, gestisce le gomme e la gara da campione navigato quale è.

Sebastian Vettel 6. I fantasmi dell'errore di Hockenheim si materializzano nel momento in cui le prime gocce di pioggia incominciano a cadere sull'Hungaroring. Preoccupato, forse, più di portare la macchina intatta al box che della prestazione, si deve accontentare della quarta piazza. In gara, fallito il sorpasso alla Mercedes allo start, con la strategia prova a compiere il miracolo ma supera troppo tardi Bottas e deve accontentarsi della seconda piazza. Ma non può più fallire d'ora in poi...

Kimi Raikkonen 7. Da buon scudiero lascia sfilare il compagno di squadra al via, poi viene penalizzato per l'ennesima volta con una strategia a dir poco incomprensibile. Conquista il podio, e la probabile conferma per il prossimo anno, portando punti preziosi alla squadra per la lotta al titolo Costruttori.

Daniel Ricciardo 8. Dopo una qualifica disastrosa deve giocoforza fare una gara d'attacco. Detto fatto, visto che il buon Daniel non si tira indietro ingaggiando dei bel duelli prima con Magnussen, e poi, nel finale, con Bottas.

Valtteri Bottas 5. Per quasi tutta la durata della gara la sua gara è da 9. Poi, nel finale, in crisi con le gomme viene a contatto con Vettel e Ricciardo perdendo la seconda posizione, e venendo penalizzato dalla Race Direction con 10 secondi.

Pierre Gasly 8,5. Piccoli torelli crescono. Al sabato, sul bagnato, centra la Q3 assiema al compagno di scuderia, la domenica fa ancora meglio chiudendo la gara dietro i top team. Che sia il prossimo pilota della Red Bull sembra non vi siano più dubbi.

Kevin Magnussen 8. Senza paura si getta a capofitto in tutti i duelli, dimostrando che quando la vettura lo asseconda sa essere un pilota davvero consistente. Riscavalca Alonso nel Mondiale Piloti portandosi all'ottavo posto assoluto.

Fernando Alonso 7,5. In qualifica una strategia tardiva lo priva della possibilità di battagliare su un terreno dove potrebbe compensare, con il suo talento, le carenze della McLaren. Sull'asciutto si mette di buona lena conquistando altri punti iridati. Ma le sue ambizioni sono ben più alte delle posizioni di centro gruppo...

Carlos Sainz 6,5. Sul bagnato si esalta piazzandosi immediatamente dietro le due Mercedes e le due Ferrari. In gara opta per una strategia conservativa (con gomme soft) che però non paga, visto che retrocede di diverse posizioni. Conquista comunque un piazzamento a punti che serve più al suo morale che alla classifica.

Romain Grosjean 6,5. In ripresa rispetto alle sciagurate gare di inizio stagione, artiglia un punto comunque utile nella rincorsa al quarto posto della Renault.

Brendon Hartley 6. Fa una grande qualifica come il compagno di squadra, ma viene meno la domenica rimanendo fuori dalla zona punti.

Nico Hulkenberg 5. Non ha un buon feeling con l'Hungaroring, visto che sparisce sul bagnato (terreno congeniale per uno come lui) al sabato, e non è pervenuto nemmeno la domenica. Per una volta è lui a perdere nel confronto diretto con Sainz.

Esteban Ocon 6. Sulla pista peggiore per le caratteristiche della Force India, ha il merito di risalire di qualche posizione. Ma è davvero troppo poco..

Sergio Perez 6. Occupato più da questioni extra pista (vedasi messa in mora della Force India), riesce parzialmente a riscattarsi in gara dopo una qualifica davvero anonima.

Marcus Ericsson 6. Finisce davanti a Leclerc prendendosi una bella rivincita dopo aver buttato già bocconi amari negli scorsi Gran Premi. In gara non ha mai il passo adatto per scalare la classifica.

Sergey Sirotkin 6. Ancora una volta davanti a Stroll, ma è l'unico sorriso in una stagione davvero amara per la Williams e per il pilota russo.

Lance Stroll 5,5. L'anno scorso a Monza, sul bagnato, fece un miracolo. Non lo ripete in Ungheria e partendo dalla pitlane dice subito addio a qualsiasi tipo di velleità.

Stoffel Vandoorne 6. La palma di pilota più sfortunato è senza ombra di  dubbio sua. Proprio quando sembra che possa portare a casa un piazzamento a punti, il cambio della sua McLaren decide di piantarlo in asso. Non ci siamo proprio...

Max Verstappen 6. Chi se lo aspettava in lotta per la pole position al sabato rimane deluso. La domenica non sembra avere un grande ritmo, ma la sua gara dura solamente 16 giri. E le sue critiche (e quelle di Horner) alla Renault, lasciano presagire un finale di stagione tutt'altro che tranquillo.

Charles Leclerc 5. Questa volta delude ed è il primo ad ammetterlo. Ma è giovane e ha tutto il tempo davanti a sè...

Vincenzo Buonpane

Per lasciare il tuo commento è necessario registrarsi nel form "login" presente a fondo pagina oppure nella home page. Grazie!

Ascolta Radio LiveGP

LiveGP Communication

Advertisement

Utilizziamo i cookies in questo sito per migliorare la tua esperienza di navigazione.

Cliccando su qualsiasi collegamento di questa pagina ci darai il tuo consenso per utilizzare i cookies